lunedì 29 ottobre 2018

La Stregoneria in Italia

Il termine strega viene dal latino striga, correlato a stryx, che significa “uccello notturno, barbagianni”, che a sua volta viene da stridere, cioè “lanciare urla”. Anticamente il barbagianni era ritenuto uccello di malaugurio e si credeva che di notte attaccasse le capre per succhiare loro il sangue: il vampirismo è infatti una caratteristica sovente associata alle streghe. Una credenza simile parlava invece del caprimulgo, uccello conosciuto, ancora più letteralmente, come succiacapre; nelle leggende nordamericane era ritenuto anche uno psicopompo. Interessante notare che queste caratteristiche maligne siano associate a degli uccelli, animali che condividono con la strega la capacità del volo. Non a caso in alcune tradizioni folkloristiche (per esempio quelle della Valtellina) le streghe si recavano al sabba proprio dopo essersi magicamente trasformate in caprimulghi.
Esistono anche numerosi altri termini con cui veniva indicata la strega. Uno di questi era lamia, proveniente dall'Antica Grecia, e che durante il Medioevo era utilizzato come suo sinonimo. Secondo la leggenda Lamia, colpevole di aver generato dei figli con Zeus, venne punita da Era, che le uccise quasi tutta la prole. Lacerata dal dolore, Lamia impazzì e prese a divorare bambini, a cui succhiava il sangue; il suo aspetto divenne orrendo, ma era comunque capace di assumere sembianze gradevoli per attirare uomini e nutrirsi di loro. Molte credenze sulle streghe (tra cui per esempio quelle relative al sale) vengono da questa figura. Secondo un'antica interpretazione l'origine del nome Lamia viene fatta risalire a Lamassu, un demone assiro in seguito identificato con Lilith. Questo a sua volta era una sorta di demone-vampiro femminile appartenente alla religione mesopotamica (e ripreso anche nella tradizione ebraica), che in tempi successivi divenne la "dea" delle streghe. 
Un altro termine è masca, che compare in innumerevoli varianti. Di etimologia incerta (forse dal provenzale mascar, cioè "borbottare", inteso nel recitare incantesimi), c'è chi si spinge a vedere in esso una correlazione con la parola "maga". Comunque è quasi certo che ne sia derivata la parola "maschera", intesa come un qualcosa usato per mettere paura, esattamente come le storie sulle streghe. Ovviamente non si può che evidenziare la connessione esistente tra le maschere e Halloween, la notte delle streghe.
Altri termini ancora sono strolega, che deriva da "astrologa",  e poi ianara, che si ritiene venga o da Diana, divinità associata alle streghe, oppure dal latino ianua, cioè "porta" (termine invece correlato al dio Giano), il che spiegherebbe le molte superstizioni relative alla porta per proteggere la propria abitazione dalle streghe. 
A questo proposito il folklore italiano è particolarmente ricco, tanto che ogni regione ha modi diversi di riferirsi alle streghe. Passando da zona a zona non sempre queste figure sono perfettamente sovrapponibili, ci sono caratteristiche ricorrenti, ma ognuna di esse ha delle particolarità che contraddistinguono le une dalle altre. Bisogna poi aggiungere che la strega non è sempre ritenuta malvagia, ma spesso all'interno della comunità svolgeva il ruolo di guaritrice oppure si occupava sia di lanciare che di togliere il malocchio. Inoltre, assieme all'immagine della strega vecchia e brutta, in alcune tradizioni è anche presente quella della fattucchiera giovane e ammaliante.
In tabella sono riportati i modi in cui viene chiamata la strega nelle diverse zone d'Italia.

giovedì 25 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (6/9): Empatia

Empatia, ovvero “colei che soffre dentro”, è la mia musa dell’interiorità e dei sentimenti; è l'ispiratrice e la protettrice di psicologi e terapeuti, nonché di tutti quelli che si occupano di aiutare gli altri a vivere con maggior serenità la vita.

Arte
Per quanto  riguarda l'arte Empatia mi suggerisce di parlarvi del quadro di Nigel Van Wieck Q Train (1990). L'opera è stata realizzata utilizzando come tecnica pittorica i pastelli, il che contribuisce a dargli un'atmosfera soffusa e malinconica. I lavori di Van Wieck sono stati spesso accostati a quelli di Edward Hopper, sia per lo stile che per le tematiche di tristezza e solitudine trattate.

domenica 21 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (5/9): Armonia

Armonia, ovvero “colei che accorda”, è la mia musa del canto e della musica; è l'ispiratrice e la protettrice dei musicisti, di tutti coloro che fanno della voce o di qualsiasi altro strumento costruito dalle mani dell'Uomo un qualcosa che possa propagare emozioni. 

Arte
Armonia mi sta suggerendo di parlarvi del dipinto di Adolph Menzel Il Concerto per Flauto (1852). Nel quadro si vedono rappresentati al centro Federico II il Grande, mentre suona il flauto; alla sua destra Johann Joachim Quantz, che era il suo insegnante di questo strumento; alla sua sinistra Franz Bend al violino e al cembalo Carl Philipp Emanuel Bach (uno dei venti figli di Johann Sebastian).


mercoledì 17 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (4/9): Eusoma

Eusoma, ovvero “colei che ha un bel corpo”, è la mia musa dello sport e delle attività fisiche: è l'ispiratrice e la protettrice degli atleti e degli sportivi, nonché di chi utilizza il movimento del proprio corpo per trasmettere emozioni, come fanno per esempio i ballerini.

Arte
Per quanto riguarda l'arte Eusoma mi sta consigliando di parlarvi del Discobolo, scultura realizzata da Mirone intorno al 455 a.C. La statua originale, andata perduta, era in bronzo; oggi la si conosce solo dalle numerose copie in marmo che sono state realizzate in epoca romana. Di queste ne esistono diverse versioni, le quali non sono perfettamente identiche nei particolari. La caratteristica principale di questa scultura è che può essere vista come una sorta di "istantanea": l'atleta è raffigurato nel momento in cui il suo corpo, al massimo dell'energia potenziale, è prossimo a scagliare il disco.

giovedì 11 ottobre 2018

Parole d'Autore in Ore d'Orrore

Alcuni mesi fa abbiamo parlato delle "parole d'autore", ovvero dei neologismi riconducibili all'estro creativo o all'inventiva lessicale di una "persona nota", che così facendo crea un nuovo termine che entra a far parte del linguaggio comune o di terminologie specialistiche.
Se ricordate, anch'io sono l'onomaturgo (cioè il creatore) di una queste parole (e chissà mai che un giorno non entri nel dizionario...): si tratta di terpenioovvero “quel delicato profumo che accompagna il sopraggiungere di una sera di primavera”. Tra l'altro ho poi anche scritto un omonimo racconto sull'argomento (che intendo pubblicare all'interno di un futuro lavoro).
Ma in effetti già nel mio libro Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle avevo fatto qualcosa del genere. La parola era imbirichinire, usata nel significato di "rendere birichini, sbarazzini". La citazione completa, presa dal racconto Banshee, è questa: "Le diede un bacio e le accarezzò amorevolmente i capelli rossi, un retaggio, assieme alle efelidi che le imbirichinivano il viso, delle sue origini irlandesi."
Stessa cosa è avvenuta nel mio saggio Ore d'Orrore, dove sono presenti alcune parole d'autore di mia creazione per sopperire alla mancanza di specifici termini tecnici. Esaminiamole assieme al loro significato e utilizzo.

domenica 7 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (3/9): Cromia

Cromia, ovvero “colei che è colorata”, è la mia musa delle arti figurative e della recitazione; è l'ispiratrice e la protettrice degli artisti, sia che realizzino opere, sia che la loro arte sia espressa attraverso la parola recitata.

Arte
L'opera che mi sta suggerendo Cromia è Sfuggendo alla Critica di Pere Borrell del Caso (1874). Il dipinto rappresenta un esempio di trompe-l'œil, un genere pittorico che consiste nel dipingere un soggetto in maniera così realistica da riuscire a far sparire dalla vista la parete su cui è dipinto: sfruttando dei particolari espedienti (per esempio giocando sugli elementi prospettici), si riesce così a indurre nell'osservatore l'illusione di stare guardando degli oggetti reali e tridimensionali, mentre in realtà sono dipinti su di una superficie bidimensionale.

mercoledì 3 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (2/9): Sofia

Sofia, ovvero “colei che è sapiente”, è la mia musa della scienza e della cultura; è l'ispiratrice e la protettrice degli scienziati, nonché di tutti quelli che si adoperano perché venga riconosciuto il valore della sapienza e della cultura.

Arte
Per l'arte Sofia non intende certo smentirsi e ha perciò deciso di presentarvi un'opera sicuramente molto particolare, ovvero il Complesso CARD apoptosoma-pro-caspasi-9. La sua autrice è la Natura, perché in effetti si tratta della rappresentazione strutturale di una proteina: l'apoptosoma è un complesso necessario a indurre la morte programmata della cellula (apoptosi), dovuta a stress ossidativo. Questa proteina ha 7 domini identici che riproducono la forma di due stelle a sette punte a spirali concentriche, su cui si innesta una croce a sette bracci ripiegati. Notate l'elegante bellezza di questa struttura molecolare, perfetta nella sua geometrica specificità, fondamentale per il compito che deve svolgere. Come ho avuto modo di dire molte volte, c'è bellezza, perfezione e poesia nella Scienza.