lunedì 12 novembre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (9/9): Calamatia

Calamatia, ovvero “colei che guarda al bene”, è la mia musa dell’etica e della teoretica; è l'ispiratrice e la protettrice di tutti quelli che hanno nobili ideali e cercano di elevare lo spirito dell'Uomo.

Arte
Per l'arte Calamatia mi sta suggerendo di parlarvi del dipinto Guernica di Pablo Picasso. Il quadro venne ispirato dal devastante bombardamento della città di Guernica da parte dall'aviazione tedesca col supporto di quella italiana, avvenuto il 26 aprile 1937 durante la guerra civile spagnola. Quando i comandanti nazisti videro l'opera, chiesero perplessi a Picasso: "L'ha fatto lei questo?" e il pittore spagnolo rispose loro: "No, l'avete fatto voi."


giovedì 8 novembre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (8/9): Fisifila

Fisifila, ovvero “colei che ama la natura”, è la mia musa dell’amore per l’ambiente e la natura; è l'ispiratrice e la protettrice di tutti quelli che hanno a cuore e cercano di preservare l'ambiente e la vita sul nostro pianeta, un equilibrio così bello, ma anche tanto delicato.

Arte
Per l'arte Fisifila va a colpo sicuro indicandomi La Primavera, opera del pittore rinascimentale Sandro Botticelli. Nel dipinto sono presenti diversi personaggi; secondo una teoria ampiamente condivisa, l'opera va letta da destra verso sinistra. Zefiro, vento di sud-ovest e di primavera, rapisce la ninfa Clori e la mette incinta; così ella rinasce trasformata in Flora, la personificazione della primavera (alla sua sinistra). Al centro c'è Venere, sopra di lei vola Cupido, mentre alla sua sinistra si trovano le tre Grazie. Ancora più a sinistra si vede Mercurio, che col caduceo scaccia le nubi per preservare un'eterna primavera.


domenica 4 novembre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (7/9): Oloschesi

Oloschesi, ovvero “colei che si relaziona col tutto”, è la mia musa dei rapporti umani e della comunicazione; è l'ispiratrice e la protettrice di comunicatori e divulgatori, nonché di tutti quelli che veicolano conoscenze, informazioni e notizie, compresi anche i blogger.

Arte
Per l'arte Oloschesi mi sta suggerendo il dipinto Le Départ (1931), realizzato nell'inconfondibile ed elegante stile che caratterizza le opere della pittrice polacca Tamara de Lempicka. 
Tra i due personaggi raffigurati c'è tutto un mondo di non-detto, ma che viene comunque comunicato sia tra di loro che a noi, attraverso gli sguardi che si lanciano reciprocamante, coi loro gesti di contatto corporeo (aptica), col loro modo di stare vicini (prossemica). Questo quadro parla senza voce: comunica non-verbalmente.

lunedì 29 ottobre 2018

La Stregoneria in Italia

Il termine strega viene dal latino striga, correlato a stryx, che significa “uccello notturno, barbagianni”, che a sua volta viene da stridere, cioè “lanciare urla”. Anticamente il barbagianni era ritenuto uccello di malaugurio e si credeva che di notte attaccasse le capre per succhiare loro il sangue: il vampirismo è infatti una caratteristica sovente associata alle streghe. Una credenza simile parlava invece del caprimulgo, uccello conosciuto, ancora più letteralmente, come succiacapre; nelle leggende nordamericane era ritenuto anche uno psicopompo. Interessante notare che queste caratteristiche maligne siano associate a degli uccelli, animali che condividono con la strega la capacità del volo. Non a caso in alcune tradizioni folkloristiche (per esempio quelle della Valtellina) le streghe si recavano al sabba proprio dopo essersi magicamente trasformate in caprimulghi.
Esistono anche numerosi altri termini con cui veniva indicata la strega. Uno di questi era lamia, proveniente dall'Antica Grecia, e che durante il Medioevo era utilizzato come suo sinonimo. Secondo la leggenda Lamia, colpevole di aver generato dei figli con Zeus, venne punita da Era, che le uccise quasi tutta la prole. Lacerata dal dolore, Lamia impazzì e prese a divorare bambini, a cui succhiava il sangue; il suo aspetto divenne orrendo, ma era comunque capace di assumere sembianze gradevoli per attirare uomini e nutrirsi di loro. Molte credenze sulle streghe (tra cui per esempio quelle relative al sale) vengono da questa figura. Secondo un'antica interpretazione l'origine del nome Lamia viene fatta risalire a Lamassu, un demone assiro in seguito identificato con Lilith. Questo a sua volta era una sorta di demone-vampiro femminile appartenente alla religione mesopotamica (e ripreso anche nella tradizione ebraica), che in tempi successivi divenne la "dea" delle streghe. 
Un altro termine è masca, che compare in innumerevoli varianti. Di etimologia incerta (forse dal provenzale mascar, cioè "borbottare", inteso nel recitare incantesimi), c'è chi si spinge a vedere in esso una correlazione con la parola "maga". Comunque è quasi certo che ne sia derivata la parola "maschera", intesa come un qualcosa usato per mettere paura, esattamente come le storie sulle streghe. Ovviamente non si può che evidenziare la connessione esistente tra le maschere e Halloween, la notte delle streghe.
Altri termini ancora sono strolega, che deriva da "astrologa",  e poi ianara, che si ritiene venga o da Diana, divinità associata alle streghe, oppure dal latino ianua, cioè "porta" (termine invece correlato al dio Giano), il che spiegherebbe le molte superstizioni relative alla porta per proteggere la propria abitazione dalle streghe. 
A questo proposito il folklore italiano è particolarmente ricco, tanto che ogni regione ha modi diversi di riferirsi alle streghe. Passando da zona a zona non sempre queste figure sono perfettamente sovrapponibili, ci sono caratteristiche ricorrenti, ma ognuna di esse ha delle particolarità che contraddistinguono le une dalle altre. Bisogna poi aggiungere che la strega non è sempre ritenuta malvagia, ma spesso all'interno della comunità svolgeva il ruolo di guaritrice oppure si occupava sia di lanciare che di togliere il malocchio. Inoltre, assieme all'immagine della strega vecchia e brutta, in alcune tradizioni è anche presente quella della fattucchiera giovane e ammaliante.
In tabella sono riportati i modi in cui viene chiamata la strega nelle diverse zone d'Italia.

giovedì 25 ottobre 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Mie Muse (6/9): Empatia

Empatia, ovvero “colei che soffre dentro”, è la mia musa dell’interiorità e dei sentimenti; è l'ispiratrice e la protettrice di psicologi e terapeuti, nonché di tutti quelli che si occupano di aiutare gli altri a vivere con maggior serenità la vita.

Arte
Per quanto  riguarda l'arte Empatia mi suggerisce di parlarvi del quadro di Nigel Van Wieck Q Train (1990). L'opera è stata realizzata utilizzando come tecnica pittorica i pastelli, il che contribuisce a dargli un'atmosfera soffusa e malinconica. I lavori di Van Wieck sono stati spesso accostati a quelli di Edward Hopper, sia per lo stile che per le tematiche di tristezza e solitudine trattate.