domenica 24 giugno 2018

Sistema Periodico & Ore d'Orrore

Oggi è il mio compleanno, e difatti ho scelto proprio questa data per presentare due progetti a cui ho lavorato strenuamente nel corso degli ultimi quattro anni, e che vedono finalmente la luce grazie a due pubblicazioni nuove nuove.

Sistema Periodico - Autobiografia Elementare di un Chimico
Questo libro è composto da una serie di racconti brevi, tutti autobiografici. Come nell'omonima opera di Primo Levi, il fulcro di ognuno di essi è dato da un elemento chimico, su cui ruota la vicenda che viene di volta in volta raccontata. In questo modo viene tracciata una sorta di autobiografia, però di un tipo decisamente particolare, perché è un'autobiografia elementare, ovvero basata sugli elementi del sistema periodico.
Questi racconti narrano di episodi avvenuti nell'arco di una vita a contatto con la Chimica; vicende a volte divertenti, a tratti inverosimili, a volte più serie, ma con leggerezza. Non solo esperimenti e reazioni, ma anche il rapporto con docenti e compagni, studenti e colleghi. Il tutto diviene così l'occasione per riflettere su diverse tematiche, come la scienza e i rapporti umani, con un sottofondo di ironia tutta piemontese, essendo Torino il luogo della loro ambientazione; ma soprattutto è lo spunto per raccontare di un mestiere particolare, quello del chimico, che più che un qualcosa che si fa, è anzitutto un qualcosa che si è.
Il tema conduttore che lega i racconti che compongono questo libro è infatti la Chimica vista come una metafora delle relazioni umane.

Potete leggerne un'anteprima cliccando qui. Trovate il mio nuovo libro sia in formato cartaceo che in formato e-book, cliccando qui sulle parole oppure sull'immagine di copertina in alto a destra. 

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Ore d'Orrore - Un saggio sugli archetipi delle storie di paura
Chi frequenta da più tempo questo blog, si ricorderà di una rubrica che ho tenuto per diversi anni, ovvero Ore d'Orrore (il banner è ancora lì a destra). Per chi non la conoscesse, l'idea di base era di raccontare da un punto di vista scientifico cosa si nasconde dietro ai mostri delle storie di paura. Ora tutto questo è diventato un saggio antropologico. 
Vampiri e lupi mannari, zombie e fantasmi, demoni e streghe, assieme a tutti gli altri mostri che popolano i racconti di paura provenienti da ogni parte del mondo sono stati accuratamente analizzati, partendo dal folklore e dal ricco corpus di leggende che li riguardano. Si passa poi a una trattazione di carattere scientifico, dove "scienza" è da intendersi nel senso più lato possibile: lo scopo è di mostrare cosa si nasconde dietro ognuno di questi miti e da dove abbiano avuto origine. Infine queste figure sono utilizzate come simbolismi per interpretare sia noi stessi come individui che il nostro ruolo all'interno della complessa società in cui viviamo oggi, riproponendo l'atavica contrapposizione tra preda e predatore. 

Immagino che qualcuno di voi starà pensando che avendo seguito in passato la rubrica, in questo libro troverebbe solo cose che già conosce. Vi assicuro che non è così: quello di cui ho raccontato sul blog costituisce appena la metà di quanto contenuto nel libro, perché ho potuto approfondire notevolmente il discorso. Nelle oltre 400 pagine di questo saggio avrete da scoprire diverse cose, molte delle quali del tutto inedite. Volete qualche esempio? 

FOLKLORE. Avete mai sentito parlare delle majare, le streghe di cui si racconta nelle isole Eolie? Sono diverse dalla maggior parte delle streghe del folklore italiano: venivano infatti descritte come giovani belle e seducenti. Grandi amanti della libertà, non erano malvagie, piuttosto capricciose e dispettose, e amavano andare in giro completamente nude. Grazie a un unguento magico divenivano capaci di volare, cosa che facevano, ovviamente, sempre rimanendo nude.

SCIENZA. Secondo voi è possibile spiegare l'origine della leggenda del fantasma di Bloody Mary attraverso il fenomeno della "dissolvenza di Troxler"? Io direi di sì e nel libro è anche presente un semplice esperimento da poter eseguire mentre si legge, che credo potrebbe dissolvere i vostri dubbi in merito. 

SOCIOLOGIA. Vi è capitato di sentir parlare della "sindrome di Frankenstein"? Forse non la conoscete con questo nome, ma vi posso dire che attualmente è uno dei temi più dibattuti nella nostra società, persino più di quanto già non si faceva in passato. 

Queste sono solo alcune delle moltissime cose che troverete in questo saggio. Per esempio un capitolo è dedicato ai cacciatori di vampiri, mentre un amplissimo spazio è stato dedicato alla stregoneria in Italia, andando a dettagliare la figura della strega nelle diverse località italiane (parliamo di oltre una trentina di tipi diversi). Ci sono poi approfondimenti scientifici di natura medica, biochimica e psichiatrica, e poi una moderna analisi di carattere sociologico su queste figure e il loro significante simbolico. E per concludere, andando a chiudere il cerchio, una trattazione che ricorre a un originale modello neuropsicologico per spiegare cosa sono effettivamente queste figure e il nostro rapporto con loro.
Per acquistare il libro, in formato cartaceo, potete cliccare qui oppure sull'immagine di copertina in alto a destra. Se poi avete da dedicarmi ancora un minuto, cliccando qui c'è anche il videotrailer.

Io per quest'anno col blog mi fermo qui. Ho un po' cambiato parere rispetto all'anno scorso, quando avevo detto di voler tagliare definitivamente con questo spazio. Mi trovavo in un momento difficile, oltre ad aver avuto alcune delusioni in rete. Perciò ho deciso di continuare, anche se in questa maniera un po' discontinua: mi è sembrato un buon compromesso. Per cui ci si rivede qui a fine settembre. Nel frattempo io continuerò a passare dai vostri spazi, fino alla mia pausa dalla blogosfera nel mese di agosto. A presto!

giovedì 14 giugno 2018

Stand-by

Come forse avrete notato, i post usciti in questo periodo sul blog sono stati alquanto eterogenei per argomenti trattati, anche se c'erano diverse connessioni che andavano dall'uno all'altro. Messi assieme però compongono qualcosa... Il quadro generale penso non vi sia ancora evidente, ma per adesso diciamo che sono una sorta di anticipazione di qualcosa che avverrà a breve da queste parti. Nel frattempo in questo mese del Drago vi lascio con alcune citazioni che riprendono quest'ultimo periodo.


"Il mestiere dello scrittore consiste nel raccontare storie. Così era ai tempi di Omero e così è ancora oggi. È un mestiere antico come il mondo, che risponde ad una necessità degli esseri umani, ad un loro bisogno fondamentale: quello di raccontarsi. Finché ci saranno nel mondo due persone, ci sarà chi racconta una storia e ci sarà chi ascolta una storia. Quante cose si fanno, o si sono fatte, che non si sarebbero mai fatte se non ci fosse stata la possibilità di raccontarle! Senza la memoria del passato che è all'origine di ogni racconto, il nostro percorso di civiltà sarebbe ancora fermo da qualche parte nella notte dei tempi."
(SEBASTIANO VASSALLI)


"Torino ha un'anima complessa. Torino città operaia. Torino città della Fiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all'Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell'«Ordine nuovo», Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l'impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città."
(ARRIGO LEVI)


"I chimici sono una strana classe di mortali, spinti da un impulso quasi folle a cercare i loro piaceri tra fumo e vapore, fuliggine e fiamme, veleni e povertà; eppure tra tutti questi mali mi sembra di vivere così dolcemente che potrei morire se dovessi cambiare posto con il re persiano."
(JOHANN JOACHIM BECHER)


"La paura governa il genere umano. Il suo è il più vasto dei domini. Ti fa sbiancare come una candela. Ti spacca gli occhi in due. Non c’è nulla nel creato più abbondante della paura. Come forza modellatrice è seconda solo alla natura stessa."
(SAUL BELLOW)


Scrittura, Torino, Chimica, Paura... che cosa compongono queste quattro cose? Dai, ne riparliamo tra una decina di giorni!

lunedì 11 giugno 2018

La Chimica dei Mondiali di Calcio

I mondiali di Russia 2018 stanno per iniziare, ma sfortunatamente l'Italia non vi parteciperà. Se ora vi state aspettando qualche battuta sulla parola calcio, che può essere sia uno sport che un metallo, vi lascerò delusi. Vi ricordate invece dei nanopuziani? Molecole a forma di omino, di nessuna utilità pratica, in quanto semplicemente esercizi di sintesi: un modo per giocare con la chimica organica.

lunedì 4 giugno 2018

Viaggio Multimodale dentro Me Stesso

"Siamo tutti parte della creazione. Siamo tutti dei re, dei poeti, dei musicisti; e non resta che aprirsi come un loto per scoprire cosa si nasconde dentro di noi." (Henry Miller)

Vi ricordate dei miei Viaggi Multimodali? Attraverso di essi abbiamo parlato di emozioni, scienze, sinestesie, vizi capitali e delle muse. Stavolta il tema che ho deciso per quest'unico post sarà davvero particolare: si tratta infatti di me stesso. Il viaggio non sarà verso l'esterno, ma verso l'interno. Ovvero la domanda che muove questo post è: "Come ti descriveresti utilizzando i modi del viaggio?" Attenzione però (nel caso qualcuno di voi trovi interessante questa cosa e volesse a sua volta replicarla): non deve essere necessariamente un film che amiamo o la nostra canzone preferita, bensì un qualcosa che sia in grado di rappresentarci, che sia vicino al nostro modo di vedere le cose, che possa dare un’idea di chi siamo o almeno riflettere uno degli aspetti che fanno di noi proprio noi.

mercoledì 30 maggio 2018

La Conta d'la Masca Micilina

Ogni regione d'Italia ha i suoi racconti di streghe. Quelle piemontesi, le masche, sono un po' più particolari, perché in genere le masche non sono malvagie, bensì capricciose e dispettose, non hanno niente a che spartire col Diavolo, nè sono impensierite dall'elemento religioso. Ma non è così semplice: anche nella tradizione popolare piemontese vengono raccontate storie di streghe analoghe a quelle del resto d'Italia, e che evidenziano che la persecuzione di queste donne, colpevoli solo di non essersi inserite positivamente all'interno della società dell'epoca, è avvenuto anche in questo territorio. Quella che state per leggere è la storia della strega più celebre dei racconti piemontesi. Ma stavolta non sarò io, il vostro Dottor c, ad accompagnarvi attraverso le ombre della notte, come ho fatto per tutta la rubrica Ore d'Orrore. Ho pensato che questa storia al femminile doveva essere una fanciulla a raccontarla: lascio pertanto la parola alla mia bella assistente Vulnavia (sperando sempre che poi non mi chieda l'aumento).

domenica 27 maggio 2018

Galleria di Chimici e Scrittori

"I chimici hanno un loro modo speciale, e complicato, di contare: invece di dire «uno, due, tre, quattro, cinque protoni» dicono: «idrogeno, elio, litio, berillio, boro»." (Richard Feynman)

C'è sempre stato un forte connubio tra la Chimica e la scrittura, e non solo quella scientifica e divulgativa, ma anche nel campo della narrativa e della poesia: molti chimici sono stati infatti degli scrittori più o meno famosi. Eccovi alcuni dei maggiori esempi.


Humphry Davy (1778-1829)
Sir Humphry Davy è stato uno dei più grandi chimici del XIX secolo, nonché il maestro di Micheal Faraday. Era anche un poeta, amico di Wordsworth, Coleridge e Byron. È stato lo scopritore del protossido di azoto, ovvero il gas esilarante, importante come anestetico; coraggiosamente (oggi diremmo incoscientemente) aveva provato su di sé gli effetti della sua scoperta e li aveva poi riportati in un breve componimento in versi.

giovedì 24 maggio 2018

Curiosità dalla A alla Z (parte III)

Terza e utlima parte di questo post dedicato a curiosità varie provenienti dai più svariati ambiti.

S come Sesto senso. Contrariamente a quanto si crede, il sesto senso non è la capacità più o meno paranormale di accorgersi di un pericolo, bensì l’equilibrio. Fa infatti riferimento a un organo sensoriale (il labirinto vestibolare, che si trova nell’orecchio interno); è probabile che sia una derivazione evolutiva della linea laterale dei pesci.

T come Tamarro. Con questo termine dello slang giovanile si intende un ragazzo zotico e attaccabrighe. Ma non a Torino, dove indica invece una persona che ha un abbigliamento o adotta un atteggiamento volto a farsi notare. Il corrispettivo di tamarro a Torino è grosso modo il tarro. Un altro appartenente alle subculture giovanili torinesi è il cabinotto, il ragazzo di famiglia benestante, che indossa capi firmati e porta i capelli con un taglio che ricorda i primi Beatles; il truzzo invece viene dalle famiglie popolari, indossa abiti più sportivi e porta i capelli tirati insù e spettinati a istrice col gel (oppure, per un breve periodo modaiolo, leccati in giù).

lunedì 21 maggio 2018

Curiosità dalla A alla Z (parte II)

Continuiamo con la seconda parte di questo post dedicato a curiosità varie provenienti dai più svariati ambiti.

I come Istari. Nel Signore degli Anelli Tolkien racconta che per aiutare i popoli della Terra di Mezzo a contrastare Sauron, furono inviati cinque figure, gli stregoni o istari, con l'aspetto di uomini anziani. Non rivelarono mai il loro vero nome, ma utilizzarono quello dato loro nelle terre che visitarono. Giunsero a coppie: i primi due furono Curumo (ovvero Saruman il Bianco) assieme ad Aiwendil (ovvero Radagast il Bruno), poi vennero Alatar e Pallando, gli stregoni blu. Questi ultimi due si diressero nelle terre meridionali e di loro non si seppe più nulla (non compaiono infatti in alcuna opera di Tolkien): secondo un’ipotesi fallirono nel loro compito e diedero vita a ordini di magia in quei territori oppure si assoggettarono a Sauron, mentre secondo un’altra contribuirono alla sua sconfitta impedendo ai popoli di quelle regioni di formare un’alleanza. Per ultimo giunse poi, da solo e riluttante per quel compito che gli era stato affidato, Olorin (ovvero Gandalf il Grigio).

venerdì 18 maggio 2018

Curiosità dalla A alla Z (parte I)

Il sottotitolo di questo articolo, diviso in tre parti, potrebbe essere: "Lo sapevate che...?" Infatti potrete leggere una serie di curiosità e cose più o meno note, provenienti dai più svariati ambiti, una per ogni lettera dell'alfabeto.

A come Anulare. Il quarto dito della mano si chiama così perché in quello della sinistra si porta l'anello. Il motivo è dovuto a una credenza risalente già agli antichi Egizi, che pensavano che nel quarto dito vi fosse una vena che portasse direttamente al cuore; i Cristiani indicavano poi con pollice, indice e medio la Trinità, e arrivavano all’anulare dopo aver toccato quelle tre dita, per cui era lì che bisognava apporre la fede nuziale.

B come Bikini. Il nome del costume da bagno femminile a due pezzi viene da un atollo dell'Oceano Pacifico appartenente alle isole Marshall e comprendente 36 isolette, dove gli Stati Uniti testarono tra il 1946 e il 1958 ben 56 testate nucleari. Il nome aveva l’intento di lanciare un prodotto commerciale ritenuto “esplosivo” per il quantitativo ridotto di pelle che copriva.

lunedì 14 maggio 2018

Quando il Lettore Non Capisce lo Scrittore

Quando uno scrittore realizza un nuovo racconto si pone anche tutta una serie di domande. L’idea è buona? La sto realizzando bene? Sto scrivendo bene? Piacerà il mio racconto? Domande che che invece ritengo ci si ponga meno di frequente sono: "Ma i lettori capiranno di cosa sto parlando? Arriveranno a comprenderne il significato?"
Non è tanto per una questione di superbia, quanto piuttosto che spesso non ci si pone nemmeno il problema. Come insegnante, vi posso assicurare che a ogni lezione io mi faccio ogni volta queste stesse identiche domande, ma ovviamente sono le ultime due quelle a cui do maggior peso. Con la scrittura, temo invece di dare per scontato che il lettore sia sufficientemente in grado di capire di cosa sto parlando e il significato che intendo dare. Cosa che invece è tutt’altro che scontata.
Come capita a ogni scrittore ai suoi inizi, anch’io ho cercato di farmi un po’ conoscere in svariati modi. Tra le varie cose, quando anni fa è uscito il mio primo libro, ho selezionato alcuni racconti e ne ho fatto un mini-ebook che ho caricato su di un sito, dove lo si poteva leggere gratuitamente e lasciare dei commenti. La maggior parte degli utenti che frequentava quel sito erano a loro volta persone che scrivevano e avevano anche loro caricato degli e-book. Uno di questi miei racconti era Eredità, lungo in tutto tre pagine. Qui di seguito ne riporto un breve riassunto.

giovedì 10 maggio 2018

Quattro Enigmi Scientifici (e Loro Soluzione...)

Vi propongo quattro enigmi da risolvere, uno per ciascuna delle scienze hard: leggeteli e provate a rispondere. Subito sotto trovate le mie soluzioni, ottenute in base al ragionamento logico e alla scienza.

1) BIOLOGIA: È nato prima l’uovo o la gallina?
2) FISICA: Se un albero cade nel folto di una foresta dove nessuno può sentirlo, la sua caduta produce un rumore?
3) MATEMATICA: Com’è possibile che questa sequenza di numeri rappresenti sempre la stessa quantità?  10  11  12  13  14  20  22  101  1010
4) CHIMICA: C’è un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d'acqua; quando si è sciolto, l'altezza del liquido sarà maggiore, minore o uguale?

lunedì 7 maggio 2018

Fritto Misto alla Piemontese

"A panssa pien-a as rasona mej" (ovvero: a pancia piena si ragiona meglio)

Ogni regione ha i suoi piatti caratteristici. Dalle mie parti ci sono gli agnolotti, il bollito, la trippa e la bagna cauda (lo so, lo so…); per i dolci abbiamo la panna cotta (che è il mio dolce preferito) e poi la pregiata cioccolateria piemontese, che si ritrova nel bunet, nel bicerin e nel gianduiotto. Del resto in Piemonte sono nate la Ferrero e la Novi (ed è mica dir niente!). 
Non ho citato il fritto misto (fricassà mëscià), perché non è tanto un piatto, quanto un intero menù (un piatto unico). Ha origini antichissime, legate alla tradizione popolare, e di norma è riservato ai giorni di festa. Nell’accezione più moderna sostanzialmente si tratta di una serie di diversi alimenti che vengono impanati nell’uovo e pangrattato e poi fritti. La ricetta tradizionale vorrebbe che fosse costituito dai soli avanzi della macellazione del vitello (lo scopo originale era proprio quello di recuperarne le frattaglie) e da qualche pezzo di dolce e frutta, ma negli anni la composizione è stata notevolmente aumentata.
Consta di tre momenti principali, che possono essere serviti in sequenza, ma non è neanche male assaporarli alternandoli l'uno all'altro.

giovedì 3 maggio 2018

Chimica for Dummies: La Vendetta

Torna per l’ennesima volta su questi spazi la rubrica più demenziale del blog, quella a più alto tasso di ignoranza: Chimica for Dummies.
Vedete, quando in una classe più di metà dei tuoi studenti ti scrive come risposta a un banale esercizio che una mole di acido solforico (98 grammi) pesa come uno dei satelliti di Giove… un attimino lo sconforto ti prende. Ma forse sono io che esagero: che saranno mai 21 ordini di grandezza? Inoltre questa classe mi ha pure regalato le perle di questo post, tra l'altro tutte nella stessa lezione...

sabato 28 aprile 2018

Hotel California

1975, California. Una terra che è nell'immaginario collettivo. Terra di sogno e di speranza, terra di sole e di mare. Il nuovo disco di un gruppo, gli Eagles, che con quelle armonizzazioni vocali delicate e piacevoli e quel loro country-rock orecchiabile ed energico, un marchio di fabbrica che li ha resi celebri, sono immediatamente riconoscibili. E il titolo, quell'Hotel California, che richiama vacanze, divertimento, spensieratezza, proprio lì in quella terra di sogni che è la California.
Ma è davvero così?

lunedì 23 aprile 2018

Una Terrificante Metamorfosi

"Ogni volta che in cielo la luna diveniva piena, lui non era più lo stesso. Una terrificante metamorfosi avveniva in lui, accompagnata dal sorgere di un mostruoso e terribile bisogno. Sì, anche quella notte avrebbe dato sfogo a quei suoi raccapriccianti istinti, e l’avrebbe fatto senza averne poi alcun rimorso.
Uscì lesto di casa e la corroborante aria notturna gli diede una vitalità diabolica, affinando i suoi sensi. Quello era proprio il momento ideale e niente e nessuno avrebbe potuto impedirgli di liberare quella sua nuova e spaventosa natura!
Ma contrariamente alle sue aspettative, alla fine la polizia riuscì a catturarlo e lo fece portare via, dove avrebbero potuto aiutarlo adeguatamente. Nel frattempo i suoi vicini di casa poterono finalmente tirare un sospiro di sollievo: tutta la notte a ululare nudo sul tetto, quel cretino, non se ne poteva davvero più!"

domenica 1 aprile 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (9/9): Calliope

"Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze." (Joseph Campbell)

Calliope, ovvero “colei che ha una bella voce”, è la musa dell'Elegia. Viene raffigurata con un tavoletta ricoperta di cera e uno stilo, ed era anche considerata la musa della poesia epica.

mercoledì 28 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (8/9): Urania

"L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri." (Margherita Hack)

Urania, ovvero “colei che è celeste”, è la musa dell'Astronomia. Viene raffigurata con un globo celeste o l'indice puntato al cielo, ed era anche considerata la musa dell'epica didascalica e della geometria. 

sabato 24 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (7/9): Erato

"Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione." (Antoine De Saint-Exupery)

Erato, ovvero “colei che provoca desiderio”, è la musa della Poesia amorosa. Viene raffigurata con un rotolo di pergamena, ed era anche considerata la musa del canto corale.

martedì 20 marzo 2018

Le Parole d'Autore

Le parole d'autore sono dei neologismi riconducibili all'estro creativo o all'inventiva lessicale (cosciente o involontaria) di una "persona nota", che in questo modo crea un nuovo termine (o un'intera espressione) che entra così a far parte del linguaggio comune o di sottocodici (terminologie specialistiche). Il creatore di questo tipo di neologismo è detto onomaturgo. Un ulteriore particolarità è che l'espressione "parola d'autore" è essa stessa una "frase d'autore": venne coniata dal linguista Bruno Migliorini (per molti anni presidente dell'Accademia della Crusca), e quindi appartiene alla categoria lessicale che contribuisce a definire. Ecco alcuni esempi interessanti di queste parole.

Catalisi e Catalizzatore
La catalisi è un meccanismo che permette di accelerare la velocità di una reazione chimica. Si ottiene attraverso l'uso di un catalizzatore, una sostanza che, aggiunta all'ambiente di reazione, modifica la natura dei reagenti: il catalizzatore propone loro un percorso di reazione alternativo, magari più complicato, ma con barriere di energia potenziale più facili da superare, e quindi più veloce.
Questi termini sono stati coniati nel 1836 da Jöns Berzelius, il quale ha anche introdotto l'espressione “chimica organica”. Berzelius è stato inoltre l'ideatore della notazione simbolica degli elementi chimici (in precedenza si usavano dei simboli grafici).

sabato 17 marzo 2018

Le Parole Deonomastiche

La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come i modi di dire) o delle formazioni univerbate che hanno origine dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione. Tali nomi sono detti deonomastici o deonimici; più nello specifico, se questi provengono da un nome di persona sono dei deantroponimici. Ecco alcuni esempi interessanti di queste parole.

Rocambolesco
Di azione il cui compimento richiede un'audacia strabiliante unita a incredibile astuzia.
Il termine viene da Rocambole, un avventuriero e ladro gentiluomo, creato dalla penna dello scrittore francese Pierre Alexis Ponson du Terrail (1829-1871). Questo personaggio, protagonista di diversi romanzi, viene inizialmente presentato come un vero e proprio antieroe, ma dal quarto della serie cambia radicalmente e, dopo essersi pentito dei suoi trascorsi criminali, diviene invece un eroe positivo.

martedì 13 marzo 2018

Zabriskie Point: Storia di un Non-Disco

Quest'oggi parliamo di canzoni inedite. Come ben sapranno gli appassionati, capitava spesso che alcune canzoni dei grandi gruppi rock non venissero inserite in alcun album. A volte perché venivano pubblicate come singolo (o come b-side) oppure perché comparivano nella colonna sonora di un film (e lì rimanevano) o ancora perché semplicemente venivano scartate per le più svariate ragioni, provocando poi una vera e propria caccia al tesoro da parte dei collezionisti più sfegatati. Ma poteva succedere per un intero album? Ebbene sì, questa è infatti la storia di Zabriskie Point, un non-disco dei Pink Floyd, un disco che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

venerdì 9 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (6/9): Polimnia

"Parlo due lingue: corpo e inglese." (Mae West)

Polimnia, ovvero “colei che ha molti inni”, è la musa del Mimo. Veniva raffigurata senza recare alcun oggetto con sé, ed era considerata anche la musa della danza e del canto rituale, nonché della poesia sacra ed eroica.

lunedì 5 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (5/9): Tersicore

"La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento." (Mata Hari)

Tersicore, ovvero “colei che si diletta nella danza”, è la musa della Danza. Viene raffigurata con una lira in mano, ed è anche considerata la musa della lirica corale.

giovedì 1 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (4/9): Melpomene

"A una tragedia si partecipa. Una commedia la si guarda soltanto." (Aldous Huxley)

Melpomene, ovvero “colei che canta”, è la musa della Tragedia. Viene raffigurata di sovente con un maschera tragica, una spada e il bastone di Eracle; il suo sguardo è severo e grave, a indicare che la tragedia è un'arte difficile e potente, che richiede grande ingegno e fantasia.

lunedì 26 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte III)

Nei due precedenti post abbiamo visto una serie di parole appartenenti a diverse lingue straniere, le quali esprimono un concetto complesso, ma non sono direttamente traducibili in italiano, se non attraverso una locuzione. Nei commenti mi è stato fatto osservare, con alcuni esempi, che anche nei dialetti italiani c’è qualcosa di simile, per cui ho deciso di dedicare un terzo post alle parole intraducibili, questa volta dedicato a quelle provenienti dai dialetti italiani.

venerdì 23 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte II)

Nella prima parte di questo post abbiamo visto una serie di parole provenienti da diverse lingue che però non hanno un corrispettivo in italiano o in altre lingue; in questa seconda parte ne vedremo ancora delle altre. 

Mamihlapinatapei (yaghan, dialetto cileno)
Con questo termine si indica l'atto di guardarsi reciprocamente negli occhi sperando che l'altra persona faccia qualcosa che entrambi desiderano ardentemente, ma che nessuno dei due vuole fare per primo; ovvero quel gioco di sguardi tra due persone che si piacciono ma sono troppo timide per fare la prima mossa.

martedì 20 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte I)

Quando si vuole esprimere un concetto complesso, in genere si ricorre a una locuzione, specie se questo è anche correlato a un particolare stato d'animo. In alcune lingue esiste un termine specifico per farlo, ma non è detto che abbia un corrispettivo nelle altre lingue. Per esempio, la parola inglese daydream, ovvero "sognare a occhi aperti", in italiano potrebbe essere resa col termine "fantasticare", mentre in finlandese con la parola haaveilla. Ecco invece alcuni esempi di parole che esprimono un concetto, ma non direttamente traducibili in italiano.

venerdì 16 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (3/9): Talia

"Esistono eroi dal cuore d’acciaio e barbe di ghiaccio; ci sono donne che hanno volti di fiori e sorrisi incantevoli, ma anche un teschio può ispirare e far pensare a quanti e quali siano gli atti della commedia umana." (Proverbio cinese)

Talia, ovvero “colei che è festiva”, è la musa della Commedia. Viene raffigurata con una maschera comica, una ghirlanda d'edera e un bastone; spesso è anche associata alla satira più severa.

lunedì 12 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (2/9): Euterpe

"Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore." (Bob Dylan)

Euterpe, ovvero “colei che rallegra”, è la musa della Musica. Viene raffigurata con in mano un flauto o delle tibie (strumento musicale a fiato), ed era considerata anche la musa della poesia lirica.

giovedì 8 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (1/9): Clio

"Che gli uomini non imparano molto dalle lezioni della storia è la più importante di tutte le lezioni di storia." (Aldous Huxley)

Clio, ovvero “colei che rende celebre”, è la musa della Storia. Viene raffigurata con una pergamena in mano, spesso srotolata; dato il significato del suo nome, era stata considerata prima la musa della poesia epica e poi quella della storia, dato che entrambe hanno come scopo quello di raccontare le grandi gesta del passato.

sabato 3 febbraio 2018

Chimica for Dummies... Il Ritorno

Tra pochi giorni inizierà il secondo speciale dedicato al mio ultimo libro. Ma prima di partire, ancora un post. Preparatevi, perché a grande richiesta fa ritorno la rubrica più demenziale di questo blog, dedicata a tutte le scemenze che sento dire dai miei studenti (e non solo) sulla chimica e dintorni: ecco quindi ancora una volta Chimica for Dummies!

sabato 20 gennaio 2018

Le Word Cloud del Mio Libro

L’ultimo post che ho pubblicato mi ha costretto a dover modificare un po’ il programma editoriale che avevo stabilito... e così eccoci qui.
Come magari ricorderete, su Google Libri è presente un’anteprima del mio ultimo libro, Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle. Ma Google si spinge più in là: infatti riporta anche una lista delle “parole e frasi comuni” che vi ricorrono, un po' come dei tag.
Mi ero chiesto se con questa lista potessi magari farci qualcosa, e a un certo punto mi è venuta un’idea: usarla per creare delle word cloud. Se non sapete cosa sono, ve lo spiego in breve: si tratta di un insieme di parole (ripetute o meno) disposte in modo da realizzare una figura. Se queste formano anche una frase di senso compiuto sono chiamate "calligramma". Ecco allora delle word cloud realizzate su misura per le sei sezioni in cui è suddiviso il mio libro.

martedì 16 gennaio 2018

1999-2000

Era l’ottobre del 1999, ero in seconda liceo ed era il tempo migliore e peggiore della mia vita. Un pomeriggio ero assieme ai miei amici in oratorio: eravamo lì per pulire e metterlo un po’ in ordine, perché a breve avremmo cominciato al sabato a fare gli animatori ai bambini. Mentre lavoravamo, ci teneva compagnia la radio che aveva portato con sé una delle ragazze. A un certo punto sentimmo un potente attacco di chitarra seguito dalle parole: “You better believe I'm coming, you better believe what I say, you better hold on to your promises.” Le ragazze se n’erano andate via un momento; quando furono tornate, quello che all’epoca era il mio migliore amico disse loro: “Ah, vi siete perse delle canzoni spettacolari! Hanno dato My Favourite Games e Promises!” Nel 1999, quando ancora non c'era Youtube, se volevi sentire una canzone che ti piaceva dovevi aspettare pazientemente che la passassero per radio o su MTV oppure avere il CD o la cassetta.

Era il dicembre del 1999, il millennio stava quasi per giungere al termine, e nel ponte dell'8 dicembre ero andato coi miei amici a Oulx. C'eravamo già stati quell'estate per un'intera settimana, e ora vi facevamo ritorno per passarvi il weekend. La sera gli animatori del nostro gruppo ci divisero in due squadre e facemmo dei giochi: in uno di questi ci facevano sentire l’intro di una canzone e noi dovevamo capire di quale si trattasse. La prima partiva con un riff di tastiere e poi con le parole: “I hope that you miss me, put me down on history, I feel such a reject now, get yourself a life”. La conoscevo, ma non mi veniva proprio in mente il titolo, e lo stesso i miei compagni di squadra. Quando alla fine ci diedero la soluzione, mi diedi una manata sulla fronte. Era Loud and Clear, miseria, avevo pure l'album su cassetta!

Era il marzo del 2000, ed era quello l'anno di cui avrei sempre conservato i ricordi più nostalgici. Su MTV era da poco cominciato a passare il video di You and Me. C’era il ritornello che faceva: “You and me, it will always be, you and me forever be”. Un sabato pomeriggio ero in oratorio, era una giornata ventosa, ed ero uscito un momento per andare a parlare con una ragazza del mio gruppo. Poi al ritorno mi ero fermato un momento all'ingresso a osservare in lontananza, mentre le luci del pomeriggio cominciavano ad abbassarsi, e nel frattempo la mia mente era tornata a quella canzone. Da allora quando mi capita di risentirla, mi viene sempre in mente quella giornata e quel particolare momento, cristallizzato in eterno.

Il disco Bury the Hatchet è stato la colonna sonora del mio secondo anno di liceo. L'adolescenza sa essere spaventosa, ma ci sono cose di quel periodo andate perdute per sempre e che sempre mi mancheranno, perché non potrò mai più riaverle, nè risentirle in alcun modo. A differenza di quel disco, che potrò sempre riascoltare per sentire ancora la tua voce.
Ciao, Dolores, e grazie: è stata una bellissima colonna sonora.

mercoledì 10 gennaio 2018

In Conclusione dello Speciale...

Lo speciale dedicato ai vizi capitali è terminato e spero sia stato di vostro gradimento. Penso che sia stato interessante vedere come ciascuno di essi abbia potuto venire rappresentato attraverso i diversi modi proposti dal viaggio.


sabato 6 gennaio 2018

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (7/7): Accidia

"Al pari degli altri sei peccati capitali, l'accidia era considerata progenitrice di un'intera famiglia di peccati minori, o veniali, tra i quali l'ozio, la pigrizia, l'irrequietezza del corpo, l'instabilità e la verbosità." (Thomas Pynchon)

Molto spesso l'accidia viene vista come un sinonimo di pigrizia; in realtà si tratta in genere di qualcosa di più specifico, una sorta di "pigrizia mentale", intesa come una mancanza di volontà, il lasciarsi scorrere addosso gli eventi senza intervenire in alcun modo su di essi, come anche il non mostrare alcun interesse per il proprio ruolo all'interno della società e del mondo.
Il demone dell'accidia è Belfagor e l'animale che rappresenta questo vizio è l'asino; la virtù che le si oppone è la diligenza.

martedì 2 gennaio 2018

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (6/7): Invidia

"L'invidia apriva loro gli occhi: è un demone che non si lascia sfuggire nulla, e che trae conclusioni da ogni cosa, proprio come la gelosia." (Jean de La Fontaine)

L'invidia inizia con il guardare. Prima l'altro, poi se stessi. Quindi si passa a fare il confronto. E se ci si trova in difetto rispetto all'altro, le risposte che ne possono venire sono due: migliorare se stessi per cercare di raggiungere il valore dell'altro oppure prendere a invidiarlo, sputando veleno su di lui. Fate quindi grande attenzione, perché è breve il passo dall'ammirazione all'invidia, da ciò che è onorevole a ciò che invece non lo è. Il cosiddetto "odio in rete" nasce spesso da qui e diviene poi quella che io chiamo invece "aggressività in rete": sfogare la rabbia su chi non è la causa dei propri problemi, perché ritenuto (a torto o a ragione) in una condizione più felice e quindi esecrabile, usandolo quindi come valvola di sfogo o capro espiatorio.
Il demone dell’invidia è Leviathan e l’animale che rappresenta questo vizio è il cane; la virtù che le si oppone è la carità.