martedì 10 settembre 2019

Quando si Torna dopo un'Estate. Di Libri e di Blog

Ed ecco che dopo tutta un'estate il blog Arcani riapre i battenti. Come già fatto in precedenza, ne approfitto per fare alcune riflessioni prima di dare l'avvio ufficiale alla nuova stagione. 
Possiamo raccontarcela come vogliamo, ma questo resta il blog di uno scrittore, per quanto di scarso successo... sia come blogger che come autore. Questo spazio è nato (anche) per avere un posto dove presentare i miei lavori letterari e poterne parlare in libertà. Poi con gli anni si crea tutt'un giro di relazioni e amicizie (un tempo anche di collaborazioni), ma fondamentalmente è questo.
Mi piace sempre scrivere e ritengo di aver raggiunto un discreto livello per stile e capacità. Ma per quanto riguarda le vendite, la scrittura non mi sta dando grandi soddisfazioni. I miei vecchi libri non hanno mai fatto registrare grandi vendite, ma gli ultimi due sono stati un disastro. Per il Chemostupidario la cosa non ha importanza, perché l'ho scritto più che altro per divertirmi. Altra storia invece il mio romanzo Turn Back Time, a cui tenevo molto, il cui numero di copie vendute è stato alquanto avvilente.
Naturalmente la colpa è in larga parte mia, per non essere riuscito e non aver potuto promuovermi al meglio, come per il non potermi appoggiare a una grande casa editrice e dover ricorrere al self publishing. Avevo segnalato il mio libro a una biblioteca del modenese e mi è stato risposto (dopo quattro mesi) che non acquistano libri di autori self. Vai a capire perché. Quelli di Francesco Sole comunque non se li sono fatti scappare. Ho lavorato al mio romanzo per sette anni, e vedere un tale risultato mi ha fatto restare male.
E poi c'è la blogosfera. Al di là dell'interesse mostrato da alcuni blogger (che non posso sapere né pretendere se si sia poi concretizzato), recensioni e soprattutto segnalazioni non ce ne sono state. E pazienza. Oddio, ci sono dei blogger che mi seguono che schifano persino il post di presentazione dei miei libri, aspettando che esca il successivo. C'è pure chi ha smesso di seguire questo blog, quando ha visto che scrivo libri. Senza parlare dell'ultimo post prima della chiusura estiva. Per carità, ognuno faccia quello che vuole, però che cavolo.
L'anno scorso una blogger molto gentile ha segnalato i miei libri Sistema Periodico e Ore d'Orrore. È stata carina, ma ha commesso un tragico errore: in coda al post ha lasciato un saluto per il weekend ai suoi follower. A parte un'unica persona (che ringrazio davvero, altro che koglionblogger...) tutti i commentatori hanno ignorato la segnalazione per limitarsi a ricambiare il saluto. Io lo trovo inconcepibile. Questa è gente che volta la testa dall'altra parte e fa finta di niente, cioè stiamo parlando dell'essere stronzi e basta. Con gli anni ho imparato a non badarci e a passare oltre, però non vuol dire che non ci resti male. Come il dover constatare che se un blogger mi nomina all'inizio di un suo post, riprendendo uno dei miei, una parte dei suoi follower salta quel post e aspetta che esca il successivo. Queste robe mi fanno venir voglia di chiudere il blog e abbandonare per sempre la blogosfera. Che tra l'altro mi rimpiangerebbe ben poco, direi.
E per l'appunto la blogosfera non se la sta passando bene. Questi episodi sono indicatori di un malessere generalizzato. In tanti restano arroccati nelle proprie zone comfort e da lì non si schiodano. Ci sono blogger che si lamentano di chi non segue le loro iniziative, e sono loro i primi a non seguire quelle altrui. Nell'anno trascorso ho notato una diffusa staticità e un immobilismo, una pochezza di argomenti davvero desolante: l'ultimo film uscito, il telefilm del momento, rimbalzati subito da un posto all'altro. Sorvolando sui blog fuffa. E poi tanti blog dove il padrone di casa non risponde nemmeno ai commenti.
Ma anche qui non si scherza. Mi è capitato di vedere persone commentare sbrigativamente solo la prima frase del post o l'ultima, come se ciò che c'era in mezzo non ci fosse (e magari non è stato nemmeno letto). Che col tempo che ci si mette a redigere un articolo, non è certo un segno di apprezzamento. Su di un post un blogger di passaggio ha lasciato un commento da pagliaccio: per le stronzate provocatorie questo è il posto sbagliato. Una blogger ha commentato un mio articolo, si è iscritta ai miei follower e poi, visto che non ho preso a seguirla, è tornata per disiscriversene. Spiegatemi voi il senso.
Comunque, tornando ai miei libri: essendo questo lo stato delle cose, alla fine ho preso la decisione di mollare e smettere di scrivere. Perché non ne vale la pena. Non vale la pena lavorare tanto a un qualcosa che non porta a risultati, vedere che non interessa.
Ho materiale pronto per altri due libri. L'ho dovuto splittare perché era tanta roba e troppo eterogenea. La prima parte ho deciso di pubblicarla lo stesso perché ci tengo veramente troppo per rinunciarci, e tra qualche mese presenterò qui questo nuovo libro. La seconda, che avrebbe dovuto intitolarsi Galleria di Specchi, invece non vedrà la luce come pubblicazione a sé stante.
Questo anche per dire che il blog, essendo legato ai miei libri, prima o poi chiuderà. Non quest'anno, perché ritengo di avere ancora parecchie cose da raccontare, e forse nemmeno il prossimo, ma prima o poi succederà. E visto quanto sopra, temo senza troppi rimpianti. Sì, sono amareggiato. Ci si racconta da anni che la blogosfera è un'isola felice nell'oceano di superficialità dei social. Scusate, ma non mi sembra proprio.
D'accordo, la lagna è finita. Perdonatemi, lo faccio solo una volta l'anno, per cui concedetemelo. Tra una settimana uscirà il primo post di questa nuova stagione, per cui a risentirci presto.

"Ciò che diciamo principio spesso è la fine, e finire è cominciare."
(Thomas Eliot)

36 commenti:

  1. Prima di tutto bentornato.
    Riguardo il tema generale del post e, più specificamente, la parte conclusiva, personalmente credo che portare avanti un blog, scrivere un libro, o semplicemente scrivere in generale, siano attività da svolgere per il piacere di svolgerle. Certo, ricevere maggiori attenzioni, più commenti, vendere più copie, sarebbe assai gradito per chiunque. Così come notare certi atteggiamenti opportunisti un po' duole, inutile negarlo. Ma bisogna anche essere consapevoli che a bloggare e scribacchiare siamo in tanti, i margini operativi sono scarsi e quindi anche i risultati cui si può puntare. Se tutto dovesse dipendere dalle vendite o dalla quantità di followers e commenti, io avrei dovuto chiudere i battenti già da un bel pezzo.
    Credo che la vera questione sia: sto facendo una cosa che mi piace oppure no? Se la risposta è "sì", fregatene di tutto il resto ;-)

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    1. Probabilmente hai ragione... Il fatto è che mi sembra di aver perduto il senso e quindi trovo difficile collocarlo in qualche altro modo.
      Torno a dire che ciò che sto vedendo nella blogosfera (e non adesso: da anni) non mi piace.

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  2. Anch'io mi considero più scrittore che blogger. Nel corso degli anni ho capito che il blog mi serve come aiuto e allenamento per la scrittura ma non come promozione dei libri. All'inizio usavo la mia vetrina per proporre libri di altri autori: avevo un sacco di richieste. Lo consideravo un servizio del mio blog, ma alla vita ho visto che c'era gente che approfittava della vetrina e basta. Un po' come le interviste.

    Io sono dell'idea che siamo solo noi che possiamo imporre i nostri libri e non dobbiamo cedere sotto quell'aspetto. Forza.


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    1. Temo che qui il training autogeno o esogeno sia insufficiente.
      Come dicevi tu, anche per me il blog è stato una fonte impressionante di idee e di miglioramento per la scrittura. Il fatto però di non trovare un audience temo gli abbia tolto quella sua funzione catalitica. E rimanendo qui, certi comportamenti mi amareggiano.

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    2. Non credo sia training autogeno, non vuole esserlo. La blogosfera è vastissima e sta a noi trovare quella che fa per noi

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    3. Il fatto è che è un po' una costante: anche sul lavoro, nonostante gli ottimi risultati che porto, i miei capi non hanno una grandissima opinione di me.
      Ma probabilmente hai ragione. Sfrondare i rami secchi e aver cura di quelli verdi.

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  3. Bentornato anche a te! Riguardo al contenuto del tuo ci sentiamo in prvt! :)
    Però in buona sostanza condivido quanto scritto dall'amico Ariano
    Ben ritrovato! ;)

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  4. Argomento molto spinoso, per quanto le tue lamentele le ritengo assolutamente ed umanamente legittime e comprensibili.
    Io per natura non partecipo mai a sponsorizzazioni, MEME, e qualsiasi altra forma di " amicizia " do ut des, e non per snobismo, ma perché non mi appartiene.
    Non a caso sono contrario persino al nuovo modello di fare blogging nel nuovo millennio per quel che concerne la letteratura, quello del dover leggere qualcosa gratis come collaborazioni per poi parlarne male come fanno in molti su Instagram e di riflesso nei loro spazi personali.
    Voglio la libera scelta di poter leggere e comprare ciò che voglio anche se quello fosse mio amico.
    Ho un amico che scrive poesie ed ha pubblicato due libri, in onestà ti dico che non ho comprato i suoi libri, eppure con questa persona ci vediamo almeno una volta a settimana.
    Ho pochi soldi da dedicare alla letteratura, e sono per ciò che davvero voglio leggere ( e nella maggior parte dei casi è roba da mercatini, visto che raramente posso permettermi nuove uscite).
    Detto ciò amo leggerti ed il tuo blog, anche se non commento spesso, perché in molti argomenti che proponi sono piuttosto ignorante.
    Ti dirò di più: leggerti mi insegna qualcosa.

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    1. Come insegnante ti dirò che la cosa più frustrante è quando spieghi qualcosa e i tuoi allievi non la capiscono.

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  5. Per quanto riguarda l'editoria non potrei dire alcunché, spiace ammetterlo ma non leggo o compro libri, sul blogging tante cose, e spiace ammetterlo hai ragione in molti casi, però se seguo un blog è perché voglio, perché mi interessa.

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    1. Quello è certamente il requisito di base, ma il fatto è che le dinamiche comportamentali della blogosfera mi hanno lasciato amareggiato. Mi lascia male essere visto come una sorta di appestato.

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  6. Non so bene come funzionino le cose nel mondo dell'editoria e nemmeno quella self, ma mi sembra di capire che il requisito fondamentale sia quello di farsi pubblicità.
    Innanzitutto capisco il tuo stato d'animo ma non prendertela troppo. ALmeno, prendila dal verso giusto. E' risaputo che in Italia (ma forse anche nel mondo) ci sono più scrittori che lettori, quindi è la situazione a essere un po' difficile. CI sono così tanti libri e ogni giorno escono così tanti libri e i lettori son sempre meno e si ritrovano una offerta sempre più ampia. La cosa che puoi fare è veramente un lavoro di autopromozione massiccia, fatta nei giusti modi senza spammare, ma la devi fare intensamente. Diventa quasi un lavoro in sé, comunque. Ma c'è chi lo fa e chi ha risultati. Ho visto autrici che pare vendano in self un sacco di libri e che hanno effettivamente un seguito, ma leggendo estratti dei loro libri sinceramente mi chiedo come sia possibile. MA ipmpiegano un sacco di tempo nell'autopromozione, nel mostrarsi in quanto persona e così facendo riescono a suscitare interesse verso i propri libri.
    La qualità da sola non è abbastanza per vendere (e anzi in molti casi non è nemmeno un requisito fondamentale e ina ltri casi addirittura controproducente!) e infatti moloti scrittori lamentano il tempo che devono dedicare a cose che non sono la scrittura in sé ma che deve essere fatta per poter far conoscere le proprie opere.
    Dai Marco, non abbatterti, supera il naturale sconforto e dacci dentro!

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    1. Il problema è che quel lavoro l'ho fatto, puntando su quelli che dovrebbero essere i recettori più indicati, purtroppo non è sufficiente.
      Le presentazioni fisiche dei libri sono inutili: anche quando riesci a essere ospitato da qualche parte, alle volte non viene nessuno, e magari ti tocca pure regalare una copia gratis.
      Ci sarebbero altri canali su cui lavorare, ma li ho scartati per scelta personale, e sono consapevole che è una possibilità che mi sono perso.
      Poi scrivo un post qui sul blog sul mio libro, e viene ignorato. E non sono uno che posta ogni giorno. Si arriva ad aspettare anche due mesi che esca quello successivo, piuttosto che commentarlo. Per questo sono amareggiato.

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    2. A livello fisico non so bene cosa funziona, credo poco. A livello online invece penso si possa fare molto di più. Ma è veramente quasi un lavoro in termini di impegno. E credo che tu non possa esimerti dall'utilizzo dei vituperati social.
      Penso tu debba insistere e non farti scoraggiare. Devi arrivare a moltissime persone per far sì che solo una piccola parte di loro legga il tuo libro.

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    3. Forse per trovare la chiave devi metterti dal punto di vista di un lettore. Coda ti porta a leggere un libro? O anche a non leggerlo.
      Oppure, frequenti blog di gente che scrive libri? Se sì, hai mai letto un libro di queste persone? Se sì perché? Se no perché?

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    4. Sul p.d.v. del lettore ci posso fare poco, perché scrivo ciò che scrivo. Il mio libro accolto meglio è stato Sistema Periodico; sorprendentemente, anche se lo ritengo il migliore della mia produzione. Viceversa il Chemostupidario, che è scritto per divertire, è passato inosservato. E' difficile fare la valutazione che dici.

      Frequento pochi blog di scrittori. Di alcuni ho letto qualcosina, di altri no, se scrivono di un genere che comunque non leggo. Non per loro, ma proprio per il genere letterario.

      Non vorrei però che nasca un fraintendimento con quanto espresso nel post (l'ho già visto in un altro commento).
      Qui non si sta dicendo: "I blogger sono degli stronzi perché non comprano i miei libri." Va benissimo così, siamo amici lo stesso. Il mio disappunto è dato da:
      1) non avere molti lettori;
      2) quando parlo dei miei libri sul blog, alcuni girano la testa dall'altra parte e aspettano il post successivo.
      Cosa che francamente non è affatto bella. Non fosse capitato così, probabilmente questo post non l'avrei nemmeno scritto.

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  7. Se non avessi scritto questo post probabilmente non avrei comprato il tuo libro!
    So che è una consolazione magra però...
    Poi se vuoi il mio punto di vista da lettore senza blog te lo dico pure , senza problemi.
    Ma non voglio farti perder tempo.

    Una cosa mi sento di dirtela ma non credo dipenda da te : la modalità di vendita.
    Ordinarlo , il tuo romanzo è stato " un parto".
    Su IBS lo trovi scontato ma ti fregano con le spese postali se non spendi almeno 25 euri circa.
    Su Amazon lo trovi a prezzo pieno piu' le spese postali perchè non gode dell'opzione Prime ma pure avessi voluto ordinarlo in questo modo avrei dovuto attenderne la disponibilità.
    Giuro ,prima volta in vita mia che acquisto un libro tramite la COOP!
    Dovrebbe arrivare entro 10 giorni , l'ho ordinato è scontato e non pago niente di più.
    Una trafila del genere , devi ammettere scoraggerebbe chiunque si avvicini timidamente al tuo mondo letterario .
    Comunque non sei il primo blogger del quale acquisto un libro.
    Per me la condizione primaria che viene addirittura prima della simpatia verso chi scrive è che l'opera deve trovarsi disponibile assolutamente in versione cartacea.
    Ciao non mollare.
    Massimiliano

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    1. OK, mi sa che questa è la simpatia che suscita il perdente, la stessa che hanno Silvestro e Wile Coyote...
      Battute a parte, mi fa piacere che tu abbia scelto il mio libro e spero ti piacerà.

      Quanto alle modalità di vendita, purtroppo lì ho le mani legate, ma nell'acquisto online le cose funzionano in questo modo, ed è a prescindere dall'essere self. Ci sarebbero altre modalità però: direttamente dal sito di Youcanprint dovrebbe essere più conveniente, però l'indicare IBS o Amazon mi serve a raggiungere una platea più ampia.
      Secondo me la modalità più conveniente rimane ordinare i libri (il mio o uno qualsiasi) presso una libreria fisica, che si sobbarca le spese extra.

      Comunque grazie davvero, mi fa sperare in meglio. E non dico tanto per il libro in sè, quanto per una certa umanità che mi sembra si sia persa nella blogosfera. Fatta anche del semplice lasciare un'impressione, piuttosto che girare la testa dall'altra parte e far finta di niente.

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  8. C'ha tutti i presupposti per piacermi , poi ti saprò dire.
    Mi ricorda il titolo di una vecchia canzone di Cher e leggendo un pò di trama il tuo romanzo mi ricorda pure una miniserie televisiva spagnola in dieci puntate ,molto bella trasmessa un pò di tempo fà su Netflix sui viaggi temporali i bivi e la possibilità di cambiare il futuro ripartendo dal passato ecc..

    Sivestro e Willi coyote son famosi però...te per ora hai la loro simpatia.
    Perdente?
    Non ti devi abbattere non lo penso , anzi a dirtela tutta credo che molti blogger prettamente "letterari" nel senso che hanno un blog perchè scrivono libri siano nella tua stessa situazione ...solo che te hai le palle per ammetterlo.
    Questo ti fa onore.
    Però posso dirti una cosa : scrivi che una blogger si è tolta dai tuoi followers perchè non le ricambiavi le visite..in un mondo di blogger probabilmente un comportamento del genere c'era d'aspettarselo e non mi sento di colpevolizzarlo perchè a tutti piace essere seguiti no?..te lo dico sinceramente.
    Io essendo un semplice lettore , non avendo niente da perdere queste dinamiche mi fanno un pò sorridere ma per un blogger rivestono tutt'altra importanza.
    Spero di non esserti antipatico ;)

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    1. Ci sono molti modi di essere simpatico o antipatico, e alcuni modi di essere antipatico in realtà mi suscitano simpatia. :)

      Quella blogger ha lasciato un commento, si è iscritta e poi non si è più fatta vedere. Io non l'ho cercata. Poi è tornata, ma solo per disiscriversi.
      Hai ragione, è prevedibile, ma un tale comportamento è privo di logica. Non è che perché siamo sulla rete si debba agire a casaccio. E dimenticare che dall'altra parte ci sono delle persone. E' un po' come farsi invitare a una festa e poi non presentarsi: lo puoi fare, e nessuno ti dice niente, ma allora perché ti sei fatto invitare? Bisogna avere consapevolezza nell'uso del mezzo.
      Vedi, io sono un insegnante di scienze, per cui per me capire le meccaniche è fondamentale, che sia una reazione chimica o una reazione emotiva è indifferente: da scienziato io mi chiedo sempre il perché di un comportamento, molecolare o umano che sia, e ci ragiono su.

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  9. Non so quanto possa contare la mia opinione riguardo il post suddetto da lei redatto, ma proverò comunque ad esprimere un piccolo pensiero al riguardo, raccontando in breve anche la mia esperienza di 'blogger' appassionata quanto inesperta del mondo editoriale in sé.

    Sono una studentessa (di Chimica, tra l'altro) ma adoro la scrittura e anch'io possiedo un blog nel quale parlo delle mie passioni e/o esperienze accademiche e non. Scrivere è la mia più grande passione e sogno anch'io di poter pubblicare, un bel giorno, un romanzo o un progetto letterario di stampo saggistico. Effettivamente sono, però, ben consapevole di quanto tutto ciò rappresenti un'utopia alla 'Thomas More'...

    Ciononostante, non trovo davvero la forza (o il coraggio?) di arrendermi alla prospettiva di non poter realizzare questo mio grande sogno, o quanto meno fare di tutto per provarci. Pensi che ogni singola volta che pubblico un articolo sul mio blog, in me si cela una felicità scandita da un'altrettanta dose di amarezza, ben sapendo che comunque sia non potrò sperare di vivere una vita di sola scrittura.

    Eppure e in ogni caso, provo e proverò a partecipare a dei concorsi letterari con l'esigua speranza di ricavarne qualche piccola soddisfazione, ampliando nel contempo questa mia folle passione.

    Per quanto riguarda il suo sfogo, le assicuro che è perfettamente legittimo e che spesso e volentieri le delusioni ci conducono a voler lasciar perdere definitivamente un qualcosa.
    Pensi che tre giorni fa sono riuscita finalmente a superare l'esame di Analisi II (al terzo tentativo!) e la mia speranza di riuscire si stava davvero esaurendo... Certo è che per la scrittura purtroppo riversiamo in tempi davvero duri e ricevere delle attenzioni in merito ai nostri scritti è davvero difficile, se non impossibile nella maggior parte dei casi.

    Ad ogni modo e malgrado tutto, la esorto comunque a continuare a nutrire questa sua passione per la scrittura e per il blog.
    Un blog che ho scoperto per puro caso al fine di comprendere un possibile legame tra chimica e scrittura (un legame peraltro esistente, dato che ho avuto la fortuna di imbattermi nel suo post riguardante persone laureate in chimica appassionate di scrittura!) e davvero interessante per le tematiche trattate (anzi, ammetto di invidiarla un po' per la sua poliedricità!).

    Io nel mio blog "posso vantare" solamente una ventina di followers (che non commentano mai, ma questa è un'altra storia), ma so per certo che continuerò il mio progetto, come spero lei continui a far vivere il suo.

    Detto ciò, spero davvero di poter continuare a leggere i suoi post, nonché di scoprire meglio i suoi libri (sto leggendo l'anteprima di "Turn Back Time" e devo ammettere che è scritta splendidamente e che mi sta incuriosendo davvero molto)... Per concludere, credo proprio che a noi 'sfortunati amanti' della scrittura non resti altro continuare a nutrire questa passione malgrado gli ostacoli che questa ci porta, congiuntamente all'effimero senso di libertà che questa ci dona.

    Insomma, nella maggior parte dei casi dovremo arrangiarci "un po' alla Italo Svevo", il letterato che forse più di altri amava scrivere (senza nemmeno poi condividere i suoi scritti! ...tralasciando ovviamente i suoi tre famigerati romanzi).
    Perciò, l'unica alternativa possibile a questa "putrida" realtà credo sia quella di non abbattersi... Ad ogni modo, mi scuso per questa sorta di "papiro" da me redatto, ma ammetto che la brevità non è mai stato il mio forte...
    Saluti,
    Eleonora

    Eleonora

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    1. Cara Eleonora, intanto grazie per le tue belle parole. Col tuo commento e quello di Max sto vedendo che a volte aprirsi, mostrando il lato umano, cioè quello più fragile e fallibile, serve a qualcosa. Come si dice, gli dei cadono e si scoprono uomini.
      Non hai lasciato il link del tuo blog e io invece avrei voluto, perché con piacere sarei passato da te. Anche perché fin dall'università il rock progressivo è il mio genere preferito. E dammi del tu, ché lo fanno anche alcuni dei miei studenti! :)

      Vorrei risponderti ai molti spunti di riflessione che mi hai lasciato.
      Ti dico un mio aforisma sul mondo letterario: "Scrivere è facile, pubblicare è semplice, presentare è complicato, vendere è difficile." Ovviamente scrivere e scrivere bene sono due cose diverse, comunque oggi, grazie anche al self publishing, è più semplice pubblicare il proprio lavoro. Il rovescio della medaglia è il pregiudizio verso l'esordiente o piccolo autore, specie se self, sia per le presentazioni, che nelle vendite, biblioteche comprese.
      Ti riporto una frase detta l'anno scorso dalla direttrice della biblioteca della mia città: “Il 90% dei libri che acquistiamo qui in biblioteca è spazzatura.” Tieni presente che statisticamente oltre metà sono di grandi case editrici.

      Il concorso letterario serve a farti le ossa e a fare esperienza, ma a un certo punto capisci che non porta a nulla. Tuttavia ti fa conoscere un mondo e ti fa confrontare con altri che hanno lo stesso obiettivo. Quindi è comunque formativo, e può essere utile a crescere.
      E qualsiasi consiglio o suggerimento tu vorrai, io sono qui.

      Da uno che scrive nella blogosfera da sei anni, posso dirti che i follower contano poco: ci sono persone che si iscrivono e poi finisce lì, oppure non commentano. Molti leggono ma non commentano: io quotidianamente ho chi legge alcuni miei articoli persino da Stati Uniti, Russia, Ucraina e Canada, per citarne alcuni. Sono le belle interazioni con quelli che invece commentano che contano, grazie alla rete di contatti che un po' per volta si crea.

      Ma anche se lo sconforto c'è, ti posso dire che quasi ogni giorno mi metto a scrivere, quando mi viene un'idea per un nuovo articolo del blog oppure revisiono i racconti di quello che sarà il mio prossimo libro, che intendo fare uscire a novembre. Ci tengo molto a questo lavoro per diversi motivi, tra cui il fatto che i protagonisti di tre delle storie sono dei chimici. E anche sul blog credo che questa sarà una stagione interessante.

      In questo momento sto ascoltando un CD di Eric Clapton. Sono arrivato al brano dei Blind Faith “Do What You Like”. Fai ciò che ti piace. Penso che seguirò questo consiglio, che è lo stesso che mi hai dato tu.
      Ti ringrazio davvero, sei stata molto carina. Credo che mi ci volesse un po' di sursum corda.

      A presto, Marco

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    2. Caro Marco,
      la tua risposta mi ha fatto davvero molto piacere (e devo dire che un po' mi ha commosso e mi ha infuso anche tanta speranza), così come mi farà altrettanto piacere lasciarti il link del mio blog http://passionislife.altervista.org/ nel quale, tra l'altro, ho dedicato gli ultimi tre articoli proprio al rock progressivo ed in particolare a Selling England By The Pound (ebbene sì, i Genesis resteranno sempre il mio gruppo preferito!).

      Quanto all'aforisma, credo non ci sia niente di più vero e apprezzo molto il fatto che sarai disposto a darmi dei consigli - nonché degli avvertimenti - quando ne avrò bisogno, cosa che sicuramente accadrà...!

      Sono felice di non essere l'unica a scrivere quasi tutti i giorni (al momento sono alle prese con dei racconti che spero davvero di portare a termine), nonché del tuo nuovo progetto letterario che spero di conoscere presto.

      E' sicuramente un'ottima scelta l'ascolto del CD di Eric Clapton, ma ammetto di dover approfondire la conoscenza di questo grande chitarrista e cantautore (così come molti altri...). Proprio in questo momento sto ascoltando la canzone che hai menzionato ed il suo testo è alquanto significativo. Anche in tal caso, non v'è alcuna certezza se non quella di fare proprio ciò che ci rende felici!
      A presto,
      Eleonora.

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    3. Sono passato dal tuo blog. Posso farti notare una cosa?
      Per commentare devi iscriverti su wordpress, altrimenti mi sembra che i commenti vadano persi. E' possibile che sia per questo che i tuoi follower non commentano?

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    4. Ti ringrazio!
      Effettivamente credo anch'io sia così, ma temo che i miei iscritti siano tutti stranieri, forse è per questo che non commentano. Ad ogni modo, mi ha fatto davvero molto piacere ricevere i tuoi (nonché i miei) primissimi commenti e di aver potuto finalmente condividere un'opinione con qualcuno che ama il rock progressivo tanto quanto me, perciò... Grazie ancora di cuore! :)

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  10. Marco spero tu non ti offenda se torno sul discorso ...ma se serve a tirarti su un po’ il morale ti consiglio di leggerlo.
    Lei è una scrittrice blogger , si chiama Grazia Gironella ..non la conosco.

    Ma un po’ come te mi ha colpito un post che ha scritto che si chiama Bilancio di un romanzo.
    E son andato a curiosare nel suo blog
    Molto onestamente parla di quello che le ha sfruttato in termine di vendite uno dei suoi ultimi romanzi.
    Descrive inoltre quanto hanno contato le promozioni e le varie vetrine che gli altri blog hanno dedicato al suo romanzo.
    Ha detto che alla fine di tutto la promozione migliore l’ha fatta la sua estetista che ha venduto tutte le copie che le aveva lasciato in negozio 😀
    Io sintetizzo ..ma lei ha descritto veramente bene sta cosa .
    Non ricordo il nome del suo blog però

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    1. No Max, non mi offendo, tranquillo. 😄
      L'avevo letto quel post, me lo ricordo.
      Posso dirti (senza fare nomi) che la più grande scrittrice di fantasy italiana, che in America di certo sarebbe ricchissima, qui in Italia da quello che ha ricavato dai suoi libri, dice lei, ci si è tolta giusto qualche sfizio.

      Non mi fraintendere, non sono un ingenuo: sono consapevole dei limiti e li accetto.
      Vedi, non è tanto una questione di vendite. Il mio precedente libro, Sistema Periodico, ha venduto poco, ma sono stato contento lo stesso. Per me va bene così. Scrivere, creare, fare è già una soddisfazione di suo.
      Il senso di frustrazione nasce da altro: il disinteresse. Il bibliotecario che ti dice, dopo 4 mesi: "non lo vogliamo". Il blogger che lo vede segnalato nel blog che frequenta e commenta facendo finta di non averlo visto. Gente che mi segue che piuttosto che lasciare anche solo un "buone vacanze", siccome il post parla del mio libro, piuttosto aspetta due mesi che ne esca un altro.
      Non sono i numeri il problema. Sono i comportamenti, cazzo.

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  11. Ma le vendite del romanzo sì...
    dalle mie parti si dice : nianca na pipa de tabacco

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    1. E poi le mie esperienze come docente mi hanno insegnato a mettere da parte e fare tesoro delle cose andate bene, riflettere su quelle andate male e tagliare il superfluo.
      Per cui da qui una nuova stagione del blog, chi vuole esserci è il benvenuto, gli altri restino pure indietro, io non andrò a cercarli. E poi più avanti ci sarà spazio anche per un nuovo libro. 😄

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  12. Si sì sicuramente quello che intendevo io è che solo di scrittura non puoi campare.
    In bocca al lupo comunque 😀

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  13. Caro Marco, passo a commentare soltanto ora, anche se avevo letto già da alcuni giorni il tuo primo post della riapertura. Ho letto anche i commenti degli altri blogger, ma sostanzialmente mi allineo alle parole di Ariano. Si fa una grande fatica con tutto (scrittura, pubblicazione, blog, lettori, concorsi, vendite...), ma quello che a me dispiace maggiormente è l'esiguo numero dei miei lettori. Preferirei vendere meno, ma essere letta di più. Tuttavia, capisco che il mio genere non è per tutti, anche se cerco di renderlo accattivante con una buona dose di avventure. C'è anche il problema che tutti scriviamo e pubblichiamo: prima dell'estate ho contato otto libri di amici blogger che hanno pubblicato. Di questi, ne ho selezionati e letti tre. Francamente, non riesco a stare dietro a tutti!
    Sulla blogosfera, probabilmente sarà l'oggetto del mio prossimo post. A presto.

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    1. Ciao Cristina, grazie.
      Come dicevo a Max, il problema non sono tanto le vendite. Sono rimasto deluso che il mio ultimo libro sia andato peggio del precedente, ma la si prende con filosofia.
      Ciò che mi ha sconfortato sono i comportamenti che continuo a vedere qui nella blogosfera. Se non fosse così, questo post non l'avrei neanche scritto.
      Poi ti dico: questo momento di sconforto (in cui ci sono anche di mezzo amarezze sul fronte lavorativo) è già passato.

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  14. Bentornato! Ormai frequento poco la Blogsfera, ma è evidente che l'atteggiamento sia esattamente identico a quello del grande social Instagram. Mi spiego.
    Come funziona Instagram? Negli ultimi anni ho avuto il (dis)piacere di vedere come accrescere "followers", farsi conoscere e ottenere collaborazioni, tutto ciò perchè il mio ormai ex coinquilino era un fotografo. La via più rapida? Apri un profilo e compri i "followers". Tutti lo fanno, puoi comprarne 500, 1000, o anche 100.000 semplicemente con un click, ma la percentuale delle interazioni e dei like sui post sarà inferiore al 10% del totale di "followers". Vengono usati profili falsi o di persone che non usano più/usano poco il loro e in automatico si trovano a seguirti senza saperlo.
    L'altro modo mi ha lasciato un profondo sconforto e spiega dove sta deviando la nostra società: passi ore e ore del giorno mettendo "like" o commentando le prime 3/5 foto o post di una persona a casaccio, la segui e questa di rimando dovrebbe seguirti. Tra persone si scambiano le password dei profili per fare a turni, o paghi qualcuno che lo faccia, così è più comodo. Ma vedi per ore una persona con la faccia piantata sul telefono a muovere il dito, mentre guida, mentre mangia, in qualunque momento della giornata. Per cosa? Per farsi conoscere. Ovviamente dopo un po' togli il seguito a quella persona, perché tanto ormai il "like" te l'ha messo e in fondo non te ne frega niente di quello che pubblica. Esistono proprio applicazioni per controllare queste cose.
    Ora dimmi che non è lo stesso comportamento della Blogsfera! E tutto ciò è davvero triste. Triste che si dia più importanza a una persona incapace, senza talento ma che ha tante persone che la seguono, rispetto a una persona sconosciuta ma talentuosa.
    Secondo me alla fine uno deve fare le cose per piacere personale, senza stressarsi, senza pensare che ci siano delle pretese rispetto ai nostri hobby e passioni, perché se no da svago diventano stress. Poi ognuno ha le sue ambizioni e riguardo a ciò sprono le persone a ottenere interazioni, poche collaborazioni mirate e uscire dalla comfort zone. E divertirsi, sfogarsi! Ignorare voci, commenti negativi, non dare peso alle persone di cui non hai stima.
    Per il resto vivi sereno focalizzando i tuoi obbiettivi! Spero di riuscire a recuperare un po' di letture che ho lasciato indietro, sono curiosa di leggere il romanzo, mi sembra uno stile molto diverso dal tuo.

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    1. Ciao Anna, grazie, è bello risentirti. 😃
      Non mi sembra che quanto hai descritto di IG sia proprio identico, mi sembra una roba veramente malata!
      Sai cos'ho deciso (anche grazie ai bei commenti sopra)? Di tornare a vivermela serenamente come uno hobby. Sia la scrittura che il blog.
      Alla fine mi piace scrivere articoli per il blog, perché scopro ogni volta cose nuove, e al diavolo i brutti comportamenti/ipocrisie della blogosfera. Che però non vuol dire continuare farsi prendere per il culo, quello no.
      E anche per la scrittura. Quasi ogni giorno revisiono quello che sarà il mio prossimo libro. Sì, forse il romanzo ha uno stile diverso rispetto ai precedenti, ma il prossimo lo sarà ancora di più.
      Credo di essermi rasserenato.

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    2. Fortunatamente non è così estremizzato il comportamento della Blogsfera, ma comunque sia mi sembra che qualcuno provi ad applicare le stesse metodiche (a che pro poi? Mah).
      Sono contenta di leggere un atteggiamento positivo, bravo! Se dovessimo soffermarci sulla negatività e incoerenza di certe persone, gli hobby diventerebbero solo un dispiacere... poi vabbè in questi ambienti sono la prima che si fa venire il nervoso per qualunque cretinata xD
      Ottimo che tu ci abbia preso gusto coi romanzi, chissà a cosa darà luce quella testa! :P

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