martedì 7 febbraio 2017

Dentro l'Armadio del Babau c'è Stephen King...

"L'ultimo uomo sulla terra sedeva solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta."
Lo conoscevate questo miniracconto di sole 14 parole di Stephen King? Una volta un giornalista gli aveva domandato ironicamente se sapesse anche scrivere storie brevi, essendo lui famoso per la sua prolissità, così King aveva risposto piccato improvvisando questo racconto, lasciando ammirati i presenti.
Adesso leggete questo miniracconto di Thomas Bailey Aldrich che risale al 1904:
“Una donna sta seduta sola in casa. Sa che nel mondo non c’è più nessuno: tutti gli altri esseri umani sono morti. Bussano alla porta.”
A volte a un autore capita di prendere spunto oppure omaggiare lavori di altri (l'ho fatto anch'io) come capita inconsapevolmente di ideare una trama che ricorda molto quella di un altro racconto (è successo anche a me): questo perché quando si scrive, partendo da una certa serie di dati iniziali, si entra in un pattern di ragionamenti e riflessioni che porta inevitabilmente verso una certa direzione, a cui più persone dotate della stessa forma mentis e dello stesso backgroud culturale possono arrivare.
Stephen King è uno degli autori che da sempre ho maggiormente apprezzato; ciò non toglie però che, come nel caso appena citato, si sia spesso appropriato di idee altrui spacciandole per sue originali. Vediamo quali.

Una famiglia composta da padre, madre e figlio giunge in una casa, dove una forza maligna un po' per volta li consumerà: si tratta della casa stessa, che usa le persone per alimentarsi e rigenerarsi. Questa è la trama del romanzo Burnt Offerings (1973) di Robert Marasco (trasposto tre anni dopo nel film Ballata Macabra), che di certo per Stephen King dev'essere stato fonte di ispirazione per l'Overlook Hotel di Shining (1977) e i suoi protagonisti.

In un futuro distopico vengono fatti dei giochi televisivi allucinanti, dove la gente partecipa rischiando la propria vita in cambio dei premi in denaro. In uno di questi il protagonista viene braccato da dei criminali che devono ucciderlo; per sopravvivere ha solo la sua intelligenza e l’eventuale aiuto del pubblico da casa. No, non si tratta de L’Uomo in Fuga, romanzo che King aveva pubblicato nel 1982 con lo pseudonimo di Richard Bachman, bensì del racconto di Robert Sheckley Il Premio del Pericolo (1958).

Una misteriosa auto compare in città. Ma al suo volante non c’è nessuno. E la macchina comincia a seminare morte… Stavate dicendo Christine – La Macchina Infernale (1983), il romanzo di King da cui John Carpenter ha tratto un film? Sbagliato, è La Macchina Nera, film del 1977.

Ne L’Occhio del Male (1984), altro romanzo che King aveva pubblicato con lo pseudonimo di Bachman, un uomo in sovrappeso è condannato da una maledizione gitana a dimagrire progressivamente ogni giorno, per cui la sua vita diviene uno spaventoso incubo… Sospettosamente simile al romanzo di Richard Matheson Tre Millimetri al Giorno (1956), dove il protagonista, a causa del contatto con delle sostanze tossiche, rimpicciolisce di tre millimetri ogni giorno.

Un volo aereo incontra una misteriosa turbolenza: si tratta di un varco dimensionale e l'aereo e i suoi passeggeri finiscono in un altro spazio-tempo. Sembra la trama de I Langolieri, contenuto in Quattro dopo Mezzanotte (1990), in realtà è quella de L'Odissea del Volo 33, un episodio della serie Ai Confini della Realtà, scritto da Rod Serling nel 1959.

Un misterioso personaggio si trasferisce nel quartiere di una cittadina e cerca di rendersi simpatico coi vicini. In realtà il suo scopo è mettere zizzania tra tutti quanti con studiate malefatte, e lavora in modo che ognuno sospetti del proprio vicino. Alla fine si scatena il caos e gli uni si accaniscono contro gli altri. Quando la sua missione è compiuta, cambia città e ricomincia daccapo. Stavate forse dicendo il romanzo di King Cose Preziose (1991)? Sbagliato, si tratta di un racconto di Richard Matheson, Il Nuovo Vicino di Casa (1958).

Per stessa ammissione di King, il racconto Autopsia 4, contenuto in Tutto è Fatidico (2002), è un rifacimento di Crollo Nervoso, un episodio della serie Alfred Hitckcock Presenta del 1955 (di cui esiste anche un remake del 1985).

Una città viene isolata dal resto del mondo da un muro trasparente. Pensate si tratti del romanzo di King The Dome (2009)? Sbagliato! Allora pensate sia I Simpson – Il Film, uscito due anni prima? Avete sbagliato ancora, perché si tratta di Noi (1924) dello scrittore russo Evgenij Ivanovič Zamjatin. 

Tiriamo ora un po' le fila del discorso. Cos'hanno in comune le opere di Stephen King qui citate? Semplice, non sono i suoi lavori migliori. Ciò che rende grande un'opera letteraria è una combinazione di capacità tecnica (che King ha indubbiamente) e originalità: se manca una delle due il prodotto finale non sarà all'altezza. Ciononostante può benissimo vendere lo stesso molto bene e anche essere elogiato da una critica poco attenta.

18 commenti:

  1. Articolo interessante.
    Guarda, facile che abbia preso spunto ma anche che siano dei casi: ad esempio quello dell'uomo che rimpicciolisce e dell'uomo che dimagrisce.
    Shining... non è un'opera brutta ma preferisco il film di Kubrick.
    In ogni caso, credo che quando hai a che fare col genere, le questioni da affrontare siano quelle... è naturale avere idee similari.

    Moz-

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    1. Non so, non sono molto convinto, per svariate ragioni. Ti posso dire che per esempio se hai letto Il Premio del Pericolo e L'Uomo in Fuga vedi subito che quella di King ne è un'incredibile scopiazzata (da rasentare quasi il plagio).
      Concordo con te su Shining: bello il libro, ma molto più bello il film!

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    2. No, di King ho letto giusto le opere principali (da piccolo lo amavo, ora mi è indifferente o quasi).
      Non conosco quindi le opere che hai citato...

      Moz-

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    3. Infatti avrai notato che non sono le sue opere più famose (e migliori).

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  2. Caspita, questa è filologia pura!
    Dei libri di King che hai citato qui ho letto solo "Shining" e "Christine" e in effetti mi sono piaciuti poco entrambi.

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    1. Io Christine l'ho trovato pessimo. Quand'ero al liceo avevo invece visto il film di Cronenberg, che mi era piaciuto molto, il che conferma che non è per forza detto che il libro sia sempre meglio del film.

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  3. Di solito non faccio caso alle "ispirazioni" (chiamiamole così ^^) che si possono ritrovare nei libri, non so perché ma la trama è quanto di meno mi interessi. Probabilmente sono per mia indole più concentrata (o troppo, eh) sulla prosa e lo stile. So che King è tacciato di "ispirazioni frequenti", però confesso prima di tutto di averlo letto da adolescente e di non ricordare moltissimo, e poi di non conoscere gli "ispiratori" :P

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    1. Anche la prosa e lo stile può essere fonte di ispirazione (o di scopiazzatura, in alcuni casi... ^^). Per quanto riguarda King, lui ha uno stile molto personale e riconoscibile, in questo caso spesso avviene il contrario: sono in molti a ispirarsi a lui (o a scopiazzarlo... ^^).

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  4. Non sono una lettrice di S. King, per cui intervengo con discrezione e prudenza, come se mi muovessi in mezzo ad un cesto di uova. Tuttavia, trovo molto interessante il tema che proponi e il suo trattamento: sei audace e molto bravo, Marco. Noto con piacere che non hai mai usato il termine plagio, di cui abbonda, per esempio, la letteratura riguardante le opere musicali, soprattutto quelle ascrivibili al genere pop. In questo caso, la stessa giurisprudenza si è espressa più volte manifestando molta cautela: pare che, soprattutto nel mondo dell’arte, il plagio, inteso come il risultato di un atto volto allo scopo di farsi credere autore di prodotti dell’ingegno altrui e di riprodurli fraudolentemente, sia materia assai complessa e controversa. In realtà, vale anche per l’ambito letterario. Pare, infatti, che la suggestione elicitata da un opera altrui e la realizzazione di un nuovo lavoro che si ispira a quell’opera, ma ne modifica parte dei contenuti e/o lo stile, siano da considerarsi elementi che si muovono su un terreno molto sdrucciolevole, i cui confini non sono mai perfettamente disegnati. A questo punto, bisognerebbe chiedersi cosa si intenda per originalità. Posto che King abbia tratto ispirazione da opere di altri autori per confezionare alcuni suoi romanzi, il suo intervento di modifica sulle situazioni, ambientazioni, profilo personologico dei protagonisti, e così via, ha generato non solo una nuova trama, ma anche un nuovo mood (ribadisco di non aver mai letto un solo suo romanzo, per cui scrivo solo sulla base di un’ipotesi basata su ciò che leggo qui). Se le cose dovessero stare in questi termini, allora mi sentirei di confutare le tue conclusioni: probabilmente l’originalità è stata rispettata.

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    1. Ciao Clementina, ho trovato molto interessante il tuo punto di vista. L'intento del post era mostrare che anche uno dei migliori autori viventi abbia preso ispirazione da altri autori e che quando questa ispirazione è stata troppo consistente il risultato non è stato all'altezza di altri suoi lavori decisamente migliori.
      Nello specifico, non bisogna poi fare di tutta l'erba un fascio, bensì esaminare caso per caso e valutare le singole opere. Faccio alcuni esempi.
      1) Shining prende spunto dalla casa di Burnt Offerings per l'ambientazione, ma per il resto prosegue su di un binario completamente diverso. In questo caso possiamo notare solo una certa familiarità tra le due opere, ma nulla di più.
      2) L'Uomo in Fuga e Cose Preziose danno l'idea che King abbia preso i racconti di Sheckley e Matheson e li abbia riadattati diluendoli in un romanzo. Nel primo caso la somiglianza col racconto Il premio del Pericolo non sta solo nella trama, ma anche nell'ambientazione e nell'atmosfera generale, nel secondo King è come sempre molto bravo a creare personaggi realistici e farli muovere all'interno del loro mondo letterario, però ridotta al nocciolo l'idea di base rimanda sempre allo svolgersi del racconto di Matheson.
      3) L'occhio del male e 3 millimetri al giorno sono due opere molto diverse, ma l'idea base è la stessa (una diminuzione di materia del protagonista). Poi lo svolgimento prosegue ognuna sulla linea dettata dalle premesse.
      La mia conclusione non è solo tanto sull'originalità, ma sulla bontà delle opere qui presentate: di certo non le migliori di King, che in molte altre ha raggiunto livelli di magnificenza.

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    2. Certo, Marco, e non credo che tu abbia torto, ma volevo solo dire che le imitazioni possono avere piena dignità artistica e (posto che concetti come falso, calco, ripresa e via dicendo richiedono troppo tempo e spazio per un commento) quando ci si ritrova di fronte ad un “furto” narrativo in grado di dar vita a qualcosa di inaspettato e originale (quindi, non ti contraddico), l’interesse si vivacizza e, spesso, anche l’entusiasmo. Non se King, imitando lo spunto iniziale di romanzi appartenenti ad atri autori, abbia saputo costruire storie diverse degne di esser lette, ma alcune sono state trasposte in versioni cinematografiche molto appetibili (io non ho letto Shining, ma ho visto il film e l’ho anche molto apprezzato: chiaramente i complimenti vanno a Kubrick, ma in fondo anche a King).

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    3. Anche quest'aggancio è interessante.
      La questione Shining esula un po' dagli altri casi citati, perché dire che King abbia preso spunto dal romanzo di Marasco sarebbe ingiusto. Del resto la trasposizione cinematografica di Kubrick si discosta dal romanzo (e ritengo sia stata migliore dello stesso libro, e con questo mi riaggancio alla parte iniziale del tuo commento).
      Interessante la questione "l'imitazione riesce meglio dell'originale", anche se, per le opere qui citate, non accade. Mi viene per esempio in mente "La Ruota del Tempo", che ha attinto a piene mani a Dune (assieme a diverse opere fantasy) per creare un'opera estremamente bella; l'ispirazione è presa da opere altrui ma l'utilizzo in quel caso è stato vincente.

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  5. Interessante, dove hai trovato tutte queste combinazioni?
    Pensavo fosse solo il "mestiere" di qualche aspirante scrittore, quello di "rubare" (non copiare, che è differente) le idee altrui. Quando ero bambina scrissi un libro, si potrebbe quasi dire il mio vero primo romanzo, che si chiamava "Piccoli cuori felici" ed era sulla falsissima riga di "Piccole donne". Se vuoi cominciare da qualche parte puoi servirti di qualche spunto, ma se non devi cominciare niente perché sei già arrivato, ma perché non conservare l'originalità? Valli a capire i compromessi del successo!

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    1. Non è che le ho trovate, a parte Burnt Offerings, The Dome e Noi, si tratta di libri e racconti che ho letto e di film che ho visto e di cui ho notato il parallelismo.
      Credo che quando si cominci a scrivere sia un po' fisiologico prendere spunto dai propri autori preferiti: "scrivi ciò che ti piacerebbe leggere", no? Poi quando ci si è consolidati si prosegue per la propria strada. Quanto a King, non so... Negli anni '80 ha avuto una specie di crisi creativa (infatti ha cominciato a usare uno pseudonimo), si è lanciata in molte direzioni diverse e alcune non hanno funzionato come pensava, credo.

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  6. Sono sollevato dal non aver trovato citato "IT" in questo grandioso elenco di peccati kinghiani....

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    1. Eh no, It non si tocca! Io l'ho letto 3 volte e ogni tanto mi viene voglia di rileggerlo...

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  7. Saggia conclusione. Ne avevi forse accennato qualche tempo fa in giro per la blogsfera. Ma, in fondo, non è quello che fanno molti scrittori e registi oggi? Esempio stupido, le "sfumature varie" del signor Gray, che riprendono il film "The Secretary" del 2002 secondo me.
    Ora so cos'altro leggere ed evitare di King per lo meno, dopo "A volte ritornano" e "Stagioni diverse" ero curiosa di leggere altro.

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    1. Nemmeno il titolo è originale. In effetti è rubacchiato dal romanzo di un'autrice indiana.

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