giovedì 20 giugno 2019

Sciogliere: la Chimica, le Biologhe e l'Italiano

Una volta una mia collega che insegna Biologia, origliando la lezione della collega di Fisica, era rimasta perplessa da ciò che aveva sentito.
“Ma le ho appena sentito dire che «il ghiaccio si scioglie»!”
“Beh, mica è sbagliato” le dissi io. "Si può dire."
“Scusami, ma mi hanno sempre fatto una testa così con «il ghiaccio fonde»”
“OK, in effetti sarebbe più appropriato – essendo anche una lezione di Fisica – dire «il ghiaccio fonde» piuttosto che «si scioglie». Però, vedi, io da chimico sono più abituato a dire «liquefà».”

C’è una terminologia propria di ogni ambito, che diviene un bagaglio lessicale che poi permane, andando addirittura a plasmare il proprio modo di parlare. Essendo un chimico, non sono abituato a dire che un solido fonde in un liquido, ma piuttosto che liquefà; per abitudine al posto di fusione dico uso liquefazione, mentre ricorro a questo termine quando mi riferisco alla temperatura di fusione. Noi chimici siamo abituati a vedere ogni cosa da due direzioni opposte, cioè a considerare i due lati dell’equilibrio: nell’altra direzione (da liquido a solido) la temperatura di fusione è la "temperatura di congelamento" o "di solidificazione”, a volte “di cristallizzazione”. Inoltre la fusione è anche quella nucleare, il processo in cui due nuclei leggeri si uniscono a dare vita a uno più pesante.
Per essere precisi, col termine sciogliere (o meglio ancora disciogliere) si intende la dissoluzione di una sostanza in un'altra (per esempio dello zucchero in acqua), e non il passaggio dallo stato solido a quello liquido, che andrebbe chiamato, per l'appunto, fusione o liquefazione.
Nonostante il verbo liquefare sia un derivato di "fare", la terza persona del presente indicativo, cioè liquefà, vuole l’accento sulla a; stando all’Accademia della Crusca, lìquefa si può dire, ma è poco corretto. La prima persona del presente indicativo è liquefaccio, ma si può anche dire liquefò, un evidente toscanismo. Il gerundio presente è liquefacendo; ho trovato anche la forma liquefando: non ho reperito informazioni al riguardo, forse è una forma arcaica, comunque ritengo che oggi vada considerata poco corretta.


Le mie colleghe che insegnano Biologia a lezione usano un termine che, se pur corretto, a me non piace molto, ovvero anfipatico. Significa che una sostanza può sciogliersi indifferentemente sia in un solvente polare (come l’acqua) che in uno apolare (come l’olio). Questo perché ha proprietà tensioattive, cioè agisce sulla tensione superficiale, quella forza che si genera alla superficie di contatto tra due sostanze chimicamente dissimili e che quindi non si mescolano tra loro, restando separate. A me non piace molto questo termine, perché letteralmente vuol dire “antipatia per entrambi”, ovvero che non preferisce nessuno dei due, e quindi si discioglie sia nell’uno che nell’altro. Preferisco invece un suo sinonimo, ovvero anfifilico, perché da un punto di vista logico è più corretto: significa che ha “affinità per entrambi”, ovvero che può disciogliersi sia nell’uno che nell’altro.
Insomma, ai chimici piace vedere il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che mezzo vuoto. Anche perché il mezzo vuoto in realtà vuoto non lo è affatto, dato che contiene una soluzione gassosa.

25 commenti:

  1. Ciao Marco. Grazie per questo post. Da oggi cercherò di dire il ghiaccio si liquefà. Volevo però chiederti: il ghiacciolo si scioglie o liquefà? Visto che contiene sia zucchero che acqua.

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    1. Credo che in base alla spiegazione, il ghiacciolo si liquefaccia (ecco, così usiamo anche il congiuntivo!).

      Però lo zucchero che si scioglie nell'acqua, da solido diventa liquido: allora perché lui può sciogliersi e il ghiaccio no? Perchè quando cambia di forma lo fa nell'aria e non in un'altra sostanza?

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    2. Ciao Pia. :)
      Di' pure che il ghiacciolo si scioglie, e lo stesso vale per il ghiaccio! Come dicevo a inizio post, si può tranquillamente dire... a meno di essere a una lezione di Fisica e voler essere precisi. Il linguaggio deve adattarsi al contesto in cui viene utilizzato.
      Per quanto riguarda la seconda frase, c'è un errore di fondo. Il ghiaccio (a meno di essere stato prodotto con l'acqua ultrapura del laboratorio) non contiene solo acqua, ma ci sono anche sali disciolti in esso. Durante il processo di fusione o liquefazione dalle cavità del solido tornano poi in soluzione. I termini fusione o liquefazione valgono sia che si tratti di una sostanza pura sia che si tratti di una miscela. E riguarda l'acqua, perché lo zucchero e i sali restano solidi sia nel ghiaccio che nel liquido! 😀

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    3. Ciao Kuku. Oddio, cos'ho letto... 😆
      Ma dite tranquillamente che il ghiacciolo si scioglie! Poi se si vuole proprio essere precisi, che fonde o si liquefà, ma che si scioglie va benissimo!

      Quando disciogli lo zucchero in acqua, non diventa affatto liquido!
      Sciogliere = fondere, liquefare = da solido a liquido
      Disciogliere (o confidenzialmente sciogliere) = entrare in soluzione = da solido/liquido/gas a specie in soluzione
      Ciò che cambia in questi stati sono le relazioni tra le molecole. Quando hai più sostanze assieme (miscela), le cose poi si complicano.
      Solido (solo acqua o solo zucchero): le molecole della sostanza sono strettamente interagenti le une con le altre, e hanno poca mobilità.
      Liquido (solo acqua o solo zucchero): le molecole della sostanza sono meno interagenti, sono più mobili e possono scorrere le une sulle altre.
      Soluzione (acqua + zucchero): le molecole delle due sostanze interagiscono tra loro, ovvero le molecole di acqua si legano a quelle di zucchero; dato che l'acqua è in maggiore quantità, parte delle molecole di acqua interagiscono anche con altre molecole di acqua.

      Comunque l'aria è una miscela di sostanze, non è il nulla! 😁

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    4. Quindi, se ho capito bene, nel ghiacciolo l'acqua si liquefà o fonde mentre i sali e lo zucchero si disciolgono. In pratica il ghiacciolo si liquefà in parte.
      Cavolo Marco, come suggerisci anche tu, meglio dire "si scioglie" e non se ne parla più. 😉
      Grazie mille per avermi chiarito, almeno spero. 😁

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    5. Quando prepari un ghiacciolo, disciogli in acqua zuccheri e aromi. Poi fai solidificare, e allora questi vanno a collocarsi nelle cavità del solido (ghiaccio). Quando il ghiaccio si scioglie, vengono "liberati" e tornano in soluzione.
      I passaggi di stato li ha solo il solvente (acqua), mentre i soluti (zucchero, aromi) si relazionano a esso, in diverso modo a seconda che sia solido o liquido, passano da solido a specie in soluzione.
      Il ghiaccio si scioglie per me resta correttissimo! 😁

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    6. Ma certo che dirò che il ghiaccio si scioglie, dopotutto una parola ha diversi significati a seconda del contesto. Però mi interessava la spiegazione dal punto di vista fisico. Grazie.

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    7. Chiarissimo, grazie Marco. Mi hai fatto ricordare le mie amate lezioni di fisica, chimica, scienze e matematica. Grazie!

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  2. Uno dei motivi per cui non ho mai amato queste materie (chimica, fisica, ecc). La collega voleva pure fare la saputa, ma il mondo non lo si guarda solo dalla tua materia, cara mia. Sei limitata.
    Il ghiaccio si scioglie. Come neve al sole, se studi poesia, magari.
    Materie che mi sono anfipatiche :D

    Moz-

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    1. Ascolta, Miki: non giudicare una persona senza conoscerla.

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  3. E poi ci fu una mia collega che, in sede d'esame, disse. "...perchè il composto di cui sto parlando è ANTIPATICO (anfipatico)".
    Le risate del professore furono così forti che alcuni suoi colleghi spuntarono in aula per capire cosa successe xD

    Comunque, ad onor del vero, anche i miei professori sono particolarmente puntigliosi in merito alla terminologia da usare; per esempio un professore (analitico, che te lo dico a fà) si incazzò come una iena contro un mio collega perchè disse che "la soluzione, con l'indicatore, assumeva un colore FORTE".
    Per il prof di "forte" ci sono solo gli acidi e le basi, mentre i colori sono "intensi".
    Però...però il ghiaccio fonde o liquefà, cacchio!!! Non si può sentire "si scioglie".

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    1. Se c'è l'inchiostro simpatico, perché non un composto antipatico?

      Moz-

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    2. Tranquillo, di composti antipatici ce ne sono parecchi!
      Specie quelli che ti incrostano la vetreria di laboratorio e ti tocca darci di olio di gomito per pulirla! 😀

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    3. Doppio Geffer con ghiaccio... Più in tema di così... 😃
      Cerca di essere meno rigida. Per dire, tu usi il termine "collega" per riferirti ai tuoi compagni di corso, il che è una forzatura. Il collega è chi svolge la tua stessa professione o mestiere. Qualcuno potrebbe dirti che il fatto che chiami i tuoi compagni di scuola "colleghi" non si può sentire. Non io, che lo vedo più come un vezzo.

      Su forte/intenso il tuo prof ha innegabilmente ragione, ma lì è pure una questione di italiano. 😀

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    4. Però il chiamare i "compagni" di corso "colleghi" è ormai entrato nel parlare quotidiano :/ Infatti anche i professori, quando si riferiscono ai miei compagni di corso, dicono "i suoi colleghi" ecc. Forse perchè l'università viene vista come l'anticamera del lavoro e quindi, noi studenti, stiamo svolgendo lo stesso "mestiere"....
      Per il forte/intenso è vero che la terminologia corretta è "intenso", ma alla fin fine credo che si possa chiudere un occhio su questo "strafalcione"! Ho sntito esami pieni di orrori grammaticali ben peggiori :P

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    5. Te la posso spiegare questa cosa, perché anch'io a volte lo faccio. In quel "colleghi" usato da un docente c'è sia un sottotesto lievemente ironico, sia uno professionalizzante, oltre al fatto che il condividere certi tipi di attività può essere equiparabile a un lavoro.
      Sullo strafalcione io avrei corretto il tuo "collega", ma non ne avrei fatto un caso di stato. Però è vero (te lo dico per esperienza personale) che è bene che vi correggano, dimodoché impariate il lessico appropriato, se no poi in giro si fanno figure barbine. 😉

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    6. Correggere sì....bocciare però no (già, fu bocciato. Non solo per questo motivo ma diciamo che fu la goccia che fece traboccare il vaso).
      Comunque sappi che, proprio ieri, mio padre durante la cena ha detto:<> (quello nel bicchiere). Indovina un po' chi l'ha ripreso sull'errato uso del termine "sciogliersi" :P

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    7. Diciamo che sai farti amare, va'... 😁
      Una volta sono stato (fraudolentemente) invitato ad assistere alla presentazione di un abbattitore termico. La tipa che lo presentava prima ha confuso un virus con un batterio (e passi...), poi ha detto il "batterio anisakis".
      Lì è stata dura costringermi a starmene zitto...

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  4. Dal mio punto di vista il lessico della chimica è più interessante della chimica stessa :-D

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    1. Non so se la penseresti allo stesso modo dopo aver visto la nomenclatura... 😀

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  5. Io di chimica ricordo qualche elemento e quella "formula di struttura" con cui la prof ci terrorizzava al liceo. :)

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    1. E però è lì che si gioca tutto: la forma e la struttura sono determinanti per le proprietà. Le cambi e una molecola da un colore passa a un altro, da essenziale diventa nociva, da utile diventa dannosa.
      E' come per le persone: se cambi un fattore all'interno della loro vita, a cascata cambia tutto il loro complesso di relazioni.

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    2. Infatti la prof a volte lanciava anatemi urlando "così pare una bomba atomica!" :D

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  6. Se ti trovassi a far lezione di chimica in una scuola fiorentina, avresti sicuramente presto materiale per un nuovo libro. Un mio vecchio compagno delle superiori esordì così, all'interrogazione di fisica sulla fusione dei metalli: "Se si abbruciacchia un ferro..."

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    1. Eh, caspita, brutta... Ma nel Chemostupidario, grazie ai social, ho inserito di peggio...

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