lunedì 10 febbraio 2020

Gli Incipit

"Ogni uomo ha una storia, e la storia è fatta di uomini. Ci sono uomini che fanno la storia e altri ancora che è la storia a fare uomini. Ma che cos'è poi un uomo? Un insieme di carne e ossa? Di cuore e spirito? O forse è qualcosa di più? È un viaggiatore, un'anima pellegrina, intento a cercare il suo posto nel mondo. Che percorre strade, attraversa fiumi, oltrepassa valichi montani e si spinge fino ai deserti sabbiosi. Che cerca, in questo suo cammino, di trovare la propria storia. Ma forse, alle volte, è la storia a trovare lui."

Questo è l'incipit del mio romanzo Turn Back Time (che potete trovare cliccando qui). Ogni autore sa bene che l'attacco della storia è fondamentale, specie se si tratta di un romanzo: ci sono infatti degli incipit molto famosi, che hanno fatto storia. In questo post, complice la lettura del libro In Principio... 2001 modi per iniziare un romanzo di Giacomo Papi & Federica Presutto, ho pensato di riportarvi alcuni degli incipit che mi sono particolarmente piaciuti.

***

(1) "Questo capitolo, il primo, ha unicamente lo scopo d'impedire che l'opera cominci col secondo." 
(Franz Werfel, Il Pianeta dei Nascituri)

(2) "«Madre violenta, picchiava i figli a ritmo di tip-tap», così l'edizione domenicale del New York Times dell'8 marzo 1993 aveva definito Vivi."
(Rebecca Willis, I Sublimi Segreti delle Ya-Ya Sisters) 

Questo è l'unico libro che abbia letto tra quelli qui citati, e in realtà non inizia proprio così... perché prima è presente un prologo. In effetti quello riportato è l'inizio del primo capitolo.

(3) "«Non è morta.» Fece una pausa. «Si è sposata, che tutto sommato è pure peggio.» 
(Mayra Montero, L'Ultima Notte a Letto con Te) 

(4) "La torta di fragole del caffé Kranzler capita sempre sotto gli occhi quando si è a dieta o se ne deve fare a meno. Be', di recente ho cominciato a provare la stessa sensazione verso le donne. L'unica differenza è che non sono a dieta: ma mi ritrovo lo stesso a essere ignorato dalle cameriere." 
(Philip Kerr, Il Criminale Pallido) 

(5) "Quando un giorno che secondo voi dovrebbe essere mercoledì, vi sembra fin dall'inizio domenica, potete star certi che qualcosa non va." 
(John Wyndham, Il Giorno dei Trifidi)

(6) "Ho i capelli ribelli. Al mattino, quando mi sveglio, se ne stanno tutti ammassati in uno stupido posto in cima alla testa."
(Bob Flanagan, Corpo)

(7) "Sono tristi, infinitamente tristi le sere d'autunno avanzato. Sono colorate di rosa e di malva, sfumate di grigio."
(Angela Carter, Venere Nera)

(8) "Questo diario è stato dettato in lingua Canis e tradotto in lingua umana da mia moglie, nota per essere riuscita, per l'amore che porta al suo pastore maremmano, a decifrare il significato dell'estesa gamma degli abbai e dei mille geroglifici che l'animale disegna nell'aria con la sua coda."
(Luciano Radi, Diario di un Cane)

(9) "Le città contengono uomini che piangono nel sonno, poi dicono Niente. Non è niente. Solo un sogno triste."
(Martin Amis, L'Informazione)

***

Concludo con un ultimo incipit, quello di Bianco, il racconto che è una sorta di proemio de La Piccola Magia del Quotidiano, il mio ultimo libro, che potete trovare cliccando qui oppure ordinando il volume in libreria.


"Tutti quanti gli scrittori hanno paura della medesima cosa. Non è il timore di non riuscire a produrre qualcosa di buono. Si supera. Non è neanche l’incapacità. Giorno dopo giorno si ha da imparare qualcosa, e si può sempre migliorare. La si supera. Non è nemmeno l’insuccesso. Un’opera che non è piaciuta ha molto da dire al suo autore, perché l'errore può diventare un prezioso insegnamento. Anche questo si supera. È la pagina bianca, invece, quella che mette paura agli scrittori. Perché il bianco, per chi scrive, è il colore del nulla. Bianco è il colore dell’assenza. È il nulla che attende di essere colmato."

Cliccando qui, potete leggere un'anteprima del mio ultimo libro, comprensiva della versione integrale di Bianco. E in questa ripresa del blog ne approfitto per ringraziare ancora chi ha voluto partecipare all'iniziativa del post precedente. Infine vi lascio con una domanda: c'è qualche incipit che amate particolarmente?

10 commenti:

  1. So di essere banale ma io vado sui classici. Le prime righe di "Moby Dick" hanno il potere di incantarmi. Anche "Uno nessuno e centomila" di Pirandello mi fa un effetto simile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, ma i classici sono sempre i classici, intramontabili per definizione! :)

      Elimina
  2. Il problema è quando son più interessanti gli incipit rispetto al resto del romanzo.
    Non ne ricordo nessuno in particolare , ma come lettore non faccio testo.
    Bella la carrellata che hai fatto .
    Ho letto il racconto Bianco , molto bello e pure l’anteprima dell’altro ..quello dove lo scrittore si firma con uno pseudonimo femminile per avere successo.
    L’ho letto velocemente ( e incompleto, naturalmente ) son arrivato fino alla parte finale dove lo scrittore viene convocato dall’editore perché gli è arrivata una mail “pericolosa” : non corro il rischio di spoilerare troppo , anche perché mi sa che se voglio sapere come va a finire mi tocca comprare il libro😀...
    Comunque hai ragione la dimensione del racconto ti rappresenta meglio e quello che ho letto non mi dispiace e son curioso di conoscere come hai sviluppato gli altri racconti presenti nel tuo libro.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'anteprima l'ha scelta Google Libri, io ne avrei preferito una meno "generosa" e che mostrasse anche qualcosina degli altri racconti, ma vabbè...

      L'incipit è un po' una sfida e un po' un azzardo verso il lettore, perché, come dici anche tu, non è detto che a un bell'incipit faccia seguito un bel romanzo. Io di quelli qui citati ho letto solo quello della Willis e devo dire che mi è piaciuto, anche se non sempre è stato una lettura leggera. Vivi, il personaggio principale, non la ricorderò come uno di quei personaggi che si fanno amare, anzi.

      Elimina
  3. Allora, l'incipit del tuo romanzo "Turn Back Time" mi piace moltissimo perché ha un significato davvero profondo e spero di acquistarlo al più presto, perché quest'oggi ho verbalizzato - senza non poche peripezie che ho descritto in dettaglio nell'ultimo post del mio blog - l'esame di Chimica-Fisica I!
    Quindi sì, penso proprio di meritarmi un bel premio come ricompensa... Quanto all'anteprima del tuo nuovo libro, ammetto che l'avevo già letta perché ero troppo curiosa di scoprirne "l'incipit", che tra l'altro descrive davvero molto bene la condizione in cui riversano gli scrittori.
    Riguardo la tua domanda, invece... Ammetto di essere ancora un po' "accecata" dall'emozione del risultato conseguito oggi perché mi possa venire in mente qualcosa! Di sicuro, l'incipit di Fahrenheit 451 di cui come ben sai ho parlato di recente, mi aveva molto colpito!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono curioso di sapere di Chimica Fisica I...
      L'incipit di Fahrenhi 451 è uno di quelli che ricordo meglio, quella forte immagine della gioia di appiccare incendi resta molto.

      Elimina
  4. Mi è sempre piaciuto questo:
    "È un fatto importante, ancorché comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l’uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza."

    Quello del tuo romanzo molto interessante. Musicale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non l'ho mai letto Guida Galattica per gli Autostoppisti. Mi ha sempre lasciato un po' scettico. Però magari un giorno potrei anche cambiare idea.

      Elimina
  5. Inutile dire che quello che ricordo meglio è l'incipit de "Il Giorno dei Trifidi".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uno di quelli citati qui!
      Ed è un incipit che trovo molto ironico, molto umorismo british.

      Elimina