martedì 5 aprile 2016

Forme di Comunicazione

In questi ultimi mesi mi sono appassionato a un’altra serie TV, ovvero Lie to Me. Il protagonista è uno psicologo che ha fondato uno studio di consulenza dove  lui e i suoi collaboratori utilizzano lo studio del linguaggio non-verbale e soprattutto delle microespressioni facciali per capire chi stia mentendo.

La comunicazione verbale (CV) si riferisce a cosa comunichiamo mentre la comunicazione non-verbale (CNV) a come comunichiamo. Fanno parte della CNV la mimica facciale, lo sguardo, la gestualità, la postura, la prossemica (comportamenti spaziali), l’aptica (gesti di contatto corporeo), oltre che l’abbigliamento e il look. Tra di essi c’è ancora un livello, il sistema paraverbale (ovvero la qualità vocale): tono, volume, timbro (caratteristica genetica che rende unica una voce), velocità dell’eloquio.
È intuitivo che la CNV sia meno informativa della CV, intendendo con questa affermazione che le informazioni che vuole passare chi sta parlando passano tutte attraverso di essa, avendo essa funzione denotativa, cioè di trasmettere informazioni, conoscenze, concetti. Ma questo non vuole dire che la CNV non sia informativa: l’ascoltatore riceverà moltissime informazioni attraverso questo livello, per esempio gli stati d’animo, le emozioni e i sentimenti dell’interlocutore.
In uno studio condotto dallo psicologo Albert Mehrabian, emerse che l’importanza dei diversi livelli comunicativi è solo del 7% per quello verbale, mentre è del 38% per quello paraverbale e del 55% per quello non-verbale. Questo significa che un buon comunicatore deve tenere conto di queste forme di comunicazione e cercare di migliorarle il più possibile, se vuole che il messaggio che sta veicolando giunga a destinazione nel modo più efficace possibile.
La serie Lie to Me enfatizza molto le dinamiche che stanno dietro al mentire: chi mente ha infatti un atteggiamento ipercontrollato o ipocontrollato del linguaggio del corpo. Questo ha perciò comportato anche una maggiore attenzione da parte degli attori a questa componente della recitazione, dato che gesti ed espressioni del viso vengono costantemente analizzate dai protagonisti della serie.
Quando intendiamo mentire, nel nostro cervello avviene una vera e propria battaglia. Se la corteccia cingolata sente il bisogno di dire la verità, in modo da abbassare i livelli di stress che il mentire comporta (una sorta di campanello d'allarme che avverte che c'è qualcosa che non va), d'altra parte la corteccia orbitale-prefrontale tiene conto dei rischi a cui questo porterebbe. Insomma, entrambe cercano di preparare l'individuo ai possibili scenari futuri che potrebbero accadere. Il risultato sono movimenti facciali e del corpo abbastanza difficili da controllare e che evidenziano la lotta che sta avvenendo all'interno.
Il telencefalo (la parte più estesa del cervello) è divisa in due zone, gli emisferi: in generale, l'emisfero di sinistra riceve informazioni dalla parte destra del corpo, mentre il destro dalla parte sinistra. Studi neuroscientifici affermano che la direzione dello sguardo mentre si parla è indicativa: se lo sguardo è diretto a sinistra, questo sottende un lavoro cerebrale da parte dell’emisfero destro (che spesso viene definito “dell’emotività”) e indica quindi un ricordo; se invece lo sguardo è rivolto a destra, un lavoro da parte dell’emisfero sinistro (che spesso viene definito “della razionalità”) e indica quindi che quanto viene detto sta venendo creato, ovvero è un’elaborazione, non un richiamo mnestico (cioè la persona sta mentendo). Infine, uno sguardo dritto e diretto all’interlocutore è un possibile segnale di un atteggiamento ipercontrollato, ulteriore tentativo di nascondere la verità.
La postura è un altro fattore di cui si può tenere conto: l’inclinazione del corpo indica un avvicinamento o un allontanamento verso l’altro, anche da un punto di vista mentale; i gesti di chiusura (come incrociare le braccia) sono inconsciamente una protezione delle parti vitali, quindi sintomo di insicurezza; posizioni di fuga e appigli fisici sono altri segnali che denotano sensazioni di disagio.


Uno dei punti più affrontati dalla serie Lie to Me è quello relativo allo studio della mimica facciale: il viso, avendo il maggior numero di fasci muscolari di tutto il corpo, permette di determinare tutta una serie di informazioni: per esempio, il sorriso autentico muove anche i muscoli orbitali degli occhi, mentre quello falso o forzato o di cortesia muove unicamente i muscoli della zona orale. In poche parole, si sorride anche con gli occhi, non è affatto un artificio letterario. 
La mimica facciale permette quindi di capire le emozioni di chi ci è di fronte. Particolare interesse viene dato anche alle microespressioni, che sono estremamente ricche di significato, in quanto evidenziano un’emozione nascosta. A differenza delle consuete espressioni facciali, sono di brevissima durata (non più di un quarto di secondo), per cui di solito vengono notate grazie a registrazioni video. La loro analisi in questo frangente è estremamente utile, in quanto se le espressioni della mimica facciale sono in parte controllabili (per cui si può nascondere ciò che si prova), le microespressioni sono invece quasi impossibili da controllare.
Si può quindi mentire con le parole (bugiardo) e anche con il sistema paraverbale (ottimo bugiardo), ma non con il linguaggio del corpo.

19 commenti:

  1. Grande serie "Lie to Me", anche se per quanto mi riguarda è stata parzialmente massacrata dal doppiaggio Made in Italy applicatole da Mediaset. ;)

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    1. Fantastica, in cinque mesi me ne sono sparate tre stagioni.

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  2. Bene, io mi faccio sgamare subito: mimica facciale, gestualità, occhi ballerini. Divento rossa facilmente, questo te lo avevo accennato. Dev'essere dura la vita del bugiardo!
    Però, ho una qualità: con altrettanta facilità so intercettare chi mente, anche se mente bene. Io mi faccio sgamare e sgamo! ;)
    (Nove volte su dieci c'azzecco... e non sono psicologa! :D)
    Credo che questo post mi abbia fatto venire l'idea per un articolo, per cui grazie! :)

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    1. Allora questa ti farà impazzire.

      Tutti gli avvocati mentono.
      Io sono un avvocato.
      Sto mentendo o sto dicendo la verità?

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    2. :D
      Non per niente ho scelto di non fare più l'avvocato! :P

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    3. Di sicuro non avrai intrapreso la carriera politica, visto le difficoltà a mentire di cui sopra. :P

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  3. La serie la conosco, ma non sono mai riuscita a seguirla con costanza. La comunicazione non verbale e para verbale mi interessa moltissimo, si può rilevare tanto semplicemente osservando le persone. Ciao. :-)

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    1. Verissimo. Ho avuto modo di apprendere un po' di cose sull'argomento e trovo che la psicologia comportamentale sia davvero interessante.

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  4. Ho visto tutte le annate uscite in Italia, mi è piaciuta molto.

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    1. E' un'ottima serie, ben realizzata e mai banale.

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  5. Qualcuno che sia in grado di gestire consapevolmente la CNV potrebbe dominare il mondo.... perlomeno finché non ti sgamano.

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    1. Eeh, esagerato...! :)
      In ogni caso c'è chi già lo fa: è una metodica chiamata programmazione neurolinguistica, il cui scopo è rendere il più efficace possibile la comunicazione, ma può essere usata impropriamente per influenzare e manipolare.
      Inoltre c'è da aggiungere che alcuni sociopatici sono in grado di "sfuggire" alla CNV, adattandola a piacimento. Ovviamente non ne ho fatta menzione dato che il post intendeva accentrare il discorso sulle situazioni "standard".

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  6. Interessante l'argomento: se mi fisso su queste cose il mio cervello si paralizza XD Ovvero, a volte mi è capitato di cercare di osservare mimica facciale e postura, e alla fine non ascolto quello che mi viene detto XD
    Lie to Me è ancora in attesa per futura visione, se ne parla molto bene in giro!

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    1. Quello che descrivi in neuropsicologia si chiama arousal dell'attenzione, ovvero prestare selettivamente attenzione a certi stimoli e non ad altri. Ovvero la capacità di attenzione del nostro cervello ha un certo valore, per cui se osserviamo più cose, deve dividersi tra esse. La tendenza è comunque a focalizzarsi su di una sola.

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  7. Interessantissimo questo post! La serie non la conosco, come non conosco più nessuna serie...che non sia per bambini.
    Però vabbè, recupererò prima o poi!
    Allora l'argomento è davvero interessante, e la domanda nasce spontanea....secondo te è possibile provare a formulare un discorso analogo per quanto riguarda invece la scrittura sui blog?
    Che ne pensi?
    Un abbraccio e a presto ;-)

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    1. La riflessione che poni è davvero arguta. La mia risposta è: certo che sì!
      In un blog la CV sarebbe rappresentata da quanto viene scritto, che ha funzione di trasmettere informazioni.
      La CPV può essere rappresentata dal layout del post (lunghezza, quante volte si va a capo), il font usato, la presenza di grassetti, corsivi e sottolineati...
      La CNV può venire rappresentata dal layout grafico dell'intero blog, dalla presenza di immagini, dall'uso di gadget, dalla presenza di banner pubblicitari o meno... ma anche e soprattutto da tutti quegli stati d'animo che filtrano dal post e arrivano al lettore.

      Tutto questo poi lo si ritrova anche nel rispondere ai commenti.
      La CV è data dal commento in sè.
      La CPV è data ancora dalla lunghezza, dallo stile usato...
      La CNV ancora da tutti quegli stati d'animo che si avvertono più o meno dichiaratamente nel rispondere.
      E inoltre questi livelli sono influenzati dal fatto che si sta rispondendo a qualcuno, quindi è un ulteriore modo comunicativo, cioè quello della discussione e dal livello di confidenza che si è instaurato con chi si sta comunicando.

      P.S. = Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma ho avuto una settimana piuttosto intensa. Solo giovedì ho lavorato 11 ore. :)

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  8. Lie to Me è davvero una bella seria, originale, ma è già un po' di anni che la vedo in giro (io mi sono fermata alla terza stagione).
    Una cosa però va detta: ci sono corsi apposta, non solo per attori ma anche per personaggi pubblici, professori, medici ecc. che insegnano a controllare il linguaggio del proprio corpo e il tono della voce, il modo di vestirsi ecc.
    Quindi si potrebbe rimanere ingannati e confondersi all' "analizzare" qualcuno.

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    1. Ti sei fermata alla terza stagione perchè è stata cancellata, purtroppo.
      Sì, ci sono corsi di public speaking, di comunicazione efficace per telemarketer, nonchè di PNL che insegnano a padroneggiare al meglio la CPV e la CNV.
      La persona comune sì, potrebbe confondersi, ma chi ha un po' di dimestichezza con le tecniche che vengono insegnate (cercare il rapport, il ricalco, le tecniche di vendita come il piede nella porta, la porta in faccia, il cross selling...), tende meno a farsi ingannare.
      Per quanto riguarda le microespressioni non sono praticamente mascherabili, anche solo a causa della loro durata (meno di 1/4 di secondo). Ma lì ci vanno registrazioni video. :)

      P.S. = Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma ho avuto una settimana piuttosto intensa.

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    2. Ah sicuro, molti commercianti spudorati le sanno tutte; tanto per dire il mio vecchio capo quando lavoravo in un ristorante le conosceva tutte, dal riuscire ad acchiappare clienti a vendere un mix di vino rosso e bianco per rosé. Cosa non ho visto... Ma aveva anche anni di esperienza quindi ci sapeva fare.

      Bella idea quella delle registrazioni! Sarei curiosa di provarci! E comunque non ti preoccupare per il ritardo, spero almeno che sia stata una settimana proficua è piena di soddisfazioni :)

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