giovedì 28 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte III)

Terza e ultima parte di questo tour alfabetico per la città di Moncalieri.

Q come Quaglie. Ci sono diverse ipotesi per l’origine del nome Moncalieri (Muncalé in dialetto piemontese); la più probabile è che venga dal latino mons calierus, ovvero "monte delle quaglie", uccello un tempo molto presente sul territorio. Un’altra è che Moncalieri sia il "monte dei Cavalieri", in riferimento ai Cavalieri Templari che avevano sede in città e a cui nel 1196 era stato donato dal vescovo di Torino il ponte sul Po che oggi porta il loro nome. Un’ulteriore ipotesi è che l'origine sia da ricercarsi nell'espressione piemontese monta e cala (ovvero "sali e scendi"), per via del profilo collinare della zona.

R come Rino Gaetano. Il cantante ha citato la città nella canzone L'Operaio della Fiat (la 1100), in cui dice (a 1:04): "Noi andremo, senza pensieri, dagli amici a Moncalieri."


domenica 24 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte II)

Seconda parte di questo tour alfabetico alla scoperta di Moncalieri.

H come H (ospedale). La fondazione dell'Ospedale Santa Croce risale al 1196, frutto di una donazione del Vescovo di Torino ai Cavalieri Templari. A seguito della caduta dell'Ordine nel XIV secolo se ne prese cura il comune di Moncalieri. L'ospedale venne trasferito nella sede odierna nel 1910, principalmente a causa della poca accessibilità per le ambulanze: il suo ingresso si trovava infatti in uno stretto vicoletto posto su di una salita.

I come Incursione. Il 25 luglio 1944, a seguito di un attentato, venne ucciso il commissario del fascio Eugenio De Filippi. Nonostante il gerarca e la vedova avessero pregato le autorità di non dar luogo ad altro spargimento di sangue, due giorni dopo un plotone di squadristi fucilò per rappresaglia tre partigiani che erano stati imprigionati: si tratta di Carlo Brero (28 anni), Dario Musso (23 anni) e Renzo "Falco" Cattaneo (16 anni). Quello stesso giorno, mentre era in corso la veglia funebre per De Filippi, un incursione aerea da parte degli Alleati scatenò un pesante bombardamento sulla città, colpendo la sede del partito e provocando 67 morti.

L come Lardo. I piatti tipici della città sono il lardo e la trippa in insaccato. La trippa al sugo viene preparata in un enorme pentolone durante la manifestazione gastronomica de La tripa d'Muncalé; per le sue dimensioni il pentolone è nel Guinness dei Primati.

mercoledì 20 marzo 2019

Moncalieri dalla A alla Z (parte I)

Come molti di voi sapranno, specie se avete letto il mio libro Sistema Periodico, sono nato e vivo tutt'ora a Moncalieri. Una cittadina a suo modo particolare, che confinando con Torino ne ha condiviso strettamente la storia. Si estende su di un territorio molto ampio, che comprende anche la collina della Maddalena condivisa col capoluogo piemontese. Gli abitanti di Moncalieri sono quasi sessantamila, il che la rende per numero di residenti il primo comune della città metropolitana di Torino, nonché il quinto dell'intero Piemonte, superando persino alcuni capoluoghi di provincia di questa regione. Ma ogni città ha le sue curiosità e particolarità da scoprire... E allora perché non raccontarvele? Ovviamente in uno dei più classici format di questo blog, quello alfabetico.

venerdì 15 marzo 2019

Quando Si Abusa di uno Standard

Una volta all’università il docente che teneva il corso di Qualità delle Misure disse una frase che ricordo bene ancora oggi. Avevamo passato i tre anni precedenti a parlare di “soluzioni standard” per le analisi chimiche: soluzioni a concentrazione nota di un certo analita da utilizzare per costruire una retta concentrazione vs. risposta strumentale, così da poterla poi utilizzare con soluzioni incognite e determinare la concentrazione dell'analita di interesse. Quel professore ci disse che si era utilizzato talmente tanto la parola "standard", che ormai aveva perso di significato; tant’è che oggi, al suo posto, si preferisce dire “soluzioni di riferimento”. È vero che era un noto pistino, forse il più pistino dell’intera università di Torino… ma quello che diceva era indubbiamente vero. 
(Nota a margine: questo professore fa anche una breve comparsa nel racconto Palladio del Sistema Periodico).
Avete mai riflettuto sull’uso – o meglio l’abuso – di alcuni termini? L’uso eccessivo, specie se fatto a sproposito e in contesti non appropriati, alla lunga è in grado di smorzare il significato di un termine. Le parole hanno valore per il significato che attribuiamo loro; perciò se ne sminuiamo il significato inserendole di continuo in contesti a loro estranei, le parole alla fine perdono di valore. Dato che le parole possono cambiare il mondo e il modo in cui ci relazioniamo, è bene prestare attenzione: perché comunicare vuol dire entrare in relazione sociale. Volete qualche esempio?

lunedì 11 marzo 2019

Chimica for Lovers #1: Mercurio

Con questo post, che tra l'altro cade nel decimo anniversario della mia laurea, prende il via una nuova rubrica. Vi ricordate di Chimica for Dummies? Era la rubrica in cui ho raccontato le stupidate dette dai miei studenti, un terrificante ritrovo di ignoranza e demenzialità, diventato persino un libro, Il Chemostupidario (potete trovarlo cliccando qui). Ma non è che tutti i miei studenti siano messi così (per fortuna loro) e io non ho sempre classi come quei fenomeni da circo dell’anno passato (per fortuna mia). La maggior parte dei miei studenti sono simpatici, educati e fanno interventi intelligenti, ponendomi anche delle belle domande. In questa rubrica compariranno le domande più interessanti che mi sono state poste, assieme alla risposta che ho dato. Ovviamente alcune sono abbastanza tecniche, perché connaturate all'argomento svolto a lezione; perciò qui sul blog mi limiterò a riportare quelle facilmente comprensibili anche da un pubblico non specializzato.

mercoledì 6 marzo 2019

Mai Dire Digitale

Grazie al digitale terrestre l'offerta televisiva si è ampliata; di contro non è che aumentando la quantità, sia aumentata la qualità, tant'è che ci è arrivata una selva di programmi made in USA decisamente discutibili. In questo post vedremo quelli che sono diventati la mia passione nello zapping a tarda sera (prima di cambiare canale disgustato), nonché argomento di conversazione coi miei colleghi.

venerdì 1 marzo 2019

Scienza

Che cos’è la Scienza e come funziona?


La Scienza è un modo per spiegare i fenomeni naturali e capire come funziona il mondo. Per fare ciò si avvale del “metodo scientifico”, ovvero:
1)  vengono fatte delle ipotesi;
2) queste vanno verificate sperimentalmente; 
3) si analizzano i dati raccolti;
4) si verifica se questi confermano o smentiscono le ipotesi iniziali;
5) si elabora un modello;
6) per confermarlo vengono eseguiti ulteriori esperimenti e verificare che questo renda conto dei nuovi dati sperimentali;
7) deve essere soddisfatto il “principio della ripetibilità”, ovvero il risultato dell'esperimento non deve variare da una prova a quella successiva;
8) deve essere soddisfatto il “principio della riproducibilità”, ovvero quando altri scienziati in altri luoghi eseguono il medesimo esperimento devono ottenere gli stessi risultati.