domenica 20 dicembre 2020

Retrospettiva de La Piccola Magia del Quotidiano

Era da parecchio che non parlavo del mio ultimo libro, La Piccola Magia del Quotidiano, e così ho deciso di farlo in occasione dell'ultimo post prima della chiusura natalizia. Potremmo dire che questo è una sorta di backstage del processo creativo, ovvero il lavoro dietro i racconti che compongono il libro, il percorso che hanno fatto: in che modo sono nati, in quale occasione, la loro evoluzione, le strade a vicolo cieco, la risoluzione che ha portato alla loro versione definitiva.

martedì 15 dicembre 2020

Chimica for Dummies: Il Delirio Continua...

Torna ancora una volta in questi spazi, con un nuovo assurdo episodio, Chimica for Dummies, la rubrica più sconcertante, demenziale e ignorante di questo blog, dedicata alle cose più sceme dette e fatte dai miei studenti a lezione. Ma poi del resto anche ai loro interventi più spassosi... volontari o meno che siano. E come potrete constatare, nemmeno i colleghi docenti sono esenti da un tale delirio...

venerdì 11 dicembre 2020

Altri Aneddoti Musicali dalla A alla Z (parte III)

Terza e ultima parte di questo nuovo articolo alfabetico di curiosità musicali.

O come Oggetti. Negli anni Sessanta la band inglese Vernon Haddock's Jubilee Lovelies aveva scelto di utilizzare oggetti di uso quotidiano al posto di strumenti musicali più convenzionali, come si può sentire nel brano I Wish I Could Shimmy Like My Sister Kate. 

lunedì 7 dicembre 2020

Altri Aneddoti Musicali dalla A alla Z (parte II)

Seconda parte di questo nuovo articolo alfabetico di curiosità musicali.

G come Grateful Dead. Molti artisti hanno usato la partecipazione al Festival di Woodstock come trampolino di lancio per il successo. Non i Grateful Dead, la cui esperienza fu tremenda: suonarono infatti sotto una pioggia torrenziale, che causò continue scariche elettriche, tanto che Jerry Garcia e Bob Weir presero la scossa toccando le proprie chitarre.

giovedì 3 dicembre 2020

Altri Aneddoti Musicali dalla A alla Z (parte I)

Diverso tempo fa ho pubblicato un articolo in più parti che raccontava una serie di aneddoti sulla musica rock. Ovviamente le storie che si raccontano sui grandi musicisti sono innumerevoli, tant'è che poi ho bissato con un ulteriore articolo, sempre in più parti, dedicato ai soli Pink Floyd. C'erano però altri aneddoti che ho dovuto lasciar fuori; così ho deciso di rimediare con questa nuova serie, sempre nel solito format alfabetico.

A come Amarok. Alla fine degli anni ’80 Mike Oldfield era ai ferri corti con la Virgin Records, che gli chiedeva un seguito del disco Tubular Bells e pure un singolo di successo. Per ripicca scelse per il nuovo album il titolo di Amarok (che in lingua inuit significa “lupo”), e orchestrò la composizione in modo che fosse impossibile estrarne un singolo. Si tratta di un unico brano lungo 60 minuti, per la maggior parte strumentale, in cui si cambia di continuo strumenti, genere, tempo, ritmo, stile; si alternano brevi passaggi acustici, elettrici, flamenco, country, folk, canti e percussioni africane, voci, effetti sonori. In questo disco Oldfield suona una cinquantina di strumenti diversi, tra chitarre, tastiere e percussioni varie. A un certo punto si sente anche una trasmissione in codice Morse in cui manda al diavolo Richard Branson, il fondatore della Virgin.