mercoledì 19 febbraio 2020

Viaggio Multimodale: Le Variazioni sul Tema

Come sapete, ho riproposto i miei Viaggi Multimodali in diverse forme, pur mantenendone quasi sempre inalterata la struttura di base, applicandola a diversi temi. E questo mi ha dato l'idea per scrivere un post che parlasse proprio di variazioni sul tema. Si tratta di una locuzione presa in prestito dalla musica: è la riproposizione di un'idea musicale in diverse forme, nelle quali presenta delle modifiche più o meno accentuate rispetto a quella originale, una rielaborazione dell'idea originale così da essere espressa in un modo nuovo. In questo post vedremo quindi nelle varie modalità del viaggio come l'idea alla base di un'opera possa venire riproposta più volte in maniera diversa.

Arte 
La serie delle Ninfee è un ciclo di circa 250 dipinti realizzati dal pittore impressionista Claude Monet tra il 1897 e il 1926. I soggetti di queste tele sono sempre gli stessi: le ninfee del laghetto artificiale vicino alla casa di Monet a Giverny, sulla Senna. Nei primi quadri lo stagno è attraversato da un ponticello di legno in stile giapponese e le ninfee galleggiano sulla superficie dell’acqua, dove si riflettono salici, pioppi e glicini. A ogni successivo quadro lo stesso soggetto viene rappresentato da angolazioni diverse, in varie ore del giorno e in differenti stagioni, quindi con una luce sempre differente. L'intento di questa variazione sul tema è dare ogni volta una nuova impressione visiva, nonostante il soggetto resti sempre lo stesso.

Letteratura 
Dodici Cenerentole in cerca d’autore. Cioè tutto il teatro in dodici facili lezioni è un copione teatrale di Rita Cirio. L'idea di base è: come avrebbero scritto la fiaba di Cenerentola i grandi autori che hanno fatto la storia del teatro? L'intento di questa divertente variazione sul tema è di giocare prendendo in giro gli stili e i temi dei più celebri autori teatrali, facendoli così conoscere al pubblico.
Il trio Eschilo-Sofocle-Euripide narra della tragica vicenda di Cenerigone, figlia del tiranno di una città su cui si è abbattuta una carestia. Goldoni racconta di Cenerentolina, che a mezzanotte fugge dal carnevale e smarrisce il fazzoletto. Beckett ci mostra un gruppo di attori pezzenti che incontrano Cenerentola che attende invano l'arrivo di Azzurro; arriverà invece Godot. Alfieri ci narra dell'epica vicenda di Cinerea, che si uccide per il tradimento del cortigiano Turchino, che a sua volta si toglie la vita. Ruzante ci racconta in vernacolo la comica vicenda di Cenerotta, la bella contadinotta padovana che deve salvaguardare le proprie grazie dal fattore per cui lavora. Shakespeare ci parla di Cenerella, intenzionata a vendicare il vile assassinio del padre. Brecht ci informa di Cenerentola, ragazzina sfruttata dalla sua matrigna e dalle sorellastre, che alla fine si rassegna e diventa comunista. Strindberg racconta di Froke Tcenerentolen, oppressa dalla famiglia, che non è altro che una manifestazione della società oppressiva. Pirandello disquisisce della Tuchini, attrice teatrale in dubbio sul fatto di essere se stessa oppure Cenerentola, il personaggio che interpreta per il regista Azzurri. Feydeau mette in scena due signore che spettegolano di Madame Cendrillon, sposata a un malandrino. Tennessee Williams racconta, attraverso la voce di una mamie di colore, del travestito Cinderella, figlio di un'ex-attrice alcolizzata. Garinei e Giovannini mettono su un musical per portare in scena Cenerella, che vuole diventare la soubrette del grande impresario Azzurrone.
Durante il mio primo anno di liceo, nelle serate del 25 e 26 maggio 1999, la compagnia teatrale di cui all'epoca facevo parte mise in scena al Teatro Matteotti di Moncalieri una selezione di questo spettacolo col titolo di C'era Tante Volte Cenerentola. Ci furono anche momenti musicali con parti cantate e stacchi di danza, previsti dal copione originale, sempre ricalcati sullo stile dei vari autori. Fu un successo strepitoso.

Cinema 
Per quanto riguarda il cinema ho scelto Bandersnatch, episodio speciale della serie Black Mirror, uscito nel 2018 sulla piattaforma Netflix.
Inghilterra, 1984. Stefan è un giovane programmatore che cerca di realizzare un innovativo videogioco basato sul librogame Bandersnatch, opera del visionario e controverso scrittore Jerome F. Davies. Stefan propone la demo alla Tuckersoft, società che ha tra i suoi programmatori Colin Ritman, l'autore dei migliori videogiochi del momento.


Chi come me era ragazzino negli anni '80-'90 si ricorderà forse dei librigame: erano dei libri che invece di essere letti linearmente dall'inizio alla fine davano la possibilità al lettore, che impersonava il protagonista dell'avventura, di prendere scelte alternative per mezzo di paragrafi numerati non-consecutivi, seguendo un percorso prestabilito dall'autore; lettori diversi (o la stessa persona che rileggeva il libro) potevano compiere scelte diverse, e ciò condizionava lo svolgimento e la fine della storia. Se non si risolvevano tutti i passaggi, era anche possibile non giungere al finale dell'avventura.
Bandersnatch è qualcosa di simile: un film interattivo, in cui in vari punti della storia viene chiesto allo spettatore di effettuare una scelta che influisce sulla trama. Una volta finita la visione, allo spettatore viene data l'opzione di tornare indietro e fare una scelta diversa. In totale sono presenti 150 minuti di riprese, suddivise in 250 segmenti. Ci sono 5 finali "principali", ognuno con alcune varianti, ma si può considerarne anche dieci o dodici, alcuni meno conclusivi di altri. In alcuni casi, una volta che lo spettatore giunge a un finale, il film permette di riconsiderare una particolare scelta in modo da accedere ad altri finali o di visualizzare direttamente i crediti. In altri è possibile raggiungere lo stesso segmento in modi diversi, ma allo spettatore vengono mostrate opzioni differenti in base alle scelte effettuate. Oppure ancora lo spettatore è guidato verso una specifica narrazione, indipendentemente dalle scelte effettuate. Lo spettatore ha poi la possibilità di ricominciare ogni volta dall'inizio. L'intento di questa variazione sul tema è mostrarci che le scelte che prendiamo ogni giorno, per quanto possano essere minime, possono dettare il corso di una vita.

Musica 
Per la musica ho scelto la canzone Nth Degree dei Morningwood (2006).
La variazione sul tema è data dal divertente video musicale, che parodizza i look di alcune band o di celebri videoclip. Tra questi ci sono: l'ambientazione disco de La Febbre del Sabato Sera, il glam rock anni '80, la musica country, i dischi scandinavi, i dischi cool francesi degli anni '7o, il punk dei Ramones, il primo disco dei Van Halen, Zip Zap Rap di Devastatin' Dave, i cantanti hip hop anni '90, il video di Physical di Olivia Newton-John.

16 commenti:

  1. Le variazioni sul tema sono un soggetto sempre interessante e le tue proposte sono molto graziose.
    Dando un contributo serio a questo posto, mi chiedevo se le varie parti di "Shine on you crazy diamond" si possano considerare variazioni sul tema oppure un'unica lunga melodia divisa in più parti (un esperto di Pink Floyd come te avrà sicuramente un'opinione in merito ;-)
    Dando un contributo meno serio, direi che tutti i più recenti film di "Star wars" della Disney sono una variazione sul tema rispetto a quelli iniziali di Lucas :-D

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    1. Doppia domanda interessante...

      Per quanto riguarda Shine On, il brano nasce dal fraseggio di 4 note di David Gilmour (quello che inizia a 4:04).
      Una variazione sul tema consiste in un'idea ripresa ed elaborata, mentre qua abbiamo diverse idee musicali, diverse sequenze unite tra loro, quindi il brano è proprio una suite.
      Per esempio i primi 4 minuti non c'erano le prime volte che i Floyd la suonarono dal vivo e furono aggiunti come rielaborazione del brano Glass Wine, che era realizzato con l'effetto sonoro dato dal suonare dei bicchieri pieni d'acqua, una delle poche cose registrate del progetto Household Objects.
      Nelle prime versioni l'assolo di sassofono non c'era.
      Inoltre sul finale col sintetizzatore si accenna il tema di See Emily Play.
      Quindi sono parti unite in sequenze, su una melodia generale. Ci sono però dei passaggi dove le idee musicali vengono riprese e variate: il tema iniziale viene ripreso a 6:13, l'assolo che inizia a 4:58 viene ripreso a 7:20, il fraseggio di 4:04 viene rielaborato a 11:10 e a 19:18, e stessa cosa per i tre momenti cantati.
      Quindi è una suite, però si può dire che in alcuni momenti si hanno delle variazioni sul tema.

      Per quanto riguarda Star Wars, c'era sicuramente uno voler rielaborare idee su cui si basavano i precedenti film. Ci sono state anche idee originali, che ho trovato interessanti, ma temo siano andate perdute in una mala gestione e nel fatto di essere proceduti a braccio, senza un progetto e una storyline precisa in mente.

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    2. Esposizione perfetta rispetto alla quale posso solo approvare.
      Approvo anche la considerazione sulla trilogia disneyana, davvero di un'improvvisazione indecente, del tipo: a che servono la sceneggiatura e la coerenza interna? Tanto abbiamo gli effetti speciali!

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    3. Da un lato c'è stato il tentativo di voler accontentare i fan con cose "rassicuranti", evitando l'effetto Episodio I, col risultato di scontentare i fan vecchi guadagnandone di nuovi e più "ingenui". Dall'altro le idee originali c'erano, erano nell'Episodio VIII, però sono state gestite male, specie nel passaggio al IX.
      La migliore opera recente di Star Wars: ROGUE ONE. Assolutamente perfetto.

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  2. Visto poco tempo fa Bandersnatch, molto apprezzato nonostante di librigame mai letti ;)

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    1. Io da ragazzino ne ho letti tanti, era appassionatissimo. Ne ho anche alcuni nella mia libreria.

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  3. Avevo un cugino estremamente appassionato di librigame, proprio per questo gli ho consigliato la visione di Bandersnatch, accadeva qualche mese fa.
    Ancora mi sta ringraziando!

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    1. Di sicuro non è l'episodio più memorabile di Black Mirror, però l'ho trovato molto interessante e originale.

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  4. Molto interessante questo post. Se non erro, assieme al ciclo delle ninfee vi era anche la serie dei covoni, sempre di Monet. Per quanto riguarda l'ambito 'Letteratura', la trama di Dodici Cenerentole in cerca d'autore è davvero intricata (come penso anche la pièce teatrale di Pirandello) ma interessante, così come il fatto che tu al liceo abbia preso parte ad una compagnia teatrale. Forse, se anche nella nostra scuola ce ne fosse stata una (e magari mi avessero obbligato a parteciparvi XD), avrei potuto vincere molto prima la mia timidezza... Per fortuna, dal terzo liceo ho iniziato a ballare ogni lunedì pomeriggio dopo scuola e sono migliorata parecchio (ma non nell'ambiente scolastico, per lo meno non con i miei "compagni"), tanto che se ormai mi 'esibisco' davanti ad altri non provo più alcuna vergogna come agli inizi.
    Quanto ai librigame, ovviamente non li conoscevo, però mi sembrano davvero forti!

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    1. Ho "fatto parte" del mondo dello spettacolo per sei anni, e devo dire che ciò che ho imparato mi è stato utile professionalmente.
      I librigame erano veramente una cosa di un'altra epoca... Quanti ricordi. Alcuni erano veramente eccezionali, specie per chi amava il fantasy. A casa ne anche ho qualcuno.

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  5. Penso che Monet sia uno dei pochi che puoi considerare il pittore delle variazioni sul tema.
    Come non ricordare oltre ai Covoni , come scrive Eleonora , le serie sulle Cattedrali o sulle Stazioni.
    Dipinte a varie ore del giorno per sfruttare la variazione della luce tradotta in colori sulla tela.
    Sul libro non aggiungo niente perché non saprei citarti un libro sulla variazione del tema nella letteratura ...mah forse si dai..
    Il Dracula arabo non ricordo di quale autore di cui parlo’ tempo fa’ Obsidian nel suo Blog.
    Variante del capolavoro di Bram Stoker , se me la passi😀
    Parli di una serie Netflix e io te ne cito un altra: Se non ti avessi conosciuto ...sui viaggi temporali e la difficile impresa di cambiare un tragico destino alterando a seconda dei casi i vari finali , tornando indietro nel tempo.
    È un tema a te caro no?
    Nella musica : mi vengono in mente ...non so manco se li facciano ancora i vari remix delle canzoni.
    Quando ero più giovane mi piacevano un sacco .
    Stravolgevano letteralmente il tema musicale della canzone.
    Oppure più recentemente mi torna in mente una canzone Rock della Consoli -Per niente stanca - che in una sua reinterpretazione con un nuovo arrangiamento orchestrale diventa un Bolero.
    Mi sa che con la musica hai parlato più che altro di parodia che di variazione nella struttura musicale del brano che posti e che non conoscevo.

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    1. Beh, vedi, di elementi per ciascuno dei quattro modi nei hai portati di suggerimenti! Suggerimento che non conoscevo, poi.
      In questo post sono partito da una concetto musicale, la variazione, sul tema, e nella conclusione musicale non ho fatto un esempio di variazioni, bensì - hai ragione - di parodia, variazione coi videoclip musicali.
      Se invece avessi voluto fare esempi di variazioni sul tema, avrei di certo indicato alcune delle suite di Mike Oldfield, dove il tema portante veniva ripreso più volte da diversi strumenti.

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  6. A quale disco di Mike Oldfield ti riferisci?
    Io c’ho Crises .
    Ma te forse parli di Tubular bells ( non so manco se l’ho scritto giusto).

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    1. Sì, mi riferisco a Tubular Bells. Ma anche a Hergest Ridge, Ommadawn e Amarok.
      In ognuna delle suite il tema viene ripetuto e variato con diversi strumenti.

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  7. Interessante l'opera letteraria. Non facile scrivere con degli stili diversi specifici tipici di un autore, sia come stile di scrittura che come modo di portare avanti un tema. Che arrivi poi Godot è quasi geniale! :D
    Il video è divertente, peccato che non avessero declinato anche la canzone con qualche altro stile.
    Mi viene in mente il film "Smoke" dove il personaggio di Harvey Keitel scattava una foto ogni giorno alle 8 di mattina, nello stesso punto fuori dal suo negozio di tabacchi. Direi un'ottimo esempio di variazione sul tema. Mi ha sempre affascinato.

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    1. Sono d'accordo per il video, poteva essere ancora più divertente!
      Nel testo teatrale più che scrivere con stili diversi, gli stili di ogni autore venivano parodizzati. Per cui nell'Alfieri, per esempio, c'era un linguaggio fintamente aulico e altisonante, ed è proprio quello dargli la vis comica.
      Godot lo avevo interpretato io...

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