sabato 3 febbraio 2018

Chimica for Dummies... Il Ritorno

Tra pochi giorni inizierà il secondo speciale dedicato al mio ultimo libro. Ma prima di partire, ancora un post. Preparatevi, perché a grande richiesta fa ritorno la rubrica più demenziale di questo blog, dedicata a tutte le scemenze che sento dire dai miei studenti (e non solo) sulla chimica e dintorni: ecco quindi ancora una volta Chimica for Dummies!


“Rimuove le sostanze chimiche e FISICHE.”
Scritto su di un depuratore dell’acqua a osmosi inversa.

"A scuola, mia figlia, doveva sempre ritagliare con le forbici per DESTRI, ma non riusciva a usarle bene." (da una vera recensione su Amazon... almeno a quanto sostiene la pubblicità) 
Sorvolando sull'uso demenziale della punteggiatura (la virgola NON va messa a separare soggetto e verbo, miseria!), lo dico una volta per tutte: DESTRO è il contrario di SINISTRO, come DESTRORSO è il contrario di SINISTRORSO. Il contrario di MANCINO è DESTRIMANO!

Futura compagna di corso: "Ma il camice dobbiamo comprarcelo noi?"
Manager didattico: "Beh, sì."
Futura compagna di corso: "Ma il camice dev'essere per forza bianco?"
Manager didattico: "Di solito è bianco... al massimo lo può tingere..."
(sta ovviamente scherzando, ma viene preso sul serio...)
Futura compagna di corso: "Davvero? Ma posso tingerlo anche di blu?"
Manager didattico: "Sssì..."
Futura compagna di corso: "Ma anche di nero?"
Sei anni dopo si presenterà alla proclamazione di laurea vestita tipo Pirati dei Caraibi.

Studente: “E il sanborgio?”
Io: “Sanborgio?!”
Studente: “Eh, questo qui.” (indicando il blocco f della tavola periodica)
Io: “SEABORGIO! Che sanborgio! Sanborgio sembra un comune della Liguria!”
Il seaborgio (leggesi: siborgio) è l’elemento chimico di numero atomico 106.  E in effetti in provincia di Imperia c’è il comune di Seborga, famoso per aver rivendicato l'indipendenza dall'Italia ed essersi costituito a principato; la cosa in effetti è più che altro una trovata folkloristica volta alla promozione turistica.

Io: “La clorofilla. Vero, che non avreste mai detto che nel latte c’è la clorofilla? Eppure è perfettamente logico che ci sia, no? L’alimentazione del bovino.”
Studentessa: “Ma anche nel latte materno?”
Io: “Beh, no… a meno che tua mamma non bruchi l’erba…”
Studentessa: “Però con l’insalata…”
Io: “Sì, e quanta ne mangia?”


Io: "Secondo voi, in un gregge qual è la posizione più sicura?"
Studente: "Il pastore?"

Esperto del CNR: "Ma il ghiaccio è un nemico insidioso effettivamente, perché mentre per la neve esistono gli spazzaneve, non c'è l'equivalente di uno spazzaghiaccio... E quindi l'unico presidio, l'unica soluzione, è vecchia come l'uomo: spargere il sale." 
(tira fuori quelli che sembrano dei pezzi del Lego e li riempie di palline...) 
Esperto del CNR: "Immaginiamo che questi siano i cristalli di ghiaccio: sono molto solidamente attaccati gli uni agli altri, ma quando si sparge il sale, il sale si scioglie e riempie gli interstizi tra un frammento e l'altro. Ed ecco che il ghiaccio non riesce più a chiudersi e va in mille pezzi, e si trasforma in acqua!" 

In realtà la cosa non funziona assolutamente così. Tanto per cominciare il sale si sparge prima che si formi il ghiaccio, altrimenti sarebbe praticamente inutile. E poi il sale NON SI SCIOGLIE, perché il cloruro di sodio si scioglie (cioè diviene liquido) a 800 °C. Al massimo SI DISCIOGLIE (e lo fa nell'acqua, di certo non nel ghiaccio).
Quando l'acqua diventa ghiaccio, gli ioni che compongono il sale vanno a occupare gli interstizi (cioè le cavità) del solido, distorcendone la struttura, ovvero rendendone più difficoltosa la formazione e rendendo questa meno stabile. Ma non distruggendola, altrimenti l'acqua salata non ghiacciarebbe affatto. La situazione "più gestibile" è quindi quella del liquido, dove le molecole d'acqua possono interagire più agevolmente con le sostanze disciolte. Il risultato è che l'acqua gela a una temperatura più bassa (fenomeno dell'abbassamento crioscopico), mentre alle temperature a cui nevica di solito (0 °C) rimane in forma liquida.

Io: “L’acetone, sapete cos’è?”
Studente: “Non serve per togliere…” (mima un gesto con le mani...)
Io: “…lo smalto dalle unghie? Sì, giusto, ma io intendevo a livello biochimico.”
(dopo qualche momento di silenzio…)
Io: “Ok, l’acetone è uno dei corpi chetonici. […] Nel diabete mellito si ha una sovrapproduzione di corpi chetonici, che vengono ritrovati nel sangue, nel fiato (si dice chetosi) e nelle urine (cheturia).”
Studente: “Ma quindi una ragazza che ha il diabete…”
Io (capendo subito dove vuole andare a parare): “Nooo...”
Studente: “…per togliersi lo smalto…”
Io: “Non lo dire!”
Studente: “…potrebbe usare la pipì.”
Io: “Ma dai, ma che schifo! Ma come fa a venirti in mente una roba del genere?!"


E anche per questa volta è tutto. Appuntamento a tra qualche giorno per l'inizio del secondo speciale!

23 commenti:

  1. Ahahahah! Che ridere! Comunque io mi iscrivo come futura studentessa di chimica, così movimento ulteriormente la lezione. Mi dirai: come se ce ne fosse bisogno. ;)

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    1. Secondo me poi rischieresti di annoiarti a morte con me...

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  2. Questo post cade a fagiolo dato che stamane ho trovato mia mamma intenta a fare una miscela di aceto di vino e CANDEGGINA per pulire il bagno -.- E alla mia spiegazione sul perchè NON si deve fare m'ha risposto "tu pensa alle tue cose da chimico che alla pulizia di casa ci penso io!" -.- Come se fossero due cose separate....
    P.s. ma l'esperto del CNR non ha studiato chimica generale e le proprietà colligative??
    P.P.S questo aneddoto mi fa venir ansia dato che farò la tesi al CNR!

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    1. Beh, potresti dirle, con molta dolcezza, che il cloro che si libera le scioglierebbe i polmoni, e a quel punto il problema relativo alle pulizie di casa diviene secondario.
      Ho letto su wikipedia che l'esperto del CNR è un fisico nucleare con dottorato di ricerca in scienza dei materiali. In realtà è molto competente e bravo a divulgare, però stavolta ha sparato una serie di stronzate a ripetizione. :)

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    2. Inutile, parlare con mia madre è come parlare ad un muro! Tra l'altro soffre di problemi respiratori dovuti ad asma e ad una bronchite mal curata, ma non riesce a collegare le due cose -.- Comunque conosco tanti specializzati e/o con dottorati in chimica dei materiali che, benchè molto preparati e con competenze divulgative, si perdono in sciocchezze del genere (es: un laureato in una triennale di RESTAURO che adesso ha vinto un dottorato di ricerca in ASTROFISICA dopo aver preso la specialistica in CHIMICA DEI MATERIALI) perchè han poche basi di chimica generale...

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    3. Insegnando igiene e sicurezza a persone che si occupano anche di pulizia, ti posso assicurare che la "chimica-fai-da-te" è diffusa. C'è gente che, senza farsi troppi problemi, mescola sostanze a caso. Tra cui, una volta mi è capitato di sentire, anche acido nitrico e ammoniaca!
      Quello che mi racconti di tua mamma è poi un atteggiamento molto diffuso che prende due nomi:
      1) sindrome di Superman, il sopravvalutare le proprie capacità, sottostimando i problemi, specie per mansioni routinarie che si compiono da molto tempo;
      2) sindrome di Frankenstein, che si può riassumere in "ma che ne capiscono 'sti scienziati, c'è mica da fidarsi!"

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    4. Sai che queste due "sindromi" son davvero interessanti? xD Si potrebbero applicare a molti campi!

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    5. Effettivamente è proprio così.
      Della sindrome di Superman (in realtà non credo si chiami proprio così, è un nome "confidenziale" che viene usato) si ragiona molto nell'ambito della sicurezza sul lavoro.
      La sindrome di Frankenstein è in linea con la matofobia e la chemofobia, diciamo che è una fobia più generica per la scienza. Un giorno pubblicherò una cosa su questo tema, che andrà a parlarne più accuratamente.

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  3. Oddio, mi rendo conto che io l'insegnante non potrei proprio farlo.
    E neppure lo studente di chimica potrei fare, finirei di sicuro in uno dei tuoi aneddoti :-D

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    1. Avresti dovuto vedere quelli che ho raccontato l'anno scorso! :)

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  4. Aspetta, e allora le tette delle vegetariane hanno la clorofilla? :o

    Moz-

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    1. Ne vuoi sapere un'altra? La soia contiene fitoestrogeni. Che se sei una donna, specie in menopausa, è ottimo, ma se sei un uomo non devi mangiarne troppo, o rischi di femminilizzarti.

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  5. Ahah...grande :D
    Soprattutto quella delle forbici, ma poi possibile che esistono solo su Amazon? io non credo..

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    1. Non saprei, però sì, penso che si trovino in giro! Comunque quando ho visto la pubblicità in TV ho esclamato: "Ma nooo!"

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  6. Grande davvero . :D
    Se penso che il livello medio spesso è proprio questo non saprei se riderci sopra o piangere a livello diluvio universale.

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    1. Ma no, in realtà questo post non è affatto rappresentativo, dai... :)

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  7. Io ho studiato Chimica soltanto nel secondo superiore, ma sarei stato a tutti gli effetti un dummies. :-P

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    1. Avresti dovuto vedere quel mio compagno di corso che in laboratorio si era sniffato del glucosio. O quell'altro che si era messo a fare giochi di prestigio al docente.

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  8. Alle superiori in chimica ero il migliore della mia classe quindi penso che non sarei mai entrato in queste tue pagine... Il che è del tutto coerente con il fatto che ancora al termine della terza media non mi ero deciso tra scuola d'arte e liceo scientifico. Alla fine scelsi la prima opzione, ma tra mille dubbi.

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    1. Probabilmente la persona che sei oggi, in particolare le tue idee e convinzioni, nascono (anche) da quella scelta. E credo che i dubbi siano propri dell'essere umano, in qualsivoglia scelta ci si trovi a dover fare.

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  9. Ahahah! Avevo letto anch'io la recensione Amazon delle forbici e ricordo di aver fatto un salterello sulla sedia. Pazzesco!
    Anche gli aneddoti dell'acetone e della clorofilla son spassosissimi. Che fantasia contorta, eh! :)
    Pensa che per non farmi interrogare in chimica, al liceo, quando sapevo di non essere preparata, avevo stretto un accordo con il mio prof di ornato (ero all'artistico). A lui, che elaborava dei fotomontaggi artistici in bianco e nero, era sopraggiunta un'allergia agli acidi di sviluppo. Chiaramente si trattava di un grosso problema. Allora io mi proposi come assistente, sviluppando le foto ed effettuando i fotomontaggi in camera oscura, in vece sua (dopo un discreto periodo di formazione), ma a patto che mi sollevasse dalle "terribili" interrogazioni. Ahahah! Ero veramente tremenda... Comunque funzionó egregiamente ;-)

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