sabato 29 aprile 2017

Ore d'Orrore IV - Le Prede (parte 1)

Immagino la vostra sorpresa: una nuova stagione di Ore d'Orrore? Ma la rubrica non era terminata?
Ebbene sì, il nostro percorso tra gli archetipi delle storie di paura si è concluso, ma il discorso è tutt'altro che completo: c'è infatti ancora un ultimo aspetto da considerare, e i post di quest'ultimo mese sono (anche) serviti a preparare il terreno per questo articolo molto particolare.
Un indizio era presente nell'ultimo di essi, che non a caso parlava ancora una volta della Paura...

mercoledì 26 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (6/6): Paura

"L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa." (Franklin D. Roosevelt)

La paura è l’emozione che preserva dai pericoli: in poche parole, è essenziale per la sopravvivenza. È l’emozione delle storie del terrore: lo scopo è di preparare l’individuo a gestire la paura, condizione indispensabile a fronteggiare una situazione di pericolo.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: entrambe le sopracciglia alzate e sollevate, palpebre superiori alzate, palpebre inferiori tese, labbra leggermente allungate orizzontalmente verso le orecchie.
Non c'è esattamente un colore particolare associato alla paura. A volte viene indicato il blu (si dice infatti "avere una fifa blu"), altre il nero, che però in Occidente è considerato il colore del lutto (in Oriente invece è il bianco). Io sceglierei il nero, perché è il colore del buio, simbolo dell'ignoto, e ciò che non conosciamo è ciò che ci spaventa maggiormente. Un altro colore che penso potrebbe rappresentare la paura potrebbe essere il violetto.

domenica 23 aprile 2017

Viaggio Mutimodale nelle Emozioni (5/6): Stupore

"Chi non è più in grado di meravigliarsi, e non prova più stupore, è come morto, una candela spenta da un soffio." (Albert Einstein)

Lo stupore è l’emozione dell’apprendimento: ci si stupisce di fronte a cose nuove o che deviano dalle aspettative, che perciò verranno ricordate con maggiore facilità e delle quali verrà messo in moto un processo analitico. È l’emozione delle storie di genere: la fantascienza e il fantasy, che accendono la fantasia, e i gialli, che mettono in moto il ragionamento. Lo scopo è di dare all’emisfero sinistro del cervello (razionale) e a quello destro (emotivo) materiale su cui lavorare; hanno perciò una finalità intellettiva.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: sopracciglia sollevate, occhi spalancati, bocca aperta.
Non c'è un colore particolare che venga associato allo stupore, per cui mi piacerebbe proporre l'arancione.

giovedì 20 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (4/6): Disgusto

"La gente crede sempre che il sentimento più pericoloso sia la rabbia, invece è il disgusto il linguaggio dell'odio." (dal telefilm Lie to me)

Il disgusto preserva dalle malattie: una delle funzioni prime di olfatto e gusto è riconoscere la presenza di sostanze potenzialmente tossiche o nocive, in modo da tenersene alla larga. È l’emozione delle storie volgari oppure ritenute riprovevoli da un punto di vista ideologico. Lo scopo potrebbe forse essere quello di far riconoscere i limiti di accettazione di determinate situazioni, facendoci in questo modo comprendere meglio noi stessi.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: corrugamento del naso, sollevamento delle labbra superiori.
Non c'è un colore in particolare che venga associato al disgusto, per cui io suggerirei il verde. È vero che in genere il verde si associa all'invidia, ma del resto quando si è disgustati da qualcosa e viene la nausea, il colorito del viso diviene un po' verdognolo.

sabato 15 aprile 2017

Quando un Comico è più Autorerevole di un Dottore

CENTESIMO POST DEL BLOG!
Qualche tempo fa mi è capitata una cosa alquanto singolare, che mi ha fatto riflettere parecchio.
Da un po’ di anni partecipo al gruppo di lettura organizzato dalla biblioteca della mia città: ogni due lunedì ci incontriamo per leggere il passo di un libro che ognuno di noi ha scelto in relazione al tema deciso la volta precedente.
In uno dei passati incontri uno dei partecipanti ha portato il divertente libro di Giobbe Covatta A Nessuno Piace Caldo, una lettura in chiave comica del surriscaldamento globale, scritto allo scopo di sensibilizzare su questo tema. Nel passo che è stato letto, veniva citato l’ozono come gas serra. Al termine io ho quindi fatto notare che l’ozono in effetti non è un gas serra. C'è stato qualche scambio di battute e la cosa sembrava finita lì. Invece due giorni dopo ho incontrato di nuovo la persona che aveva letto quel brano, e mi sono sentito dire che secondo lui l’ozono è un gas serra, perché cercando su di un libro aveva trovato scritto che l’ozono è un gas buono [sic], mentre a bassa quota è nocivo. Perciò è un gas serra e io mi sbagliavo.

mercoledì 12 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (3/6): Gioia

"Io vivo appassionatamente la mia vita. Amo i suoi cambiamenti, il suo colore, i suoi movimenti. Saper parlare, vedere, udire, camminare, avere la musica e la pittura. Tutto questo è un miracolo! Tutto questo è gioia!" (Arthur Rubinstein)

La gioia è correlata alle situazioni che funzionano, un costante riferimento a ciò che è meglio fare, perché tendenzialmente si cerca di ripetere le cose che fanno sentire bene. È l’emozione della commedia. Ridere fa bene perché innesca dei meccanismi fisiologici che hanno un effetto benefico sulla salute. Lo scopo è dunque di carattere salutistico.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: corrugamento delle zampe di gallina, guance sollevate, movimento dei muscoli orbitali. Questo è il vero sorriso, diverso da quello falso o da quello di circostanza.
Di norma non c'è un colore associato alla gioia, ma credo vi troverete d'accordo con me sul giallo, un colore solare che indica luminosità e vitalità.

domenica 9 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (2/6): Tristezza

"Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere." (Jim Morrison)

La tristezza, che viene spesso svilita, porta invece all’introspezione, quindi a fare un lavoro su se stessi in modo da riconoscere le proprie attitudini. È l’emozione della tragedia: porta all’introspezione e la tragedia classica aveva infatti una finalità catartica, volta alla risoluzione di conflitti interiori. Lo scopo è dunque purificatorio per la psiche dell'individuo.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: palpebre superiori cadenti, occhi vitrei, lieve abbassamento degli angoli delle labbra.
Il colore che viene associato alla tristezza è il blu. In inglese "feeling blue" significa "sentirsi tristi"; il blues è, per l'appunto, la musica della tristezza.

giovedì 6 aprile 2017

Viaggio Multimodale nelle Emozioni (1/6): Rabbia

"Ero arrabbiato con il mio amico: glielo dissi, e la rabbia finì. Ero arrabbiato con il nemico: non ne parlai, e la rabbia crebbe." (William Blake)

La rabbia, l’emozione più riconoscibile, indica la presenza di un problema, di qualcosa che non va. Intendendola nel senso di passione, è l’emozione delle storie d'avventura, comprese le avventure amorose. Lo scopo è di accendere passioni affinché possano venire replicate.
Questa emozione è denotata dalla seguente espressione facciale: entrambe le sopracciglia dirette verso il basso, occhi truci, serrarsi delle labbra.
Il colore della rabbia è senz'altro il rosso. A livello psicofisiologico la rabbia si manifesta con un'accelerazione del battito cardiaco, un aumento della pressione arteriosa e l'irrorazione dei vasi sanguigni periferici: tutto questo porta a un arrossamento del viso.

sabato 1 aprile 2017

Ci Avviamo verso la Conclusione?

Siamo dunque giunti alla fase conclusiva del blog Arcani. Con quanto realizzato in questi mesi, ritengo di aver ultimato i discorsi che avevo lasciato in sospeso, per cui il blog ha ormai assolto alla sua funzione. Ma non è ancora venuto il momento di salutarci, perché prima della chiusura sono in programma ancora degli altri articoli.
A dire il vero mi sarebbe piaciuto chiudere il blog con il centesimo post, dato che 100 è il numero di racconti di Guerra e Pace sul Retro di una Cartolina. Visto però che nelle scorse settimane sono nati dei buoni spunti per parecchi altri articoli (compreso un ciclo di sei post che penso sarà interessante), che potrebbero ulteriormente espandere quanto già trattato, ho deciso di andare avanti ancora per qualche tempo. Non credo che questa notizia farà sobbalzare la blogosfera, ma sia come sia per un po' si continua con questo blog.