sabato 15 giugno 2019

Il Secondo Nome degli Elementi

Alcuni elementi chimici hanno un nome alternativo. Il caso più celebre è quello del tungsteno, che è anche noto come wolframio; personalmente lo chiamo tungsteno quando è nello stato metallico, mentre quando è in un composto uso wolframio. Non è però l’unico: il lutezio in Germania viene chiamato cassiopio, mentre il niobio in America è conosciuto come columbio. Per l'elemento 105, il dubnio, era stato inizialmente proposto il nome hahnio, per cui è conosciuto anche in questo modo. Per l'elemento 104 sorse una disputa su quale nome scegliere tra rutherfordio e kurchatovio; alla fine vinse il primo, ma a volte si trova il secondo con tanto di simbolo chimico Ku. Fino al XIX secolo il berillio era anche noto come glucinio, perché di sapore dolce (però è tossico, anche se non per ingestione). Anticamente il mercurio era conosciuto da alchimisti e poeti come "argento vivo" o idrargirio, che deriva dal greco hydrargyros, cioè "acqua d'argento", e ha dato origine al suo simbolo chimico (Hg). L'azoto un tempo era noto anche come nitrogeno, nome caduto ormai in disuso, ma ne è sopravvissuta la radice nitro- in molti composti (per esempio la nitroglicerina). 

martedì 11 giugno 2019

Le Parole Macedonia

Una parola macedonia è un neologismo formato dalla fusione di due parole diverse che il più delle volte hanno un segmento in comune, ottenuto per sincrasi (fusione di due elementi). Il termine è stato introdotto dal filologo Bruno Migliorini: la parola macedonia denota formazioni che risultano da “una o più parole maciullate che sono state messe insieme con una parola intatta”. In inglese il termine corrispondente è portmanteau word, che in francese indicava una grossa valigia da viaggio con due scompartimenti; tale espressione è stata usata per la prima volta da Lewis Carroll nel romanzo Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi Trovò.
Ci sono numerosi esempi di queste parole, tra cui: cantautore, informatica, mandarancio, metalmeccanico, palaghiaccio, videofonino. Anche in Chimica molti termini possono essere considerati parole macedonia, specie nell'ambito della nomenclatura, in quanto il loro meccanismo di formazione è similare, oltre che nel nome di molti farmaci; alcuni esempi sono idrocarburo, elettroanalitica, tensioattivo. Di seguito degli altri esempi interessanti.

martedì 4 giugno 2019

Viaggio Multimodale attorno a Me Stesso

Ho riproposto diverse volte i miei Viaggi Multimodali; per esempio l'anno scorso il Viaggio Multimodale dentro Me Stesso è divenuto un piccolo meme ed è stato riproposto anche da altri blogger. Questo viaggio sarà in qualche modo simile, ma stavolta non sarà diretto dentro di noi, bensì attorno a noi: l'idea è di raccontare degli episodi della propria vita legati ai modi del viaggio. Se poi il gioco vi piace, potrebbe essere un'idea che potreste replicare.

giovedì 30 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (parte III)

"I chimici sono una strana classe di mortali, spinti da un impulso quasi folle a cercare i loro piaceri tra fumo e vapore, fuliggine e fiamme, veleni e povertà; eppure tra tutti questi mali mi sembra di vivere così dolcemente che potrei morire se dovessi cambiare posto con il re persiano." 
(Johann Joachim Becher)

P come Pauling. Linus Pauling (1901-1994) assieme ad altri chimici teorici ha elaborato la teoria del legame di valenza, cosa che gli è valsa nel 1954 il premio Nobel per la Chimica; ha introdotto il concetto di elettronegatività (capacità di un elemento di attrarre elettroni di legame); ha elaborato la teoria del complesso attivato, alla base dei meccanismi di reazione; assieme a Corey ha teorizzato le strutture ad a-elica e a foglietto ripiegato-b delle proteine (sequenze ordinate di amminoacidi che nella struttura assumono una determinata disposizione spaziale ricorrente). Nel 1962 è stato insignito anche del premio Nobel per la Pace, per il suo attivismo per il disarmo nucleare e la cessazione dei test atomici. Oltre a Pauling hanno ricevuto due volte il premio Nobel: il fisico John Bardeen (fisica e fisica), il chimico Marie Curie (fisica e chimica) e il biochimico Frederick Sanger (chimica e chimica); come si può notare, tre su quattro erano dei chimici.

sabato 25 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (parte II)

"Un laboratorio pulito e in ordine significa un chimico pigro." 
(Jöns Jacob Berzelius)

G come Grignard. Victor Grignard (1871-1935), grazie ai reattivi organo-magnesiaci che portano il suo nome, ha raddoppiato le potenzialità di sintesi del carbonio; per questa ragione nel 1912 è stato insignito del premio Nobel per la Chimica. Grignard fu un anche un “chimico di guerra”. Durante la Prima Guerra Mondiale Fritz Haber (che nel 1918 avrebbe vinto il Nobel per la Chimica per la sintesi dell'ammoniaca) convinse lo Stato Maggiore dell’esercito tedesco a usare sul fronte orientale gas tossici (cloro, arsine, iprite) contro il nemico. I russi risposero con l'invenzione del chimico Nikolaj Zelinskij (1861-1935): la prima maschera antigas realmente efficace. L'insuccesso dell'operazione fece quindi decidere di spostare la guerra chimica sul fronte occidentale. La risposta francese, guidata da Grignard, fu un altro terrificante gas venefico: il fosfgene. La Prima Guerra Mondiale divenne la guerra dei chimici, vedendo contrapposti sui vari fronti di battaglia da una parte Haber, dall'altra Zelinskij, dall'altra ancora Grignard.

H come (van) Houten. I chimici olandesi Casparus (1770-1858) e Coenraad van Houten (1801-1887), rispettivamente padre e figlio, sono gli inventori del cioccolato così come lo conosciamo, in quanto molto diverso dalla bevanda amara in uso presso le popolazioni amerinde. Van Houten padre aveva ideato un metodo per rimuovere dai semi di cacao la maggior parte del burro di cacao, ottenendo così il cacao in polvere; per migliorarne la capacità di mescolarsi con dei liquidi, il figlio aveva preso a trattarlo con sali alcalini (processo "dutching"), conferendo in questo modo al prodotto finale un colore scuro e un sapore più delicato (cioccolato olandese). I cioccolatai potevano aggiungere a piacimento al cioccolato il burro di cacao per ottenere un prodotto più cremoso e malleabile, così da essere modellato in barrette e tavolette.