lunedì 23 aprile 2018

Una Terrificante Metamorfosi

"Ogni volta che in cielo la luna diveniva piena, lui non era più lo stesso. Una terrificante metamorfosi avveniva in lui, accompagnata dal sorgere di un mostruoso e terribile bisogno. Sì, anche quella notte avrebbe dato sfogo a quei suoi raccapriccianti istinti, e l’avrebbe fatto senza averne poi alcun rimorso.
Uscì lesto di casa e la corroborante aria notturna gli diede una vitalità diabolica, affinando i suoi sensi. Quello era proprio il momento ideale e niente e nessuno avrebbe potuto impedirgli di liberare quella sua nuova e spaventosa natura!
Ma contrariamente alle sue aspettative, alla fine la polizia riuscì a catturarlo e lo fece portare via, dove avrebbero potuto aiutarlo adeguatamente. Nel frattempo i suoi vicini di casa poterono finalmente tirare un sospiro di sollievo: tutta la notte a ululare nudo sul tetto, quel cretino, non se ne poteva davvero più!"

domenica 1 aprile 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (9/9): Calliope

"Un eroe è un normale essere umano che fa la migliore delle cose nella peggiore delle circostanze." (Joseph Campbell)

Calliope, ovvero “colei che ha una bella voce”, è la musa dell'Elegia. Viene raffigurata con un tavoletta ricoperta di cera e uno stilo, ed era anche considerata la musa della poesia epica.

mercoledì 28 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (8/9): Urania

"L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri." (Margherita Hack)

Urania, ovvero “colei che è celeste”, è la musa dell'Astronomia. Viene raffigurata con un globo celeste o l'indice puntato al cielo, ed era anche considerata la musa dell'epica didascalica e della geometria. 

sabato 24 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (7/9): Erato

"Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione." (Antoine De Saint-Exupery)

Erato, ovvero “colei che provoca desiderio”, è la musa della Poesia amorosa. Viene raffigurata con un rotolo di pergamena, ed era anche considerata la musa del canto corale.

martedì 20 marzo 2018

Le Parole d'Autore

Le parole d'autore sono dei neologismi riconducibili all'estro creativo o all'inventiva lessicale (cosciente o involontaria) di una "persona nota", che in questo modo crea un nuovo termine (o un'intera espressione) che entra così a far parte del linguaggio comune o di sottocodici (terminologie specialistiche). Il creatore di questo tipo di neologismo è detto onomaturgo. Un ulteriore particolarità è che l'espressione "parola d'autore" è essa stessa una "frase d'autore": venne coniata dal linguista Bruno Migliorini (per molti anni presidente dell'Accademia della Crusca), e quindi appartiene alla categoria lessicale che contribuisce a definire. Ecco alcuni esempi interessanti di queste parole.

Catalisi e Catalizzatore
La catalisi è un meccanismo che permette di accelerare la velocità di una reazione chimica. Si ottiene attraverso l'uso di un catalizzatore, una sostanza che, aggiunta all'ambiente di reazione, modifica la natura dei reagenti: il catalizzatore propone loro un percorso di reazione alternativo, magari più complicato, ma con barriere di energia potenziale più facili da superare, e quindi più veloce.
Questi termini sono stati coniati nel 1836 da Jöns Berzelius, il quale ha anche introdotto l'espressione “chimica organica”. Berzelius è stato inoltre l'ideatore della notazione simbolica degli elementi chimici (in precedenza si usavano dei simboli grafici).

sabato 17 marzo 2018

Le Parole Deonomastiche

La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come i modi di dire) o delle formazioni univerbate che hanno origine dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione. Tali nomi sono detti deonomastici o deonimici; più nello specifico, se questi provengono da un nome di persona sono dei deantroponimici. Ecco alcuni esempi interessanti di queste parole.

Rocambolesco
Di azione il cui compimento richiede un'audacia strabiliante unita a incredibile astuzia.
Il termine viene da Rocambole, un avventuriero e ladro gentiluomo, creato dalla penna dello scrittore francese Pierre Alexis Ponson du Terrail (1829-1871). Questo personaggio, protagonista di diversi romanzi, viene inizialmente presentato come un vero e proprio antieroe, ma dal quarto della serie cambia radicalmente e, dopo essersi pentito dei suoi trascorsi criminali, diviene invece un eroe positivo.

martedì 13 marzo 2018

Zabriskie Point: Storia di un Non-Disco

Quest'oggi parliamo di canzoni inedite. Come ben sapranno gli appassionati, capitava spesso che alcune canzoni dei grandi gruppi rock non venissero inserite in alcun album. A volte perché venivano pubblicate come singolo (o come b-side) oppure perché comparivano nella colonna sonora di un film (e lì rimanevano) o ancora perché semplicemente venivano scartate per le più svariate ragioni, provocando poi una vera e propria caccia al tesoro da parte dei collezionisti più sfegatati. Ma poteva succedere per un intero album? Ebbene sì, questa è infatti la storia di Zabriskie Point, un non-disco dei Pink Floyd, un disco che avrebbe potuto essere, ma non è stato.

venerdì 9 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (6/9): Polimnia

"Parlo due lingue: corpo e inglese." (Mae West)

Polimnia, ovvero “colei che ha molti inni”, è la musa del Mimo. Veniva raffigurata senza recare alcun oggetto con sé, ed era considerata anche la musa della danza e del canto rituale, nonché della poesia sacra ed eroica.

lunedì 5 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (5/9): Tersicore

"La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento." (Mata Hari)

Tersicore, ovvero “colei che si diletta nella danza”, è la musa della Danza. Viene raffigurata con una lira in mano, ed è anche considerata la musa della lirica corale.

giovedì 1 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (4/9): Melpomene

"A una tragedia si partecipa. Una commedia la si guarda soltanto." (Aldous Huxley)

Melpomene, ovvero “colei che canta”, è la musa della Tragedia. Viene raffigurata di sovente con un maschera tragica, una spada e il bastone di Eracle; il suo sguardo è severo e grave, a indicare che la tragedia è un'arte difficile e potente, che richiede grande ingegno e fantasia.

lunedì 26 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte III)

Nei due precedenti post abbiamo visto una serie di parole appartenenti a diverse lingue straniere, le quali esprimono un concetto complesso, ma non sono direttamente traducibili in italiano, se non attraverso una locuzione. Nei commenti mi è stato fatto osservare, con alcuni esempi, che anche nei dialetti italiani c’è qualcosa di simile, per cui ho deciso di dedicare un terzo post alle parole intraducibili, questa volta dedicato a quelle provenienti dai dialetti italiani.

venerdì 23 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte II)

Nella prima parte di questo post abbiamo visto una serie di parole provenienti da diverse lingue che però non hanno un corrispettivo in italiano o in altre lingue; in questa seconda parte ne vedremo ancora delle altre. 

Mamihlapinatapei (yaghan, dialetto cileno)
Con questo termine si indica l'atto di guardarsi reciprocamente negli occhi sperando che l'altra persona faccia qualcosa che entrambi desiderano ardentemente, ma che nessuno dei due vuole fare per primo; ovvero quel gioco di sguardi tra due persone che si piacciono ma sono troppo timide per fare la prima mossa.

martedì 20 febbraio 2018

Le Parole Intraducibili (parte I)

Quando si vuole esprimere un concetto complesso, in genere si ricorre a una locuzione, specie se questo è anche correlato a un particolare stato d'animo. In alcune lingue esiste un termine specifico per farlo, ma non è detto che abbia un corrispettivo nelle altre lingue. Per esempio, la parola inglese daydream, ovvero "sognare a occhi aperti", in italiano potrebbe essere resa col termine "fantasticare", mentre in finlandese con la parola haaveilla. Ecco invece alcuni esempi di parole che esprimono un concetto, ma non direttamente traducibili in italiano.

venerdì 16 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (3/9): Talia

"Esistono eroi dal cuore d’acciaio e barbe di ghiaccio; ci sono donne che hanno volti di fiori e sorrisi incantevoli, ma anche un teschio può ispirare e far pensare a quanti e quali siano gli atti della commedia umana." (Proverbio cinese)

Talia, ovvero “colei che è festiva”, è la musa della Commedia. Viene raffigurata con una maschera comica, una ghirlanda d'edera e un bastone; spesso è anche associata alla satira più severa.

lunedì 12 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (2/9): Euterpe

"Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore." (Bob Dylan)

Euterpe, ovvero “colei che rallegra”, è la musa della Musica. Viene raffigurata con in mano un flauto o delle tibie (strumento musicale a fiato), ed era considerata anche la musa della poesia lirica.

giovedì 8 febbraio 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (1/9): Clio

"Che gli uomini non imparano molto dalle lezioni della storia è la più importante di tutte le lezioni di storia." (Aldous Huxley)

Clio, ovvero “colei che rende celebre”, è la musa della Storia. Viene raffigurata con una pergamena in mano, spesso srotolata; dato il significato del suo nome, era stata considerata prima la musa della poesia epica e poi quella della storia, dato che entrambe hanno come scopo quello di raccontare le grandi gesta del passato.

sabato 3 febbraio 2018

Chimica for Dummies... Il Ritorno

Tra pochi giorni inizierà il secondo speciale dedicato al mio ultimo libro. Ma prima di partire, ancora un post. Preparatevi, perché a grande richiesta fa ritorno la rubrica più demenziale di questo blog, dedicata a tutte le scemenze che sento dire dai miei studenti (e non solo) sulla chimica e dintorni: ecco quindi ancora una volta Chimica for Dummies!

sabato 20 gennaio 2018

Le Word Cloud del Mio Libro

L’ultimo post che ho pubblicato mi ha costretto a dover modificare un po’ il programma editoriale che avevo stabilito... e così eccoci qui.
Come magari ricorderete, su Google Libri è presente un’anteprima del mio ultimo libro, Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle. Ma Google si spinge più in là: infatti riporta anche una lista delle “parole e frasi comuni” che vi ricorrono, un po' come dei tag.
Mi ero chiesto se con questa lista potessi magari farci qualcosa, e a un certo punto mi è venuta un’idea: usarla per creare delle word cloud. Se non sapete cosa sono, ve lo spiego in breve: si tratta di un insieme di parole (ripetute o meno) disposte in modo da realizzare una figura. Se queste formano anche una frase di senso compiuto sono chiamate "calligramma". Ecco allora delle word cloud realizzate su misura per le sei sezioni in cui è suddiviso il mio libro.

martedì 16 gennaio 2018

1999-2000

Era l’ottobre del 1999, ero in seconda liceo ed era il tempo migliore e peggiore della mia vita. Un pomeriggio ero assieme ai miei amici in oratorio: eravamo lì per pulire e metterlo un po’ in ordine, perché a breve avremmo cominciato al sabato a fare gli animatori ai bambini. Mentre lavoravamo, ci teneva compagnia la radio che aveva portato con sé una delle ragazze. A un certo punto sentimmo un potente attacco di chitarra seguito dalle parole: “You better believe I'm coming, you better believe what I say, you better hold on to your promises.” Le ragazze se n’erano andate via un momento; quando furono tornate, quello che all’epoca era il mio migliore amico disse loro: “Ah, vi siete perse delle canzoni spettacolari! Hanno dato My Favourite Games e Promises!” Nel 1999, quando ancora non c'era Youtube, se volevi sentire una canzone che ti piaceva dovevi aspettare pazientemente che la passassero per radio o su MTV oppure avere il CD o la cassetta.

Era il dicembre del 1999, il millennio stava quasi per giungere al termine, e nel ponte dell'8 dicembre ero andato coi miei amici a Oulx. C'eravamo già stati quell'estate per un'intera settimana, e ora vi facevamo ritorno per passarvi il weekend. La sera gli animatori del nostro gruppo ci divisero in due squadre e facemmo dei giochi: in uno di questi ci facevano sentire l’intro di una canzone e noi dovevamo capire di quale si trattasse. La prima partiva con un riff di tastiere e poi con le parole: “I hope that you miss me, put me down on history, I feel such a reject now, get yourself a life”. La conoscevo, ma non mi veniva proprio in mente il titolo, e lo stesso i miei compagni di squadra. Quando alla fine ci diedero la soluzione, mi diedi una manata sulla fronte. Era Loud and Clear, miseria, avevo pure l'album su cassetta!

Era il marzo del 2000, ed era quello l'anno di cui avrei sempre conservato i ricordi più nostalgici. Su MTV era da poco cominciato a passare il video di You and Me. C’era il ritornello che faceva: “You and me, it will always be, you and me forever be”. Un sabato pomeriggio ero in oratorio, era una giornata ventosa, ed ero uscito un momento per andare a parlare con una ragazza del mio gruppo. Poi al ritorno mi ero fermato un momento all'ingresso a osservare in lontananza, mentre le luci del pomeriggio cominciavano ad abbassarsi, e nel frattempo la mia mente era tornata a quella canzone. Da allora quando mi capita di risentirla, mi viene sempre in mente quella giornata e quel particolare momento, cristallizzato in eterno.

Il disco Bury the Hatchet è stato la colonna sonora del mio secondo anno di liceo. L'adolescenza sa essere spaventosa, ma ci sono cose di quel periodo andate perdute per sempre e che sempre mi mancheranno, perché non potrò mai più riaverle, nè risentirle in alcun modo. A differenza di quel disco, che potrò sempre riascoltare per sentire ancora la tua voce.
Ciao, Dolores, e grazie: è stata una bellissima colonna sonora.

mercoledì 10 gennaio 2018

In Conclusione dello Speciale...

Lo speciale dedicato ai vizi capitali è terminato e spero sia stato di vostro gradimento. Penso che sia stato interessante vedere come ciascuno di essi abbia potuto venire rappresentato attraverso i diversi modi proposti dal viaggio.


sabato 6 gennaio 2018

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (7/7): Accidia

"Al pari degli altri sei peccati capitali, l'accidia era considerata progenitrice di un'intera famiglia di peccati minori, o veniali, tra i quali l'ozio, la pigrizia, l'irrequietezza del corpo, l'instabilità e la verbosità." (Thomas Pynchon)

Molto spesso l'accidia viene vista come un sinonimo di pigrizia; in realtà si tratta in genere di qualcosa di più specifico, una sorta di "pigrizia mentale", intesa come una mancanza di volontà, il lasciarsi scorrere addosso gli eventi senza intervenire in alcun modo su di essi, come anche il non mostrare alcun interesse per il proprio ruolo all'interno della società e del mondo.
Il demone dell'accidia è Belfagor e l'animale che rappresenta questo vizio è l'asino; la virtù che le si oppone è la diligenza.

martedì 2 gennaio 2018

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (6/7): Invidia

"L'invidia apriva loro gli occhi: è un demone che non si lascia sfuggire nulla, e che trae conclusioni da ogni cosa, proprio come la gelosia." (Jean de La Fontaine)

L'invidia inizia con il guardare. Prima l'altro, poi se stessi. Quindi si passa a fare il confronto. E se ci si trova in difetto rispetto all'altro, le risposte che ne possono venire sono due: migliorare se stessi per cercare di raggiungere il valore dell'altro oppure prendere a invidiarlo, sputando veleno su di lui. Fate quindi grande attenzione, perché è breve il passo dall'ammirazione all'invidia, da ciò che è onorevole a ciò che invece non lo è. Il cosiddetto "odio in rete" nasce spesso da qui e diviene poi quella che io chiamo invece "aggressività in rete": sfogare la rabbia su chi non è la causa dei propri problemi, perché ritenuto (a torto o a ragione) in una condizione più felice e quindi esecrabile, usandolo quindi come valvola di sfogo o capro espiatorio.
Il demone dell’invidia è Leviathan e l’animale che rappresenta questo vizio è il cane; la virtù che le si oppone è la carità.