sabato 18 luglio 2020

Una Pace Vigile, Toccando Ferro. Chiusura Estiva

Siamo così arrivati all'ultimo post prima della consueta chiusura estiva del blog. Dopo quattro mesi di fermo dovuti all'emergenza sanitaria, da lunedì riprenderò a far lezione al corso estivo. Ecco allora la chiavetta USB, la bacchetta telescopica, i modellini molecolari e le provette, che fino a oggi hanno giaciuto inutilizzati. Ma soprattutto è bello tornare a lavorare e rivedere studenti e colleghi, che in questi mesi mi sono mancati. Ovviamente ci sono delle disposizioni di sicurezza a cui attenersi, di cui racconterò magari a settembre; anche se si sta gradualmente tornando alla consuetudine, questo rimane un periodo di pace vigile: non si esclude un eventuale peggioramento della situazione e un conseguente ritorno alla didattica a distanza. Perciò diciamo pure: "tocchiamo ferro". A proposito: da dove nasce quest'espressione?
Anticamente si credeva che questo metallo proteggesse dalla forze del male. Era credenza che inchiodare un ferro di cavallo alla porta allontanasse gli spiriti maligni, che circondare un cimitero con una recinzione di ferro tenesse dentro le anime dei morti, che seppellire un coltello sotto l'ingresso di casa impedisse alle streghe di entrare. In Scandinavia si lasciavano oggetti di ferro vicino alle culle per evitare che gli spiritelli scambiassero il neonato con i loro. Nei paesi slavi si mettevano oggetti di ferro nelle tombe per evitare che i morti risorgessero come vampiri. Nel folklore gaelico il ferro era l'unica cosa a poter uccidere le fate: un pugnale o delle forbici potevano salvare dalla baobhan sith, di cui si raccontava in Scozia, che aveva le sembianze di una donna bellissima, ma al posto dei piedi zoccoli di cervo, tenuti nascosti sotto al vestito, sempre di colore verde, e che in realtà era un non-morto assetato di sangue. Un coltello permetteva di sfuggire ad Aisha Kandisha, un jinn di cui si raccontava in Marocco, che appariva come una bellissima donna, ma al posto della gambe aveva zampe di capra o di cammello, tenute nascoste, e seduceva gli uomini per poi ucciderli. Per tenere lontane le masche, le streghe della tradizione piemontese, si usava anche il ferro.
E a conclusione di questa stagione del blog, ancora un Viaggio Multimodale, stavolta dedicato al mio ultimo libro, La Piccola Magia del Quotidiano.

lunedì 13 luglio 2020

Chimica for Dummies! La Leggenda Continua...

Torna con un nuovo episodio la rubrica più assurda, demenziale e ignorante di questo blog: Chimica for Dummies! Come ormai saprete, questo appuntamento è dedicato alle cose più sceme che negli anni hanno detto e fatto i miei studenti a lezione, oltre a quelle dei colleghi e le cose che mi capita di leggere in giro. Insomma, tutte quelle cose che causano un turbamento nella Forza. E così la leggenda continua...

martedì 7 luglio 2020

I Chimici tra Supereroi e Supercriminali

Ci sono molti personaggi delle opere di fantasia che sono dei chimici. Ma questo sembra poco noto, forse perché non sono immediatamente riconoscibili in questo senso, cioè divenuti celebri per essere dei chimici. A volte sono chimici dilettanti, rispetto alla loro occupazione principale: per esempio in Sherlock Holmes, già dalla sua prima apparizione, si vede il suo profondo legame con la Chimica; oppure il Dottor Jekyll e la sua pozione. In questo post vedremo quali personaggi sono dei chimici, alcuni molto conosciuti, altri certamente di meno. E se alcuni hanno usato i loro talenti per diventare dei supereroi, altri invece sono divenuti dei supercriminali.

mercoledì 1 luglio 2020

Chimica Sociologica

Nelle relazioni che instauriamo con gli altri esiste una giusta distanza per stabilire rapporti reciprocamente vantaggiosi: come porcospini quando arriva l'inverno, se troppo distanti rischiamo di morire di freddo, se troppo vicini finiamo col pungerci l'un l'altro. E lo stesso per gli atomi: troppo lontani sarebbero isolati, quindi meno stabili, mentre troppo vicini si respingerebbero per repulsione elettrostatica. Perciò devono mantenere tra loro una distanza ottimale, che porta al legame chimico e alla formazione della molecola, in modo da raggiungere una maggiore stabilità. La prossimità è quindi uno dei fattori-chiave per stabilire relazioni, chimiche o interpersonali che siano. L'altro è la compatibilità: è più facile trovare un'intesa con quelli con cui si ha familiarità e che ci assomigliano, ma si deve comunque risultare l'un l'altro compatibili: bisogna trovare nell'altro ciò che a noi manca, perché l'unione migliore è data dalla combinazione di caratteristiche complementari. E questo vale tanto per le persone, quanto per gli atomi, che devono colmare le proprie lacune elettroniche per divenire stabili.