domenica 12 giugno 2022

Viaggio Multimodale nelle Scienze Applicate (2/4): Ingegneria

"Quello che per un uomo è magia, per un altro è ingegneria." (Robert Heinlein) 

L'Ingegneria è Fisica applicata. Ma nonostante la proverbiale precisione degli ingegneri, Edward Murphy Jr. (1918-1990), primo postulatore della celeberrima Legge di Murphy (che recita: "Se qualcosa può andare storto, lo farà"), era proprio un ingegnere.

Arte
Per l'arte ho scelto un'opera ingegneristica: il viadotto autostradale di Millau in Francia. Progettato da Michel Virlogeux e inaugurato nel 2004, oltre a essere indiscutibilmente un'opera straordinaria, è anche uno dei più alti ponti veicolari del mondo, in quanto la sommità dell'insieme pilastro/pilone è posta a 341 metri di altezza. La struttura ha riscosso anche grande successo dal punto di vista turistico: solo durante la costruzione mezzo milione di visitatori sono venuti ad ammirare l'opera, e oggi si nota un'affluenza record nei punti panoramici.


Letteratura
Per la letteratura vi propongo il racconto La Casa Nuova di Robert Heinlein, che oltre a essere uno scrittore di fantascienza, era anche un ingegnere. Un architetto costruisce un’innovativa dimora utilizzando come progetto lo sviluppo tridimensionale di un tesseract (la versione quadridimensionale del cubo). A causa di un terremoto la struttura si ripiega su di sé, con effetti imprevedibili: ora parte della casa si trova nella quarta dimensione. I malcapitati visitatori si perdono così al suo interno: salendo le scale si ritrovano al pianterreno, le finestre danno in giù invece che in fuori oppure su paesaggi distanti chilometri.

Cinema
Per il cinema ho scelto il film L'Incredibile Storia dell'Isola delle Rose (2020), basato su una storia vera (anche se abbastanza romanzata). È il 1968 e Giorgio Rosa, un eccentrico giovane ingegnere, ha una bizzarra idea: costruirsi una piattaforma a poca distanza dalla costa di Rimini, su cui dare feste e passare il tempo in libertà da tutto e tutti. Questa sorta di isola artificiale si trova in acque internazionali, per cui diviene a tutti gli effetti una micronazione, con tanto di lingua ufficiale (l'esperanto). Il governo italiano però non vede di buon occhio la situazione, e mentre Giorgio è a Strasburgo a porre la questione di fronte al Consiglio d'Europa, interviene per distruggerla.


Musica
E per concludere con la musica vi propongo Paseo de Gracia, brano del disco Gaudì degli Alan Parson's Project (1987), dedicato ad Antoni Gaudì, l'architetto spagnolo che aveva progettato la cattedrale della Sagrada Familia a Barcellona, rimasta incompiuta a causa della sua morte. Secondo gli auspici del comitato promotore del suo completamento, l'opera potrebbe essere ultimata, nella migliore delle ipotesi, per il 2026, a 144 anni dalla posa della prima pietra, in occasione del centesimo anniversario della morte di Gaudí. Il Passeig de Gràcia (in spagnolo Paseo de Gracia) è una delle più importanti avingudes (in spagnolo avenidas, ovvero "viali") di Barcellona, nonché una delle aree commerciali più importanti della città, grazie alle opere di architetti come lo stesso Gaudì (e perciò considerata la via più cara di tutta la Spagna).


A questo punto lascio come sempre la parola a voi: quali sono le vostre associazioni con l'Ingegneria?

13 commenti:

  1. Gaudì è stato un uomo straordinario, ho potuto ammirare le sue opere di persona ed è la prova vivente di come un singolo genio possa cambiare un'intera città (qui da noi è successo qualcosa di simile secoli prima col Palladio a Vicenza).
    Associazioni con l'ingegneria non me ne vengono in mente, forse perché è una delle tante discipline incompatibili con la mia mente non matematica (e neppure troppo intelligente per dirla tutta).
    Mi viene in mente soltanto la nuova frontiera dell'arte, ovvero quella virtuale, la costruzione in formato solo digitale di opere d'arte virtuali in effetti create tramite stringhe informatiche e ammirabili solo dall'acquirente che ha la password per accedere al server dove sono contenute.

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    1. Non solo virtuali. C'è qualcosa di simile anche per opere d'arte (dipinti) che vengono digitalizzati e a cui viene assegnata una firma digitale, che può essere commercializzata, divenendo proprietari di quell'opera digitale. Temo che sia un concetto che mi sfugga, intendo il senso di una simile proprietà, ma so che c'è un giro d'affari importante legato a ciò.

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  2. Post molto interessante, e poi... leggere di Paseo de Gracia (giusto questo, conoscevo!) mi ha fatto tornare un po' a viaggiare con la mente, almeno per un momento!

    Associazioni con l'ingegneria? Vale l'aver rincontrato proprio ieri un mio ex compagno delle elementari che sta studiando "Ingegneria Energetica" (ho visto oggi le materie d'indirizzo... terribili) ? A parte "gli scherzi", ieri abbiamo fatto una chiacchierata e... ogni volta tutti quelli che mi dicono "ah, ma allora hai finito, ti manca un esame e la tesi!", a me sale una preoccupazione assurda. E tutto perché temo di fare una figuraccia, perché ancora non capisco come diavolo devo impostare questa tesi maledetta (il relatore mi disse poco o nulla, ma visto che tutti i miei compagni hanno scritto "Introduzione e poi due-tre capitoli", per un massimo di circa una trentina di pagine), farò così... Però mi stanno venendo dei dubbi. Mi pare strano che a me serva di dividere una tesi in capitoli "solo" per parlare della sintesi della Penicillina V... 30 pagine per una sintesi?
    A meno che non debba seguire "la scaletta" del libro in inglese che il relatore stesso mi ha dato (visto che mi ha detto che l'argomento lo si spiegava là, e poi dovevo approfondire). Il capitolo sulla Penicillina, infatti, si divide in: Introduzione, Analisi Retrosinteca e Strategia, Sintesi Totale, Conclusione.
    Dici che dovrei seguire questo "schema" e approfondire i vari argomenti? Scusami tanto se scrivo su questo post che, mi rendo conto, c'entra poco o nulla con l'argomento trattato, però sono abbastanza confusa e fuori fase... Avrei voluto scriverti prima, ma non riesco mai a trovare un momento libero...
    Questi ultimi esami mi hanno prosciugata (e ancora sto studiando per Organica III), non ho nemmeno trovato "la pace" per cominciare a scrivere questa tesi maledetta, se non a leggiucchiare qualcosa in inglese su vari siti...

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    1. Guarda Eleonora, io al terzo anno ho fatto una tesina compilativa, ma di organica applicata. Al quinto anno la mia tesi sperimentale era su argomenti di chimica analitica, mentre una tesi in sintesi organica non l'ho mai fatta.
      Tuttavia, al quinto anno in un corso ho fatto una presentazione sulla sintesi totale con approccio retrosintetico di una micotossina. Ho ancora il power point. Non è proprio la stessa cosa, ma direi che fosse stato per una laurea la presentazione sarebbe stata quella, e seguirebbe i capitoletti da trattare nella tesi.
      Se vuoi te la posso mandare, potrebbe essere una traccia su come impostarla. Che dici?

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  3. Oddio, magari! Penso proprio che mi aiuterebbe un sacco! Grazie di cuore per la tua gentilezza! 😊
    La mia e-mail ce l'hai già, vero? 🙈

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    1. Arrivate proprio adesso! Davvero, ti ringrazio di cuore!!! In caso di bisogno, non esiterò a contattarti (e comunque ti farò sapere come procederanno le cose)! 😊😁

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    2. D'accordo, ci conto! 😄

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  4. Di queste segnalazioni conosco solo l’album degli Alan Parson’s Project, che adoro. Per quanto riguarda le mie associazioni con l’ingegneria, devo dire che non non mi viene in mente niente perché è una disciplina che non mi affascina, mi risulta alquanto ostica per cui non l’ho mai approfondita. Ad esempio a me piace guardare i documentari, ma evito decisamente tutti quelli che hanno come argomento la costruzione di ponti e palazzi. Buona giornata.

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    1. Beh, da parte mia, tra scienziati e ingegneri c'è sempre un'incompatibilità di vedute. Loro sono più quelli del "realizzare" mentre noi "quelli dell'esaminare".

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  5. Il viadotto francese è decisamente un'opera d'arte ingegneristica (a me sembra sempre un miracolo il fatto che un viadotto stia su) così come mi sembra straordinario il fatto che un aereo voli, anche se di voli ne ho presi tanti, sempre con le dita incrociate. Il racconto La casa nuova fa venire parecchia angoscia, immagino sia lo scopo del racconto evocare un incubo...
    Sono stata a Barcellona tre volte ed è stato sempre un piacere visitare le meraviglie di Gaudì, la prima volta ho visitato la Sagrada Familia e La Pedrera, poi casa Batlò e infine parco Güell, mi sa che le altre sue opere non riuscirò a vederle, mi accontento di quelle più famose, quello che colpisce è l'armonia di forme e colori. Devo ammettere che nei casi che citi trovo più associazioni con l'arte che con l'ingegneria, a parte l'isola delle rose, molto simile a una piattaforma petrolifera...

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    1. Io trovo anche molto bella quell'immagine, col viadotto che sembra galleggiare nelle nuvole.
      Lo scopo del racconto La Casa Nuova non è tanto proiettare in un incubo, bensì distorcere le percezioni, mostrare cosa succederebbe se avessimo da orientarci in quattro dimensioni spaziali invece che tre come siamo abituati.

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