venerdì 22 dicembre 2017

Viaggio Multimodale nei Vizi Capitali (4/7): Gola

"Assieme alla lussuria, la gola è il vizio più confessabile. Nessuno si vanterà pubblicamente di essere invidioso, avaro, tracotante, iracondo, negligente. Ma nessuno si vergognerà di dire che va matto per le profiteroles (e per Francesca Dellera)." (Cesare Marchi)

Non siete d'accordo? Tutti i vizi capitali sono riprovevoli, ma la gola sembra esserlo un po' meno degli altri. In realtà con gola si intende l'eccesso, il lasciarsi andare, e questo non si riferisce al solo mangiare, quanto piuttosto al perdere il controllo di sè, lasciando che sia il corpo invece dello spirito a guidare le proprie azioni.
Il demone della gola è Belzebù e l'animale che rappresenta questo vizio è il maiale; la virtù che le si contrappone è la sobrietà.

Arte
A rappresentare la gola nell'arte ho scelto il dipinto di Fernando Botero Picnic in Montagna (1966).
Il pittore colombiano è noto per rappresentare i suoi soggetti come persone grasse; in realtà lo stesso autore ha detto di non vederli come grassi, ma parla piuttosto di una dilatazione dei volumi, perché secondo il suo modo di vedere, è questa la caratteristica che definisce la reale esistenza delle cose.
Io però nelle sue figure vedo anche una critica grottesca al consumismo dei paesi occidentali, e più in generale della grettezza personale, rivolta verso tutti quelli che mangiano e si ingrassano a spese degli altri. Tuttavia i suoi soggetti hanno sempre un che di infantile, più che altro sembrano solo dei ragazzini paffutelli, quindi la mia interpretazione di un intento dissacrante nelle opere di Botero è probabilmente erronea.

Letteratura
Come rappresentante della gola in letteratura ho scelto il romanzo Scrivere è un Mestiere Pericoloso di Alice Basso (2016), il seguito de L'Imprevedibile Piano della Scrittrice senza Nome. 
Vani fa la ghostwriter per una grande casa editrice; in questa seconda avventura le viene dato il compito di creare un ricettario dalle memorie di Irma, un’anziana cuoca torinese che ha lavorato tutta la vita per una delle famiglie più in vista della città. Ad aiutarla con la sua totale ignoranza in materia culinaria ci pensa il commissario Berganza, con cui collabora saltuariamente nella veste di consulente della polizia, il quale le dà un po' di lezioni di cucina in casa sua. Tutto sembra procedere bene finché Irma non confessa di essere l'autrice di un delitto avvenuto molti anni prima all'interno della famiglia per cui lavorava...

Cinema
Per rappresentare la gola nel cinema ho scelto il classico film con Gene Wilder Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1971), tratto dal libro di Roald Dahl. Tra l'altro nel periodo natalizio viene spesso riproposto in TV.
L'eccentrico Willy Wonka, proprietario della più grande fabbrica del mondo a produrre di cioccolato e dolciumi, indice un concorso: i cinque fortunati bambini che troveranno un biglietto dorato nelle sue tavolette di cioccolato potranno fare una visita guidata della fabbrica e al termine uno di loro riceverà una fornitura a vita di cioccolato. Ma non tutto è così meraviglioso come può sembrare...

Musica
Per rappresentare la gola nella musica ho scelto Quando l'appetito c'è, un divertente momento musicale del film di animazione Asterix e Cleopatra (1968).


Su di un Mondo Lontano una Moltitudine di Stelle
Nel racconto Notte Brava nella Pasticceria Gino e Michele, i due bambini più discoli del loro paese, scoprono il modo per riuscire a entrare di nascosto nella pasticceria della città. I due monelli hanno in mente un'incursione notturna per farsi una bella scorpacciata di dolci alla faccia di tutti quanti. Ma se entrare è facile, uscire potrebbe non esserlo altrettanto...
Potete trovare il mio libro sia in formato cartaceo che digitale, cliccando qui sulle parole.

E le vostre associazioni con la gola quali sono? E mi raccomando di non abbuffarvi eccessivamente durante queste feste!

8 commenti:

  1. Per la gola mi viene in mente solo il protagonista del romanzo "Il peso", sebbene nel suo caso l'abbuffarsi di cibo in modo quasi ossessivo è la reazione a una serie di eventi che lo hanno escluso dalla società. Nel suo caso la gola non è qualcosa di cui potersi "vantare", al contrario è una mania che lo ha portato a pesare oltre duecento chili e a vergognarsi di se stesso. Non esce più di casa per non farsi vedere dagli altri. Poi arriveranno degli eventi inattesi e altri personaggi e dovrà..., vabbé, niente spoiler, comunque in questo romanzo c'è il lato oscuro della gola, quello che porta alla bulimia e all'obesità.

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    1. Beh, a me fai venire in mente il romanzo di S. King L'occhio del male (scopiazzato da un romanzo di Matheson), in cui il protagonista, un uomo in sovrappeso, è costretto da una maledizione gitana a perdere ogni giorno un po' di peso.

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  2. Vero, la gola è un peccato minore.
    E fa bene XD
    Sul cinema avrei azzardato con... GOLA profonda XD

    Moz-

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    1. Eh, ma poi si usciva fuori tema!
      Tanto la prossima volta tocca alla lussuria!
      Ma forse è vero: gola e lussuria sono strettamente legate! :)

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  3. Uhh.. questo post mi piace particolarmente visto che ho un blog di cucina 😀 mi hai dato molti spunti Marco, grazie 😉 e buon natale!

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    1. Grazie, Giulia, un buon Natale anche a te! :)

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  4. Botero è perfetto! Non conoscevo il romanzo di Alice Basso, sembra stimolante: grazie della dritta. Il cartone è delizioso, così come Willy Wonka e lo straordinario Gene Wilder… che poi quella canzoncina era una meraviglia… Aggiungo per la musica Fat man dei Jetro Tull: esageratamente rotoloso ^__^

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    1. I primi due romanzi della Basso sono davvero carinissimi, mi sono piaciuti un mondo!
      E sappi che i Jethro Tull sono una delle mie band preferite in assoluto! :D

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