martedì 7 luglio 2020

I Chimici tra Supereroi e Supercriminali

Ci sono molti personaggi delle opere di fantasia che sono dei chimici. Ma questo sembra poco noto, forse perché non sono immediatamente riconoscibili in questo senso, cioè divenuti celebri per essere dei chimici. A volte sono chimici dilettanti, rispetto alla loro occupazione principale: per esempio in Sherlock Holmes, già dalla sua prima apparizione, si vede il suo profondo legame con la Chimica; oppure il Dottor Jekyll e la sua pozione. In questo post vedremo quali personaggi sono dei chimici, alcuni molto conosciuti, altri certamente di meno. E se alcuni hanno usato i loro talenti per diventare dei supereroi, altri invece sono divenuti dei supercriminali.

mercoledì 1 luglio 2020

Chimica Sociologica

Nelle relazioni che instauriamo con gli altri esiste una giusta distanza per stabilire rapporti reciprocamente vantaggiosi: come porcospini quando arriva l'inverno, se troppo distanti rischiamo di morire di freddo, se troppo vicini finiamo col pungerci l'un l'altro. E lo stesso per gli atomi: troppo lontani sarebbero isolati, quindi meno stabili, mentre troppo vicini si respingerebbero per repulsione elettrostatica. Perciò devono mantenere tra loro una distanza ottimale, che porta al legame chimico e alla formazione della molecola, in modo da raggiungere una maggiore stabilità. La prossimità è quindi uno dei fattori-chiave per stabilire relazioni, chimiche o interpersonali che siano. L'altro è la compatibilità: è più facile trovare un'intesa con quelli con cui si ha familiarità e che ci assomigliano, ma si deve comunque risultare l'un l'altro compatibili: bisogna trovare nell'altro ciò che a noi manca, perché l'unione migliore è data dalla combinazione di caratteristiche complementari. E questo vale tanto per le persone, quanto per gli atomi, che devono colmare le proprie lacune elettroniche per divenire stabili.

mercoledì 24 giugno 2020

Viaggio Multimodale nel Quotidiano

Con questo ultimo post, che esce nel giorno del mio compleanno, si conclude la "serie del quotidiano" che ci ha accompagnato nelle ultime settimane. Come avrà capito chi l'ha seguita, per comprenderne il significato bisognava leggerla nella sua interezza, così da averne il quadro complessivo. Questa serie di post è però andata abbastanza lontano dalla sua origine: nei racconti del mio libro si ritrova piuttosto la semplice quotidianità, dietro un velo di umorismo, data dall'incrociarsi delle vite dei personaggi che vivono all'ombra della Mole. Le piccole cose di tutti i giorni, quelle che con fatica stiamo cercando di recuperare dopo il difficile periodo dei mesi passati. Perciò, a ideale conclusione di questo percorso, ho pensato a un'ulteriore riproposizione dei miei Viaggi Multimodali. Nelle opere che ho scelto per i quattro modi del viaggio ho potuto ritrovare un'eco di continuità coi racconti del mio libro, quel piacere speciale che si ritrova nelle piccole semplicità della vita quotidiana.

venerdì 19 giugno 2020

Il Complottismo del Quotidiano (parte II)

Possiamo suddividere le persone in tre categorie: i realisti, i complottisti e i confusi. A queste poi ne aggiungeremo una quarta.
I realisti sono individui con una visione certa e definita della realtà, data da conoscenze appurabili, che non sfocia in idee fantasiose, indimostrabili o che vanno contro la logica e il buon senso. Costituiscono la maggior parte della popolazione.
I complottisti sono un ristretto numero di individui che non crede a quanto detto “ufficialmente”, critici verso l'opinione pubblica e le spiegazioni date di un certo fenomeno o evento. Ne sostengono invece risposte alternative, di cui però non possiedono nè forniscono a sostegno dimostrazioni scientificamente ineccepibili o fatti verificabili (spesso senza porsi il problema o disinteressandosene); oppure che le spiegazioni le inventano di sana pianta, andando contro la logica o conoscenze scientifiche, talvolta mettendo in campo credenze pseudoscientifiche o mistico/religiose.

domenica 14 giugno 2020

Il Complottismo del Quotidiano (parte I)

«È inutile provare a rispondere a un complottista: negherà persino le prove e le dimostrazioni che gli dai. Prendi il terrapiattismo. Ci sono le foto della Terra fatte dallo spazio, no? Sono sufficienti a dire che la Terra non è piatta, o sbaglio? E invece no, perché secondo loro sono state manipolate. Partono con la convinzione di avere ragione e se dimostri il contrario, ti dicono che le tue prove non hanno valore, perché sono contraffatte. Guai poi a dare dimostrazioni scientifiche: sei stato “indottrinato dal sistema”.»