sabato 7 gennaio 2017

Cecità Parziali

"Nel paese dei ciechi, l'orbo è re" (proverbio toscano).

La vista è il nostro canale sensoriale principale. Negli occhi, gli organi preposti alla vista, ci sono due tipi di cellule sensibili alla luce: i bastoncelli, maggiormente attivi in condizioni di scarsa luminosità (specializzati quindi per la visione notturna), e i coni, maggiormente attivi in condizioni di buona luminosità (specializzati quindi per la visione diurna) e attraverso cui percepiamo i colori. Ci sono tre tipi di coni: sensibili al rosso, al verde e al blu. La mancanza della vista, la cecità, è una condizione complessa, che comporta diverse difficoltà. Esistono anche forme di cecità che si potrebbero definire parziali, o per meglio dire localizzate in certi aspetti del vedere: si tratta di disturbi neurologici rarissimi, dovuti a cambiamenti nella struttura cerebrale, che vanno a disturbare il processo psicologico della comprensione delle informazioni sensoriali visive.

Il daltonismo consiste in un'inabilità totale o parziale nel percepire i colori: a seconda del tipo di coni interessati, può riguardare il rosso, il verde o il blu, che vengono percepiti in maniera erronea. Esiste anche un disturbo neurologico chiamato acromatopsia o cecità ai colori, dove il soggetto non è in grado di vedere alcun colore, ovvero vede il mondo per sfumature di grigio. Ciò è dovuto al mancato funzionamento dei coni, per cui si ha una visione basata essenzialmente sui bastoncelli. La condizione può essere causata da una lesione nella corteccia visiva, può essere in una forma degenerativa (distrofia dei coni) oppure congenita. In quest'ultimo caso ne esiste una forma più lieve, il monocromatismo dei coni blu, in cui funziona unicamente questo tipo di coni, per cui il soggetto vede il mondo per sfumature di blu.
Un’altra forma di cecità parziale è l’achinetopsia o cecità per il movimento, in cui il soggetto non è in grado di vedere gli oggetti in movimento, ma solo quelli che permangono immobili all’interno del suo campo visivo. Le cause sono in genere dovute a una lesione nella parte posteriore della corteccia visiva. Uno dei primi casi riportati in letteratura è stato quello del paziente LM. Questa donna non era in grado di versare il tè perché non ne vedeva il livello salire lungo la tazza, e a un certo punto vedeva unicamente il liquido strabordato dalla tazza; secondo la sua testimonianza attraversare la strada era per lei un'esperienza terrificante, in quanto le macchine le comparivano davanti all’improvviso, come spuntate dal nulla.
Un altro aspetto, anche se forse non del tutto assimilabile ai precedenti, è la prosopoagnosia o cecità per le facce, in cui il soggetto non ha dei deficit visivi, però non è in grado di memorizzare e quindi riconoscere le facce delle altre persone: per cui riconosce gli altri attraverso il contesto, la voce, il portamento... Si ipotizza che sia il risultato di una deficienza nel meccanismo della processazione delle facce, oppure che sia dovuta a lesioni nell'emisfero cerebrale destro o ancora a una disconnessione tra i due emisferi, ovvero a un'inabilità del destro di rilevare il sinistro. Altra ipotesi avanzata è quella di lesioni dell'amigdala, la parte del cervello che associa un'emozione a ogni percezione: se questo non avviene, può portare al mancato riconoscimento, perché infatti tendiamo a ricordare meglio ciò che suscita in noi un'emozione.

8 commenti:

  1. Sai che il discorso sui colori e sulla loro percezione fu quello che mi fece conoscere meglio una ragazza per me molto importante?
    Sono legatissimo a questo discorso, e allora come oggi mi chiedo sempre: ma sicuro che tutti noi percepiamo i colori allo stesso modo?
    Dopo il vestito blu/nero bianco/oro, secondo me anche il rosso che ti fa da sfondo io lo vedo in un modo e tu in un altro...^^

    Moz-

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    1. E' un discorso molto interessante quello che suggerisci.
      Io direi che ci sono due livelli: la visione e la percezione. La visione è legata agli occhi e alla corteccia visiva, mentre la percezione è legata all'interpretazione che ne dà il nostro cervello.
      Ma tu dici una cosa ulteriore: vediamo con gli occhi allo stesso modo? Io direi di sì, perché si tratta di luce e di una serie di passaggi biochimici fino al cervello; ma di lì in poi le cose potrebbero essere diverse. La percezione è soggettiva perché non esistono due persone con le stesse reti neurali. Il rosso dello sfondo, nell'esempio che facevi, potremmo davvero percepirlo in modo diverso.
      E quindi sorge spontanea la domanda: ci sono due persone che vedono il mondo allo stesso modo? Allora quello del "vedere i colori" diventa un'ottima metafora della differenza di vedute, delle opinioni, che si basano sul nostro modo unico e personale di fruire la realtà.

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    2. Magari sono le persone che vedono i colori allo stesso modo ... quelle destinate a stare assieme :p

      Moz-

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    3. Anche questa è una visione interessante... In chimica si dice che il simile scioglie il simile, cioè sostanze simili sono compatibili perché si relazionano bene tra loro. Forse vedere il mondo allo stesso modo potrebbe essere ciò che ci rende mutuamente compatibili.

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  2. Discorso appassionante, sia quello proposto dal tuo post che quello avviato dal commento di Miki Moz. Mi viene comunque da pensare che una stabilità oggettiva di fondo esista. Credo, in altre parole, che percorsi neurali diversi rispondano comunque in modo identico a frequenze uguali.

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    1. Anche questa è una riflessione molto interessante. Il problema è che non è possibile sapere se una o l'altra per un'evidente problematica di fondo: un metro non può misurare se stesso. Ci vorrebbe un mezzo di paragone esterno e diverso dall'uomo stesso che possa esaminare il grado di concordanza con un parametro prestabilito.

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  3. Io non distinguo - però non accade sempre - blu/nero/marrone scuro: devo illuminare in modo particolare per poter "capire" :D
    Terrificante il disturbo legato al movimento -_-

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    1. Sembra scontato - vero? - vedere il movimento degli oggetti. Eppure se non avessimo questa capacità il mondo ci sembrerebbe un luogo terrificante e pericolosissimo.

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