giovedì 1 marzo 2018

Viaggio Multimodale assieme alle Muse (4/9): Melpomene

"A una tragedia si partecipa. Una commedia la si guarda soltanto." (Aldous Huxley)

Melpomene, ovvero “colei che canta”, è la musa della Tragedia. Viene raffigurata di sovente con un maschera tragica, una spada e il bastone di Eracle; il suo sguardo è severo e grave, a indicare che la tragedia è un'arte difficile e potente, che richiede grande ingegno e fantasia.

Arte
Melpomene mi suggerisce di parlarvi de La Zattera della Medusa, opera del pittore Théodore Géricault (1819).
Il dipinto raffigura un episodio realmente accaduto: i tragici avvenimenti successivi al naufragio della Méduse, una fregata francese, avvenuto il 2 luglio 1816 al largo delle coste della Mauritania. Il disastro è stato provocato dalla negligenza del comandante Hugues Duroy de Chaumareys, il quale, oltre a non navigare da ben venticinque anni, non aveva una buona conoscenza di quelle acque. Oltre 250 persone si salvarono grazie alle scialuppe, ma le rimanenti 150, tra cui la ciurma, dovettero essere imbarcate su una zattera di fortuna (lunga 20 metri e larga 7); di queste soltanto 15 riuscirono a salvarsi, dandosi anche al cannibalismo per poter sopravvivere.
Géricault scelse volutamente questo soggetto per lanciare la propria carriera. Una volta esposto, il dipinto produsse molti commenti positivi, ma anche aspre critiche, per via del tema trattato e della sua speculazione da parte dell'autore.

Letteratura
Per quanto riguarda la letteratura Melpomene mi sta suggerendo il Macbeth, capolavoro indiscusso di William Shakespeare.
In un luogo tempestoso tre Streghe predicono a Macbeth che un giorno sarebbe divenuto re. Istigato dalla moglie, Macbeth uccide Duncan, sovrano di Scozia, per prendere il suo trono. L'azione ha però delle conseguenze: Macbeth si ritrova imprigionato dalle maglie sempre più strette del destino, che lo portano a commettere un delitto dietro l'altro per poter realizzare la profezia. E anche sua moglie non ne è esente: tormentata dal peso di questi omicidi, inizia ad avere episodi di sonnambulismo in cui tenta senza successo di lavarsi un'immaginaria macchia di sangue che le lorda le mani.
Da un punto di vista psicofisiologico questo è un disturbo post-traumatico da stress: la colpa di cui si è macchiata lady Macbeth provoca nella sua psiche e nel suo fisico un logorio progressivo; da qui il crescente nervosismo che la attanaglia e il disturbo del sonno. Da un punto di vista psicologico si tratta invece di rimozione: la censura (meccanismo di difesa psicologico) ricaccia nell'inconscio quei ricordi che possono provocare nel soggetto un senso di angoscia e quindi rivelarsi dannosi; ma non sono stati annullati, divengono sommersi, quindi pronti a riemergere quando il controllo volontario si attenua (durante il sonno), sotto forma simbolica.

Cinema
Per quanto riguarda il cinema Melpomene mi sta suggerendo di parlarvi del film Magnolia (1999).
La pellicola racconta le storie di numerosi personaggi, il cui destino è legato da un filo invisibile che li accomuna e li fa incontrare e incrociare l'uno con l'altro, tra vicende che toccano in maniera drammatica il rapporto padre/figli, l'amore, la malattia, la morte. E su tutto la mano del caso, che governa ogni cosa e lo rende possibile: anche le situazioni più strane e improbabili possono avvenire, quindi non dovremmo stupircene più di tanto. Oppure invece dovremmo proprio stupircene, perché in realtà è proprio questo il bello della vita: imparare ad accettarle, ma senza mai smettere di meravigliarci.

Musica 
Melpomene mi suggerisce di proporvi come contributo musicale il classico dei Pink Floyd Careful with That Axe, Eugene. Un unico accordo che sale e sale in un climax crescente di tensione, fino al momento dell'erompere drammatico di un urlo terrificante e liberatorio, per poi scendere di nuovo, mentre il climax si fa discendente e la tensione si stempera.


Oltre al singolo, questo brano esiste in numerose altre versioni alternative: 
1) la versione embrionale (in seguito chiamata Keep Smiling People) che è possibile udire nella colonna sonora del film The Committee (a 9:30), in cui si sente il classico attacco dell'organo e il riff di basso; 
2) la versione live di Ummagumma (simile al singolo, solo un po' più ricamata); 
3) la versione live chiamata Beset by the Creatures of the Deep, utilizzata all'interno della The Journey Suite, ma sostanzialmente simile alla precedente; 
4) la versione Come in Nr. 51, Your Time Is Up, utilizzata nel film Zabriskie Point, dove il climax dell'urlo viene raggiunto più tardi e con la presenza di un diverso riff di basso nel finale; 
5) la versione Explosion, una versione alternativa della precedente e con una sonorità molto più eterea; 
6) la versione Murderistic Women, suonata alla BBC, senza l'urlo centrale e col finale molto differente. 

Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle 
Il racconto Solo per Lui, ambientato in una Torino quasi sospesa nel tempo, parla delle difficoltà di una mamma single a crescere il proprio bambino senza fargli mancare nulla.
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E ora a voi: cosa vi suggerisce la musa Melpomene?

13 commenti:

  1. Eh, la tragedia purtroppo colpisce maggiormente.
    A livello di arte mi viene in mente "Lo zar Ivan IV il Terribile e suo figlio" di Ilya Repin, in cui viene rappresentato lo zar che si rende conto, con orrore, di aver appena ucciso suo figlio in un accesso d'ira.
    Per il teatro penso anch'io a Shakespeare, però visto che "McBeth" l'hai già citato tu io dico "Re Lear" che è ugualmente una tragedia nel senso più autentico del termine.
    Come film penso a "Hamburger Hill" sulla guerra in Vietnam, uno dei più documentaristici nel mostrare l'inutilità totale e l'incompetenza grottesca di certi assalti.
    E per la musica penso a "Day of the Lords" dei Joy Division, per la musica ma soprattutto per il testo.

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    1. Terribile il dipinto che hai citato, che non conoscevo.
      Altrettanto non conosco i Joy Division, solo di nome, ma non musicalmente.

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  2. Melpomene è il nome che Asimov dà ad uno dei 50 pianeti luogo della prima esplorazione umana dello Spazio nel suo ciclo unificato della Fondazione e viene citato nel romanzo "Fondazione e Terra".

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    1. Pensa che non l'ho mai letto, di Asimov preferisco i racconti.
      Mi sembra comunque una scelta azzeccata, anche i pianeti del sistema solare e i satelliti gioviani hanno nomi dal richiamo mitologico.

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  3. Stavolta, e credo sia la prima volta, hai citato tutte opere che ho frequentato e mi erano note.
    Per la pittura, non mi allontano troppo dai dintorni della tua scelta e dico: "La morte di Socrate" di Jacques-Louis David.
    Per la letteratura, mi ha sempre colpito fin da bambino il tragico mito di Orfeo ed Euridice.
    Per il cinema, il commento di Ariano mi ha fatto tornare in mente "Gli anni spezzati" di Peter Weir, sulla battaglia di Gallipoli della prima guerra mondiale, dove diverse migliaia di giovani australiani persero la vita per l'assoluta stupidità dei loro superiori.
    Per la musica, infine, "La canzone di Marinella" di Fabrizio de André.

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    1. "Mai voltarsi a guardare indietro" è un motto molto presente nell'antichità tragica, per esempio nella storia di Lot. Che poi a leggerla bene, era un personaggio un po' discutibile.

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  4. Beh, allora come fumetto Berserk ci sta tutto :)

    Moz-

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    1. Non conoscendolo, non posso confermare nè smentire! :)

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  5. Per l'arte penso alla Marylin Monroe di Andy Warhol, che dietro ai colori sgargianti svela la tragicità di una donna che muore suicida dopo esser stata data in pasto ai media e alla società tutta.

    Per la letteratura: avrei detto anch'io Orfeo e Euridice, ma va benissimo anche Medea di Euripide, oppure la Medea di Pasolini, così come anche tutte le tragedie di Shakespeare: Otello, Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra,...

    Per il cinema: soprattutto L'angelo sterminatore, di Bunuel, che mette a nudo i vizi e le meschinità della borghesia.

    Per la musica: nel rock direi principalmente The End, dei Doors, una tragedia messa in musica; ma anche Perfect Day, di Lou Reed. Oppure, nella lirica, gli esempi sono molteplici: La Traviata, Aida, Madame Butterfly, Lucia di Lammermoor, La forza del destino, Tristano e Isotta,...

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    1. L'opera di Warhol però non tratteggia la drammaticità della vita di Marilyn Monroe, bensì il consumismo, tale da trasformare un'attrice in un prodotto di consumo. In effetti in questo c'è un'evidente nota drammatica.
      The End è una rivisitazione musicale della tragedia per eccellenza: Edipo.

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  6. Con la musa Melpomene si va sul sicuro, essendo gli esempi innumerevoli. Ho letto i commenti e ho approfittato per cercare il dipinto "Lo zar Ivan IV il Terribile e suo figlio" di Ilya Repin che non conoscevo. Concordo, è qualcosa di terribile, non solo per l'episodio ma per l'impostazione del quadro e i colori sgargianti e il contesto sontuoso contrapposti a un atto così efferato.

    Provo a dare il mio contributo:

    - Arte: "La morte di Sardanapalo" di Eugène Delacroix. Il protagonista adombra la figura storica realmente esistita del re Assurbanipal, vissuto tra il 668 e il 626 a.C. La leggenda narra che il re sconfitto preferisce morire insieme a tutti i suoi averi piuttosto che consegnarsi ai rivoltosi che stavano assediando il suo palazzo. Il problema è che tra gli averi erano comprese le sue donne che infatti nel dipinto lui sta uccidendo sistematicamente.

    - Letteratura: "L'Ammazzatoio" di Zola, una vera tragedia della povertà, della malattia e dell'alcolismo. Un romanzo di finzione, ma più vero del vero, che narra la storia di tante donne e uomini di quell'epoca e delle loro condizioni.

    - Cinema: "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi dove si narrano gli ultimi giorni della vita di Giovanni delle Bande Nere, capitano dell'esercito pontificio. Morì per le conseguenze di un colpo di falconetto alla gamba, a seguito dell'amputazione dell'arto per sopravvenuta cancrena.

    - Musica: "Tristano e Isotta" di Wagner, che potrebbe anche valere per la letteratura.

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  7. Molto raffinare le tue scelte e, soprattutto, molto addentro alla storia. Oltre Melpomene, anche Clio ne è soddisfatta. :)

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  8. Grazie, Marco! Parafrasando il detto, ho preso due muse con una fava. ;)

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