sabato 20 luglio 2019

Viaggio Multimodale sulla Luna

"Luna. Astro supremo del sogno e del mistero, fiaccola destinata a illuminare le notti terrestri." (Camille Flammarion)

Mentre sono al mare per una breve vacanza, vi lascio questo post, che ho voluto pubblicare in quanto oggi ricorre il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna. E il modo migliore mi è sembrato con uno dei miei Viaggi Multimodali...
Ci sono poi quei complottisti che sostengono che l'allunaggio in realtà non è mai avvenuto e che le immagini dello sbarco sono una finzione girata dal regista Stanley Kubrick. L'origine di questa bufala è dovuta a uno scherzo: nel 2002 il regista William Karel ha diretto Opération Lune, un mockumentary (un film o uno show televisivo che presenta fatti immaginari in forma di un documentario fittizio), in cui viene detto in delle finte interviste che Stanley Kubrick, dopo aver diretto 2001 - Odissea nello Spazio, è stato reclutato dalla NASA per girare un filmato di un finto allunaggio.

Arte
L'autore dell'opera che ho scelto come contributo artistico è la Natura: quella a destra è un'immagine della Luna durante l'eclissi del 27 luglio 2018, che ho seguito dalla collina di Moncalieri (l'immagine invece è stata scattata a Oria, Brindisi). In quel momento Marte si trovava anche nell'orbita più vicina alla Terra, un evento che si verifica una volta ogni 25mila anni. Tra l'altro l'eclisse si era verificata con il concomitante fenomeno astronomico della luna rossa, che è dovuto alla diffusione di Rayleigh. La legge di Rayleigh indica che vengono maggiormente diffuse le basse lunghezze d'onda della luce, che è il motivo per cui il cielo è blu (e non è viola perché l'occhio umano ha difficoltà a percepire tale colore); in particolari condizioni, dovute alla posizione degli oggetti, ovvero per l'angolazione dei raggi solari, vengono invece diffuse di più le frequenze del rosso, che è il motivo del colore del cielo all'alba e al tramonto, oltre che della luna rossa.

Letteratura 
Come contributo letterario scelgo il racconto di Arthur C. Clarke Il Cane Lunare. Un uomo che lavora in un osservatorio astronomico ha adottato Laika, una cagnetta randagia, e l'animale una notte lo salva da un terremoto mettendosi a guaire. Da quel momento i due diventano inseparabili. L'uomo però deve partire per una missione scientifica sulla Luna, e d è costretto a lasciare la cagnetta a degli amici. Il povero animale, distrutto dal dolore, dopo breve tempo muore. Cinque anni dopo l'uomo riesce a sopravvivere per miracolo a un lunamoto improvviso, riuscendo a premere l'allarme per salvare il resto della base. Forse è stato il ricordo dell'amore disinteressato di quella cagnetta a salvarlo ancora una volta, dandogli appena in tempo il salvifico preavviso.

Cinema
Come contributo cinematografico ho scelto una celebre pellicola del cinema muto, ovvero Viaggio nella Luna (1902), liberamente ispirata alle opere di Jules Verne e H.G. Wells, nonché considerato il primo film di fantascienza della storia. Una scena di questo film è entrata a far parte dell'immaginario collettivo: al momento dell'atterraggio la navicella spaziale si schianta nell'occhio della Luna, rappresentato come un volto umano, che si lamenta per il dolore. 

Musica 
E per concludere con un contributo musicale non potevano mancare i Pink Floyd con Brain Damage/Eclipse, tratta dal disco The Dark Side of the Moon (1973), che racconta di tutte quelle cose che ci fanno impazzire, portandoci sul lato oscuro della luna, metafora di tutte le follie, le stranezze e i misteri del nostro essere umani.

lunedì 15 luglio 2019

Euchema

Negli ultimi due anni ho dedicato diversi articoli del blog a parole dalle caratteristiche etimologiche interessanti o curiose: ho scritto dei post sulle parole intraducibili in italiano, le parole deonomastiche, le parole d’autore, le parole macedonia. Alcuni termini non hanno trovato spazio in quei post, perciò ho deciso di rimediare.

giovedì 11 luglio 2019

La Fisica Birichina di Star Wars

Ah, Guerre Stellari. Ne sono appassionato dal 1997, quando da ragazzino vidi al cinema per la prima volta la trilogia originale. Poi al liceo vidi la trilogia prequel. E ora che sono adulto stanno facendo la trilogia sequel e la trilogia spin-off. Il fatto è che vuoi che nei film di oggi è raro trovare quella magia di una volta, vuoi che con gli anni ho un po’ perso il disincanto del fanciullo, vuoi che l’essere diventato un insegnante di scienze e aver scritto 5 libri di racconti, un romanzo, un saggio antropologico e uno stupidario… Insomma mi sento meno propenso a tollerare le incongruenze scientifiche e di trama. Sono consapevole che questo post mi attirerà le ira di mezza galassia... Ma che diavolo! Eccolo a voi.

domenica 7 luglio 2019

Film e i Libri da cui Sono Tratti

Ammettiamolo: spesso i film tratti da dei libri sono inferiori rispetto all’opera originale. In alcuni casi (mi vengono in mente Stand by Me Il Signore degli Anelli) viene comunque fatto un ottimo lavoro. Ci sono però anche dei casi contrari, dove il film riesce a essere migliore del libro da cui è tratto. Ovviamente c'è da tenere conto del fatto che nel mio giudizio sono influenzato dal fatto di aver visto prima il film e poi aver letto il romanzo corrispondente.

2022 - I Sopravvissuti
Nel 2022 la Terra è devastata dall'inquinamento e dalla sovrappopolazione: New York è diventata un formicaio umano dove vivono 40 milioni di persone, ammassate le une alle altre. Il cibo è diventato un bene di lusso, con prezzi accessibili solo ai più ricchi: per tutti gli altri c'è il Soylent, gallette proteiche a buon mercato prodotte con soia e lenticchie. Thorn è un poliziotto che indaga sulla morte di Simonson, un dirigente della Soylent che stava per fare una sconvolgente rivelazione sul loro ultimo prodotto, il Soylent Green.
Il film è tratto dal romanzo Largo! Largo! di Harry Harrison, in cui non è presente il soylent green, che dà il titolo originale alla pellicola e ne rappresenta lo sconvolgente colpo di scena finale.

mercoledì 3 luglio 2019

Chimica for Lovers #4: Universo

Nuovo episodio della rubrica dedicata alle domande più interessanti dei miei studenti; questa volta però usciremo dall'ambito più strettamente chimico.
In una lezione stavamo discutendo del numero di stelle nell’universo. Gli studenti si dividono in genere in due fazioni: quelli che pensano che “le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni..." [sic] e quelli che pensano siano infinite. A questi ultimi rispondo che “l’infinito non è un numero, ma una "tendenza": si tende a infinito, mentre nell’universo ci deve essere un numero finito di stelle.” La materia deve per forza essere finita, altrimenti la massa complessiva di tutto quanto sarebbe infinita... e questo da un punto di vista fisico genererebbe dei paradossi alquanto bizzarri.
Allora una volta una studentessa mi ha chiesto: “Ma l’universo non è infinito?”

domenica 30 giugno 2019

Chimica for Dummies... Colpisce Ancora!

Dopo tantissimo tempo torna con un nuovo episodio Chimica for Dummies, la rubrica più demenziale di questo blog, che raccoglie le cretinate che hanno detto a lezione i miei studenti, e che poi è persino diventata un libro, Il Chemostupidario. 
Dopo la sua pubblicazione ho avuto modo di raccogliere ulteriore materiale, che vi propongo in questo post. 

lunedì 24 giugno 2019

Io dalla A alla Z

Oggi è il mio compleanno, per cui ho deciso di pubblicare un post speciale, che riguardasse proprio me nello specifico. Il gioco consiste (se poi qualcuno di voi volesse replicarlo a sua volta nel proprio blog) nel raccontare qualcosa di sé in una delle modalità più classiche di questo blog, ovvero quella alfabetica.


giovedì 20 giugno 2019

Sciogliere: la Chimica, le Biologhe e l'Italiano

Una volta una mia collega che insegna Biologia, origliando la lezione della collega di Fisica, era rimasta perplessa da ciò che aveva sentito.
“Ma le ho appena sentito dire che «il ghiaccio si scioglie»!”
“Beh, mica è sbagliato” le dissi io. "Si può dire."
“Scusami, ma mi hanno sempre fatto una testa così con «il ghiaccio fonde»”
“OK, in effetti sarebbe più appropriato – essendo anche una lezione di Fisica – dire «il ghiaccio fonde» piuttosto che «si scioglie». Però, vedi, io da chimico sono più abituato a dire «liquefà».”

sabato 15 giugno 2019

Il Secondo Nome degli Elementi

Alcuni elementi chimici hanno un nome alternativo. Il caso più celebre è quello del tungsteno, che è anche noto come wolframio; personalmente lo chiamo tungsteno quando è nello stato metallico, mentre quando è in un composto uso wolframio. Non è però l’unico: il lutezio in Germania viene chiamato cassiopio, mentre il niobio in America è conosciuto come columbio. Per l'elemento 105, il dubnio, era stato inizialmente proposto il nome hahnio, per cui è conosciuto anche in questo modo. Per l'elemento 104 sorse una disputa su quale nome scegliere tra rutherfordio e kurchatovio; alla fine vinse il primo, ma a volte si trova il secondo con tanto di simbolo chimico Ku. Fino al XIX secolo il berillio era anche noto come glucinio, perché di sapore dolce (però è tossico, anche se non per ingestione). Anticamente il mercurio era conosciuto da alchimisti e poeti come "argento vivo" o idrargirio, che deriva dal greco hydrargyros, cioè "acqua d'argento", e ha dato origine al suo simbolo chimico (Hg). L'azoto un tempo era noto anche come nitrogeno, nome caduto ormai in disuso, ma ne è sopravvissuta la radice nitro- in molti composti (per esempio la nitroglicerina). 

martedì 11 giugno 2019

Le Parole Macedonia

Una parola macedonia è un neologismo formato dalla fusione di due parole diverse che il più delle volte hanno un segmento in comune, ottenuto per sincrasi (fusione di due elementi). Il termine è stato introdotto dal filologo Bruno Migliorini: la parola macedonia denota formazioni che risultano da “una o più parole maciullate che sono state messe insieme con una parola intatta”. In inglese il termine corrispondente è portmanteau word, che in francese indicava una grossa valigia da viaggio con due scompartimenti; tale espressione è stata usata per la prima volta da Lewis Carroll nel romanzo Attraverso lo Specchio e quel che Alice vi Trovò.
Ci sono numerosi esempi di queste parole, tra cui: cantautore, informatica, mandarancio, metalmeccanico, palaghiaccio, videofonino. Anche in Chimica molti termini possono essere considerati parole macedonia, specie nell'ambito della nomenclatura, in quanto il loro meccanismo di formazione è similare, oltre che nel nome di molti farmaci; alcuni esempi sono idrocarburo, elettroanalitica, tensioattivo. Di seguito degli altri esempi interessanti.

martedì 4 giugno 2019

Viaggio Multimodale attorno a Me Stesso

Ho riproposto diverse volte i miei Viaggi Multimodali; per esempio l'anno scorso il Viaggio Multimodale dentro Me Stesso è divenuto un piccolo meme ed è stato riproposto anche da altri blogger. Questo viaggio sarà in qualche modo simile, ma stavolta non sarà diretto dentro di noi, bensì attorno a noi: l'idea è di raccontare degli episodi della propria vita legati ai modi del viaggio. Se poi il gioco vi piace, potrebbe essere un'idea che potreste replicare.

giovedì 30 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (parte III)

"I chimici sono una strana classe di mortali, spinti da un impulso quasi folle a cercare i loro piaceri tra fumo e vapore, fuliggine e fiamme, veleni e povertà; eppure tra tutti questi mali mi sembra di vivere così dolcemente che potrei morire se dovessi cambiare posto con il re persiano." 
(Johann Joachim Becher)

P come Pauling. Linus Pauling (1901-1994) assieme ad altri chimici teorici ha elaborato la teoria del legame di valenza, cosa che gli è valsa nel 1954 il premio Nobel per la Chimica; ha introdotto il concetto di elettronegatività (capacità di un elemento di attrarre elettroni di legame); ha elaborato la teoria del complesso attivato, alla base dei meccanismi di reazione; assieme a Corey ha teorizzato le strutture ad a-elica e a foglietto ripiegato-b delle proteine (sequenze ordinate di amminoacidi che nella struttura assumono una determinata disposizione spaziale ricorrente). Nel 1962 è stato insignito anche del premio Nobel per la Pace, per il suo attivismo per il disarmo nucleare e la cessazione dei test atomici. Oltre a Pauling hanno ricevuto due volte il premio Nobel: il fisico John Bardeen (fisica e fisica), il chimico Marie Curie (fisica e chimica) e il biochimico Frederick Sanger (chimica e chimica); come si può notare, tre su quattro erano dei chimici.

sabato 25 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (parte II)

"Un laboratorio pulito e in ordine significa un chimico pigro." 
(Jöns Jacob Berzelius)

G come Grignard. Victor Grignard (1871-1935), grazie ai reattivi organo-magnesiaci che portano il suo nome, ha raddoppiato le potenzialità di sintesi del carbonio; per questa ragione nel 1912 è stato insignito del premio Nobel per la Chimica. Grignard fu un anche un “chimico di guerra”. Durante la Prima Guerra Mondiale Fritz Haber (che nel 1918 avrebbe vinto il Nobel per la Chimica per la sintesi dell'ammoniaca) convinse lo Stato Maggiore dell’esercito tedesco a usare sul fronte orientale gas tossici (cloro, arsine, iprite) contro il nemico. I russi risposero con l'invenzione del chimico Nikolaj Zelinskij (1861-1935): la prima maschera antigas realmente efficace. L'insuccesso dell'operazione fece quindi decidere di spostare la guerra chimica sul fronte occidentale. La risposta francese, guidata da Grignard, fu un altro terrificante gas venefico: il fosfgene. La Prima Guerra Mondiale divenne la guerra dei chimici, vedendo contrapposti sui vari fronti di battaglia da una parte Haber, dall'altra Zelinskij, dall'altra ancora Grignard.

H come (van) Houten. I chimici olandesi Casparus (1770-1858) e Coenraad van Houten (1801-1887), rispettivamente padre e figlio, sono gli inventori del cioccolato così come lo conosciamo, in quanto molto diverso dalla bevanda amara in uso presso le popolazioni amerinde. Van Houten padre aveva ideato un metodo per rimuovere dai semi di cacao la maggior parte del burro di cacao, ottenendo così il cacao in polvere; per migliorarne la capacità di mescolarsi con dei liquidi, il figlio aveva preso a trattarlo con sali alcalini (processo "dutching"), conferendo in questo modo al prodotto finale un colore scuro e un sapore più delicato (cioccolato olandese). I cioccolatai potevano aggiungere a piacimento al cioccolato il burro di cacao per ottenere un prodotto più cremoso e malleabile, così da essere modellato in barrette e tavolette.

lunedì 20 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (parte I)

"La chimica, a differenza di altre scienze, nacque originariamente da delusioni e superstizioni, e all'inizio fu esattamente alla pari con la magia e l'astrologia." (Thomas Thomson)

A come Avogadro. Nato a Torino da una nobile famiglia del Piemonte orientale, Amedeo Avogadro (1776-1856) era avvocato, ma poi decise di dedicarsi allo studio delle scienze, appassionandosi alla Chimica. Il suo più grande merito è l'intuizione della fondamentale costante che porta il suo nome, che indica che in una data quantità di una qualsiasi sostanza è contenuto sempre lo stesso numero di molecole.

B come Berthollet. Nella campagna d’Egitto (1799) Napoleone portò con sé anche degli scienziati, e tra di loro c'era anche il chimico Claude Berthollet (1748-1822), che in quell’occasione scoprì la reversibilità delle reazioni. Berthollet aveva notato che il natron (il carbonato di sodio, l’agente disidratante usato dagli antichi Egizi per la mummificazione) si formava nelle pozze di acqua salmastra (quindi contenenti sale) su depositi calcarei (cioè carbonato di calcio): ovvero avveniva la reazione opposta a quella con cui in laboratorio si preparava il carbonato di calcio. Berthollet dedusse quindi che erano le quantità delle varie specie a determinare la direzione di una reazione chimica. Nel 1884 questa intuizione sarebbe divenuta il “principio di Le Châtelier-Braun”.

mercoledì 15 maggio 2019

Le Vite dei Chimici dalla A alla Z (introduzione)

Due anni fa ho pubblicato un post intitolato La Chimica dalla A alla Z (parte I e parte II), che ha ricevuto diversi apprezzamenti; allo stesso modo il mio post dell'anno scorso Galleria di Chimici e Scrittori ha ottenuto un buon riscontro. Per me sono dei risultati interessanti e credo siano testimoni del fatto che se anche la Chimica spesso venga vista da molti come qualcosa di complicato, distante e persino ripugnante (ovvero la chemofobia), eppure riesce lo stesso a colpire l'immaginario collettivo in maniera positiva. Dopotutto noi chimici siamo i discendenti intellettuali di maghi e alchimisti, quindi una certa tendenza alla spettacolarità e all'intrattenimento fa parte del nostro DNA culturale. Forse è anche il fatto che la Chimica è una scienza relativamente giovane, dato che, a differenza di scienze più antiche come la Matematica e la Fisica, nasce solo alla fine del XVIII secolo. O forse, citando Primo Levi, la Chimica non è altro che "un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere." 
Ma soprattutto la Chimica è fatta di uomini e donne che vi hanno lasciato nel corso di questi 200 anni un'impronta durevole con le storie delle loro vite; storie di esseri umani strettamente intrecciate a quelle delle ricerche da loro compiute, che a volte ne hanno persino decretato la sorte, meravigliosa o tragica che fosse, ma il cui prezioso contributo sempre e comunque è divenuto patrimonio dell'umanità tutta, tra successi e conquiste, come tra sconfitte e cadute. Perciò avrà presto inizio su questo blog una serie di post, sempre nel format alfabetico che ho di frequente utilizzato, con cui intendo raccontarvi le vite coincidenti e parallele di uomini e donne che hanno fatto la storia di questa scienza, che è la scienza di tutto quanto, la scienza dei cambiamenti e degli equilibri, quella scienza che è tanto mia quanto vostra.

venerdì 10 maggio 2019

Cose da non Fare in un Film dell'Orrore... Sempre se Vuoi Sopravvivere

Come sapete, sono un appassionato di film e letteratura dell'orrore, nonché del folklore riguardante le figure dell'immaginario horrorifico. Questo argomento è trattato ampiamente nel mio saggio Ore d'Orrore, che è anzitutto un testo scientifico. Dal mio libro ho preso quindi alcuni passaggi per la redazione di questo articolo. 
I mostri delle storie dell'orrore sono esseri spaventosi che dall'oscurità inseguono e cercano di catturare i protagonisti per cibarsi e nutrirsi di loro. Vampiri, lupi mannari, zombie, demoni, fantasmi e streghe sono accomunati dall'avere una natura  selvaggia e animalesca; sono infatti una rappresentazione della nostra paura atavica di essere cacciati e divorati, quella che i nostri antenati sperimentavano ogni giorno verso i predatori animali. I racconti del terrore vogliono difatti riprodurre le atmosfere e le sensazioni della caccia da parte di un predatore, facendo riemergere gli istinti ancestrali di sopravvivenza; lo scopo è di preparare chi fruisce della storia ad affrontare una reale situazione di pericolo, in cui venga messa in gioco la sua sopravvivenza. Quindi i protagonisti, ovvero le prede, devono cercare di sopravvivere alla caccia; ma inevitabilmente possono commettere degli errori che risultano fatali... ed è su di questi che si basano gli inevitabili cliché dei film horror.

domenica 5 maggio 2019

La Chimica dei Supereroi #4: Flash

Per questo quarto episodio della rubrica usciremo dall'universo Marvel per fare un’incursione in quello DC e parlare velocissimamente di un personaggio che ha avuto un'incarnazione sia nella Golden Age che nella Silver Age del fumetto americano sui supereroi. In casa Marvel c'è un personaggio che ha superpoteri simili (Quicksilver), ma essendo un mutante mi sembrava più interessante parlare invece di Flash.

Flash
Jay Garrick è un chimico che sta studiando gli effetti dell'acqua pesante; per sbaglio ne fa cadere a terra una provetta, assorbendone i vapori per tutta una notte. Al suo risveglio, dopo diverse settimane di coma, scopre di essere diventato superveloce, e diviene il supereroe Flash.
Barry Allen lavora come chimico forense per la polizia; mentre è in laboratorio, viene colpito da un fulmine che gli rovescia addosso i prodotti chimici presenti su uno scaffale. Al suo risveglio scopre di essere diventato superveloce, e diviene il supereroe Flash.
Il primo Flash appartiene alla Golden Age, mentre il secondo alla Silver Age; in un albo speciale i due poi si incontreranno anche, perché vivono in universi paralleli.

mercoledì 1 maggio 2019

La Scomparsa di Stephanie Mailer: Come non Scrivere un Romanzo

Raramente mi è capitato in questo blog di fare della critica letteraria o cinematografica. Uno dei motivi è che ritengo complicato parlare di un libro o un film che i lettori del blog magari non conoscono. Questa volta però mi è sembrato interessante il discorso che poteva venire fuori da un’analisi dei romanzi di Joël Dicker.
Negli ultimi anni ho letto diversi gialli scritti da autori stranieri, i quali hanno avuto un buon successo sia di critica che di vendite: oltre a Dicker, ho letto Gli Occhi Neri di Susan di Julia Heaberlin (titolo mal tradotto in italiano) e L’Uomo di Gesso di J.C Tudor. Per quanto siano stati piacevoli letture, questi romanzi hanno tutti lo stesso difetto: una prosa molto semplice, terra-terra, facilmente leggevole, ma mai esaltante, che ti lascia con la sensazione che manchi qualcosa.

sabato 27 aprile 2019

Chimica for Lovers #3: Latte

Nuovo episodio di Chimica for Lovers, la rubrica dedicata alle domande più interessanti che mi sono state fatte dai miei studenti.
A lezione mi piace parlare di latte e derivati, perché è un ottimo modo con cui fare esempi presi dalla quotidianità, inoltre tengo anche corsi di igiene degli alimenti. Spesso mi viene fatta la domanda: “Perché alcune persone non riescono a digerire il latte?”

martedì 23 aprile 2019

Viaggio Multimodale: The Journey

Terzo e ultimo post di questo speciale trittico di Viaggi Multimodali, basato sul ripercorrere lo show dei Pink Floyd The Man and The Journey. Dopo il viaggio all'interno della sua giornata, il nostro eroe parte per l'avventura.

The Beginning
Per l'inizio del viaggio ho scelto il romanzo umoristico di Jerome K. Jerome Tre uomini in barca (per non parlare del cane). Stressato dalla vita moderna che lo ha reso ipocondriaco, il protagonista decide di fare una gita risalendo in barca il Tamigi assieme a due amici e al suo cane. Il viaggio è costellato da una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita in barca, unite a una serie di divertenti divagazioni, il tutto condito dal miglior humour inglese.

venerdì 19 aprile 2019

Viaggio Multimodale: The Man

Nel post precedente abbiamo esaminato The Man and The Journey, due suite che i Pink Floyd proponevano durante i concerti nel 1969, che descrivevano il viaggio nella giornata di un uomo e un avventuroso viaggio fa lui intrapreso. L'idea di questa miniserie di post è di reinterpretare le due suite attraverso i modi dei Viaggi Multimodali: ne verrà fuori un percorso diverso, anche se comunque ispirato da quel lavoro musicale. Oggi inizieremo con The Man, nel post successivo passeremo a The Journey.

Daybreak
Per raccontare l'inizio della giornata del nostro personaggio, ho deciso di non allontanarmi subito dai Pink Floyd: vi propongo infatti il curioso brano Alan’s Psychedelic Breakfast (1970), in cui la musica accompagna la colazione di un uomo, con tanto di effetti rumoristici registrati ad hoc.


lunedì 15 aprile 2019

Viaggio Multimodale con The Man and The Journey

Ricordate i miei Viaggi Multimodali? Ormai sono un marchio di fabbrica di questo blog, e in questa loro ennesima riproposizione ne vedremo una versione alquanto diversa. Ma prima lasciatemi fare un'introduzione.
The Man and The Journey era uno show che i Pink Floyd proponevano nei loro concerti nel 1969, nel corso del quale eseguivano due suite, The Man e The Journey. Non era propriamente materiale inedito, in quanto si trattava di una serie di brani provenienti dagli album More e Ummagumma e alcuni singoli, anche se diversi passaggi erano parecchio rimaneggiati ed estesi, oltre alla presenza di brani di raccordo del tutto inediti. I Pink Floyd avevano avuto intenzione di pubblicare una registrazione del live, ma alla fine non se ne fece nulla. Perciò ne iniziarono a circolare diverse registrazioni bootleg; in particolare quella registrata ad Amsterdam da una radio olandese il 17 settembre 1969 era di ottima qualità, tanto che nel 2016 è stata infine pubblicata ufficialmente.
Il concept della prima suite era di raccontare attraverso la musica la giornata di un uomo, seguendolo lungo alcuni momenti: risveglio, lavoro, tè delle cinque, pomeriggio, sesso, dormire, sognare, nuovo risveglio. Il secondo concept raccontava invece di un avventuroso viaggio da lui intrapreso. 
In tabella è riportata la scaletta delle due suite, assieme a quello che era il brano originale; cliccando sul titolo di ciascuno, potete ascoltarlo su youtube.

mercoledì 10 aprile 2019

Ore d'Orrore: la Tanatoevangelesi

Ben ritrovati, piccoli vampirettini miei. Il vostro amato Dottor χ è qui a spalancarvi ancora una volta le porte del suo lugubre laboratorio degli orrori. Anche se la rubrica Ore d'Orrore è da tempo terminata ed è divenuta un libro, ogni tanto mi piace tornare per qualche approfondimento... Stavolta non ci sarà la mia bella assistente Vulnavia a fare gli onori di cripta, ma sarò di nuovo io, in carne e provette, a parlarvi di un argomento che sono certo solleticherà le vostre animelle, facendovi rabbividire di raccapriccio...

sabato 6 aprile 2019

Chimica for Lovers #2: Direzione di una Reazione

Nuovo episodio di Chimica for Lovers, la rubrica dedicata alle domande più interessanti postemi dai miei studenti, e quindi speculare a Chimica for Dummies, la rubrica dedicata invece ai loro interventi più demenziali e assurdi. Insomma, queste due rubriche sono un po' come i piatti di una bilancia che cercano di equilibrarsi, pendendo ora da una parte ora dall'altra... e questa immagine descrive bene anche l'argomento di questo post.

lunedì 1 aprile 2019

Moncalieri e la Persistenza della Memoria

C’era un tempo l’oratorio Don Sineo, dove da ragazzino frequentavo Estate Ragazzi; qualche anno dopo assieme ai miei amici facevo l'animatore al sabato pomeriggio, e più avanti sono stato catechista e poi animatore di un gruppo delle superiori. Ricordo la scaletta di metallo verniciata di verde scuro e la porta a vetri all’ingresso; all'interno il pavimento rivestito in gommato era misteriosamente inclinato rispetto alla strada, a destra c'era la gabbia dei palloni con la rete da pallavolo, a sinistra il bagno in cui si entrava con le porte a battente tipo saloon, e più avanti il bancone, che poi sarebbe stato rimosso; in fondo c'era il palchetto rialzato, alla cui destra si trovava la porta da cui si scendeva nel cucinino. L'ultimo anno che lo frequentai ci portammo dall'altro oratorio il calcio balilla e il mitico biliardo "coi funghetti": il mio gruppo era stato esiliato lì dal parroco, che non tollerava usassimo l'altro oratorio. Ora di tutto questo non rimane più niente: l'oratorio è stato demolito, distrutto dall'incuria e dall'indifferenza, e ora al suo posto c'è un campetto da calcio in erba sintetica. Qualche tempo fa sono passato di lì per vederne i resti, e anche se da molto tempo sono lontano da quel mondo, mi ha fatto un certo effetto rendermi conto che quel luogo dove avevo vissuto parte della mia vita non esisteva più. Ma i ricordi di quel posto e delle persone che l'hanno vissuto continuano a permanere in me. I ricordi sanno essere particolarmente resilienti.

giovedì 28 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte III)

Terza e ultima parte di questo tour alfabetico per la città di Moncalieri.

Q come Quaglie. Ci sono diverse ipotesi per l’origine del nome Moncalieri (Muncalé in dialetto piemontese); la più probabile è che venga dal latino mons calierus, ovvero "monte delle quaglie", uccello un tempo molto presente sul territorio. Un’altra è che Moncalieri sia il "monte dei Cavalieri", in riferimento ai Cavalieri Templari che avevano sede in città e a cui nel 1196 era stato donato dal vescovo di Torino il ponte sul Po che oggi porta il loro nome. Un’ulteriore ipotesi è che l'origine sia da ricercarsi nell'espressione piemontese monta e cala (ovvero "sali e scendi"), per via del profilo collinare della zona.

R come Rino Gaetano. Il cantante ha citato la città nella canzone L'Operaio della Fiat (la 1100), in cui dice (a 1:04): "Noi andremo, senza pensieri, dagli amici a Moncalieri."


domenica 24 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte II)

Seconda parte di questo tour alfabetico alla scoperta di Moncalieri.

H come H (ospedale). La fondazione dell'Ospedale Santa Croce risale al 1196, frutto di una donazione del Vescovo di Torino ai Cavalieri Templari. A seguito della caduta dell'Ordine nel XIV secolo se ne prese cura il comune di Moncalieri. L'ospedale venne trasferito nella sede odierna nel 1910, principalmente a causa della poca accessibilità per le ambulanze: il suo ingresso si trovava infatti in uno stretto vicoletto posto su di una salita.

I come Incursione. Il 25 luglio 1944, a seguito di un attentato, venne ucciso il commissario del fascio Eugenio De Filippi. Nonostante il gerarca e la vedova avessero pregato le autorità di non dar luogo ad altro spargimento di sangue, due giorni dopo un plotone di squadristi fucilò per rappresaglia tre partigiani che erano stati imprigionati: si tratta di Carlo Brero (28 anni), Dario Musso (23 anni) e Renzo "Falco" Cattaneo (16 anni). Quello stesso giorno, mentre era in corso la veglia funebre per De Filippi, un incursione aerea da parte degli Alleati scatenò un pesante bombardamento sulla città, colpendo la sede del partito e provocando 67 morti.

L come Lardo. I piatti tipici della città sono il lardo e la trippa in insaccato. La trippa al sugo viene preparata in un enorme pentolone durante la manifestazione gastronomica de La tripa d'Muncalé; per le sue dimensioni il pentolone è nel Guinness dei Primati.

mercoledì 20 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte I)

Come molti di voi sapranno, specie se avete letto il mio libro Sistema Periodico, sono nato e vivo tutt'ora a Moncalieri. Una cittadina a suo modo particolare, che confinando con Torino ne ha condiviso strettamente la storia. Si estende su di un territorio molto ampio, che comprende anche la collina della Maddalena condivisa col capoluogo piemontese. Gli abitanti di Moncalieri sono quasi sessantamila, il che la rende per numero di residenti il primo comune della città metropolitana di Torino, nonché il quinto dell'intero Piemonte, superando persino alcuni capoluoghi di provincia di questa regione. Ma ogni città ha le sue curiosità e particolarità da scoprire... E allora perché non raccontarvele? Ovviamente in uno dei più classici format di questo blog, quello alfabetico.

venerdì 15 marzo 2019

Quando Si Abusa di uno Standard

Una volta all’università il docente che teneva il corso di Qualità delle Misure disse una frase che ricordo bene ancora oggi. Avevamo passato i tre anni precedenti a parlare di “soluzioni standard” per le analisi chimiche: soluzioni a concentrazione nota di un certo analita da utilizzare per costruire una retta concentrazione vs. risposta strumentale, così da poterla poi utilizzare con soluzioni incognite e determinare la concentrazione dell'analita di interesse. Quel professore ci disse che si era utilizzato talmente tanto la parola "standard", che ormai aveva perso di significato; tant’è che oggi, al suo posto, si preferisce dire “soluzioni di riferimento”. È vero che era un noto pistino, forse il più pistino dell’intera università di Torino… ma quello che diceva era indubbiamente vero. 
(Nota a margine: questo professore fa anche una breve comparsa nel racconto Palladio del Sistema Periodico).
Avete mai riflettuto sull’uso – o meglio l’abuso – di alcuni termini? L’uso eccessivo, specie se fatto a sproposito e in contesti non appropriati, alla lunga è in grado di smorzare il significato di un termine. Le parole hanno valore per il significato che attribuiamo loro; perciò se ne sminuiamo il significato inserendole di continuo in contesti a loro estranei, le parole alla fine perdono di valore. Dato che le parole possono cambiare il mondo e il modo in cui ci relazioniamo, è bene prestare attenzione: perché comunicare vuol dire entrare in relazione sociale. Volete qualche esempio?

lunedì 11 marzo 2019

Chimica for Lovers #1: Mercurio

Con questo post, che tra l'altro cade nel decimo anniversario della mia laurea, prende il via una nuova rubrica. Vi ricordate di Chimica for Dummies? Era la rubrica in cui ho raccontato le stupidate dette dai miei studenti, un terrificante ritrovo di ignoranza e demenzialità, diventato persino un libro, Il Chemostupidario (potete trovarlo cliccando qui). Ma non è che tutti i miei studenti siano messi così (per fortuna loro) e io non ho sempre classi come quei fenomeni da circo dell’anno passato (per fortuna mia). La maggior parte dei miei studenti sono simpatici, educati e fanno interventi intelligenti, ponendomi anche delle belle domande. In questa rubrica compariranno le domande più interessanti che mi sono state poste, assieme alla risposta che ho dato. Ovviamente alcune sono abbastanza tecniche, perché connaturate all'argomento svolto a lezione; perciò qui sul blog mi limiterò a riportare quelle facilmente comprensibili anche da un pubblico non specializzato.

mercoledì 6 marzo 2019

Mai Dire Digitale

Grazie al digitale terrestre l'offerta televisiva si è ampliata; di contro non è che aumentando la quantità, sia aumentata la qualità, tant'è che ci è arrivata una selva di programmi made in USA decisamente discutibili. In questo post vedremo quelli che sono diventati la mia passione nello zapping a tarda sera (prima di cambiare canale disgustato), nonché argomento di conversazione coi miei colleghi.

venerdì 1 marzo 2019

Scienza

Che cos’è la Scienza e come funziona?


La Scienza è un modo per spiegare i fenomeni naturali e capire come funziona il mondo. Per fare ciò si avvale del “metodo scientifico”, ovvero:
1)  vengono fatte delle ipotesi;
2) queste vanno verificate sperimentalmente; 
3) si analizzano i dati raccolti;
4) si verifica se questi confermano o smentiscono le ipotesi iniziali;
5) si elabora un modello;
6) per confermarlo vengono eseguiti ulteriori esperimenti e verificare che questo renda conto dei nuovi dati sperimentali;
7) deve essere soddisfatto il “principio della ripetibilità”, ovvero il risultato dell'esperimento non deve variare da una prova a quella successiva;
8) deve essere soddisfatto il “principio della riproducibilità”, ovvero quando altri scienziati in altri luoghi eseguono il medesimo esperimento devono ottenere gli stessi risultati.

domenica 20 gennaio 2019

Turn Back Time

Duecentesimo post del blog!

Quante volte nella vita ci capita di dire: "ah, se l'avessi saputo prima, allora..."
Beh, allora avremmo fatto qualcos'altro o preso un'altra decisione; saremmo andati da tutt'altra parte. Perché col senno di poi possiamo dire che quella che avevamo fatto non era la scelta migliore. Insomma, si tratta di uno di quei famosi bivi di cui sono costellate le nostre esistenze. Ma il passato è passato e non si può tornare indietro: panta rei, tutto scorre, e non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume, perché appena ci si è immersi, quell'acqua che ci aveva toccati per un istante è già lontana da noi.
E se invece avessimo la possibilità di tornare indietro per correggere i nostri errori? Allora che cosa faremmo? Proveremmo a cambiare le cose?
Però è anche vero che la persona che siamo oggi è quella che deriva proprio da quegli errori, e questo sia nel bene che nel male: uno sbaglio può essere stato un impedimento, ma anche un prezioso insegnamento. Ma soprattutto dovremmo chiederci se è poi vero che l'altra direzione fosse effettivamente migliore: il destino sa essere estremamente indecifrabile, non ci è dato di conoscere tutte le strade che l'altro sentiero può incrociare, nè possiamo sapere dove questo porti. Perché percorrere un sentiero che non si conosce, può anche voler dire smarrire la via.
Ed è da queste riflessioni che nasce e si sviluppa il mio primo romanzo: 

TURN BACK TIME

Siamo nel 1986. Richard Sinclair è un professore di psicologia dell'università di Chicago, in profonda crisi esistenziale dopo essere uscito da un divorzio difficoltoso. Rimuginando sul passato e sulle scelte da lui compiute, riesce a individuare il punto in cui la sua vita si è trovata al proverbiale bivio: dopo essersi laureato all'università di Berkeley, California, aveva accettato un'offerta per lavorare in un gruppo di ricerca a Chicago. Così aveva lasciato Laura, la sua ragazza dell'epoca, per andare dall'altra parte del paese a cercare la realizzazione professionale. Ripensando a quei tempi perduti, si rende conto che era lei la sua vera donna del destino e che la scelta di andare a Chicago era stata sbagliata. Nasce allora in lui il desiderio, irrealizzabile però, di poter tornare indietro per imboccare l'altro sentiero della sua vita e trovare quella soddisfazione esistenziale che da tutta la vita sembra sfuggirgli. Dopo un'ossessiva ricerca, Richard arriva a scoprire il modo per poter viaggiare indietro nel tempo e soddisfare il proprio desiderio: grazie a uno stato di profonda meditazione indotto per autoipnosi, si risveglia nel se stesso del 1962, conservando però la memoria degli anni successivi. Inizia così a rivivere i tempi della propria giovinezza durante la sua permanenza a Berkeley assieme a Laura, fino al momento in cui deve prendere la decisione che cambierà il corso della sua vita... E questa volta deciderà di rimanere con lei in California. Inizialmente le cose sembrano andare bene, ma il Fiume del Tempo è impetuoso e indomabile, i suoi innumerevoli affluenti ne rendono le correnti difficili da navigare, al punto di poter smarrire la via...

Potete leggerne un'anteprima cliccando qui. Trovate il mio primo romanzo sia in formato cartaceo che in formato e-book, cliccando qui sulle parole oppure sull'immagine di copertina in alto a destra.

***

Ma attenzione, perché non è finita qui...
Immagino vi ricorderete di Chimica for Dummies, la rubrica più demenziale di questo blog, nel corso della quale ho raccontato le varie stupidate dette dai miei studenti a lezione. Ebbene, a grande richiesta, è diventata un libro! E così, assieme al mio romanzo, vi presento anche:

IL CHEMOSTUPIDARIO
ovvero:
le cose più cretine dette dai miei studenti
(e non solo da loro)

In questo concentrato di ignoranza distillato su carta potrete trovare il meglio del peggio detto dai miei studenti. E non solo da loro, ma anche da persone che conosco, compagni di università, colleghi di lavoro e quanto mi è capitato di trovare in giro, compresa la miniera rappresentata dai social, dove ho letto veramente di tutto sui più svariati argomenti. Chimica, alimenti, omeopatia, terrapiattismo, congiuntivi, scie chimiche, vaccini, olismo, veganesimo, creazionismo... Insomma, c'è davvero di che divertirsi. Segue poi una spiegazione di quanto affermato: perché, dopo essersi fatti una sana risata, è anche giusto imparare qualcosina, no?
Si tratta di ben 162 sconcertanti pagine, che potete trovare in formato cartaceo cliccando qui oppure sull'immagine di copertina in alto a destra. Un vergognoso libraccio che sono certo vi regalerà numerosi momenti di ilarità.


Detto questo, e ringraziandovi per essere passati, il blog si prende una pausa (dopotutto resta sempre un "blog a intermittenza"). Nel frattempo ci si rivede sui vostri spazi, mentre qui si riprenderà poi a marzo!

martedì 15 gennaio 2019

La Chimica dei Supereroi #3: Iron Man

Nuovo episodio della rubrica dedicata alla scienza dei supereroi. Questa volta parleremo di un personaggio che viene confidenzialmente chiamato "testa di ferro". Partendo quindi dal ferro, passeremo a parlare degli elementi chimici che utilizza, ma soprattutto degli ultimi ritrovati della tecnologia.

Iron Man
Tony Stark è un industriale milionario che inventa e produce armi. Dopo essere caduto in un'imboscata in zona di guerra, a seguito dello scoppio di uno shrapnel, si ritrova con dei frammenti metallici diretti verso il cuore. Catturato da un signore della guerra, gli viene imposto di creare delle armi per lui, mentre gli viene impiantata una piastra magnetica per rallentare le schegge. Tony prende tempo fingendo di lavorare alle armi, mentre realizza un potente esoscheletro con cui fuggire dalla sua prigionia. Una volta tornato in America, Tony potenzia la sua armatura e diviene il supereroe Iron Man.

martedì 8 gennaio 2019

Ricordi Organolettici

C'è un rapporto molto stretto che intercorre tra i sensi e i nostri ricordi. Questo è ovviamente dovuto alla forte correlazione neurologica che si ha tra di essi, in quanto più un qualcosa ci stimola sensorialmente, più questo avrà una traccia mnestica duratura; inoltre una sensazione simile, che attiva quindi gli stessi recettori sensoriali, richiamerà più facilmente quel ricordo dal magazzino della memoria. In questo post vi racconterò di sei ricordi che mi appartengono, ognuno dei quali è legato preferenzialmente a una sola modalità sensoriale, tra le sei che abbiamo. Mi piacerebbe raccontarveli in maniera più comprensiva che attraverso le sole parole, perciò ognuno di questi frammenti timesici reca con sé un'immagine del luogo in cui si è svolto; inoltre se cliccate sulla parola in maiuscolo avrete un contributo musicale da scoprire che ho ritenuto adatto ad accompagnarvi nella lettura.

giovedì 3 gennaio 2019

La Chimica dei Supereroi #2: Ant-Man

Secondo episodio della rubrica dedicata ai supereroi e alla loro plausibilità scientifica. Questa volta parleremo di un personaggio di cui possiamo dire tranquillamente che "le dimensioni contano", ma soprattutto che non soffre di complessi di inferiorità!

Ant-Man/Giant-Man
Il biochimico Henry Pym inventa una formula che gli consente di ridursi alle dimensioni di un insetto indossando una speciale tuta. Grazie a un elmetto cibernetico che gli consente di comandare le formiche, diviene il supereroe Ant-Man. Una successiva versione della formula gli permette di invertire il processo e di accrescere le sue dimensioni, diventando Giant-Man. In seguito Pym passerà la formula e la tuta a Scott Lang, un ingegnere elettronico che ha scontato un periodo in prigione, che diverrà così il nuovo Ant-Man.