sabato 20 maggio 2017

Viaggio Multimodale nelle Scienze (2/4): Fisica

"Il compito supremo del fisico è la scoperta di leggi elementari il più generali possibile, da cui l'immagine-mondo possa venire logicamente dedotta. Però non esiste una maniera logica per scoprire queste leggi elementari. C'è solo il metodo dell'intuizione, aiutato da una sensibilità per l'ordine nascosto dietro le apparenze, e quest'affinità si sviluppa dall'esperienza." (Albert Einstein)

La Fisica, la prima dei figli della Matematica. In effetti la Fisica ha due mamme: l’altra è la Filosofia. I fisici sono di diritto i discendenti intellettuali dei filosofi dell'antica Grecia. Non a caso nel XX secolo si è cominciato a ragionare nella Fisica di cosa sia la realtà e della sua percezione: un ritorno alle origini.

Arte
A rappresentare la Fisica nell’arte ho scelto la copertina del disco dei Pink Floyd The Dark Side of the Moon (1973), realizzata da Storm Thorgeson, autore di tutte le copertine della band dal '68 al '77. L'immagine utilizzata, che colpisce per la sua semplicità, è di immediato impatto visivo, divenendo così ancora più efficace; vi viene rappresentato il fenomeno fisico della diffrazione della luce per mezzo di un prisma, la quale viene scomposta in componenti di diversa lunghezza d’onda.

Letteratura
A rappresentare la Fisica nella letteratura ho scelto il racconto di James Blish Tensione Superficiale (1955). In un lontano futuro l’uomo sta disseminando colonie su diversi pianeti. Trattandosi di mondi diversi dalla Terra, deve fare in modo che gli organismi siano adatti, per cui impone delle modifiche genetiche. Una di queste missioni precipita su di un pianeta dove in mezzo all'oceano è presente un’unica grande isola. Viene quindi scelto di generare esseri umani microscopici adattandoli a vivere negli stagni. Dopo molte generazioni questi umani hanno dato vita a una civiltà: un tempo vivevano cibandosi di batteri, mentre ora coltivando miceti, hanno stabilito rapporti di amicizia coi protozoi, combattono contro i rotiferi, e la loro intera tecnologia è basata sull'utilizzo di microrganismi. Una spedizione inizia allora un epico viaggio per uscire dal loro micromondo e avviare la conquista dello spazio (ovvero la terraferma) per raggiungere altri mondi (le altre pozzanghere): costruiscono una nave spaziale fatta di legno e alimentata da microrganismi, grande solo pochi centimetri. Ma per riuscire nella loro impresa dovranno vincere la tensione superficiale (forza che si genera all’interfaccia tra un liquido e un gas) per riuscire a emergere dallo stagno. 
In Guerra e Pace sul Retro di una Cartolina abbiamo invece il racconto Il Gatto di Schrödinger, che fa riferimento a un celebre paradosso: in una scatola è contenuto un gatto assieme a una fiala di gas tossico; finché non si apre la scatola non si sa se la fiala si sia rotta e di conseguenza se il gatto sia ancora vivo o morto; quindi, finché non si apre la scatola, il gatto è contemporaneamente vivo e morto. Nel mio racconto uno scienziato vuole tentare  l'esperimento su di un povero gatto: come andrà a finire?

Cinema
A rappresentare la Fisica in senso cinematografico la mia scelta ricade sul film Interstellar (2014).
In un futuro prossimo la Terra sta diventando un ambiente inabitabile per l'uomo: ci sono continue tempeste di polvere e il cibo scarseggia perché le colture sono colpite da un flagello naturale che le distrugge e consuma l'ossigeno dell’atmosfera. Ciò che resta della NASA ha lanciato una missione disperata: vicino Saturno è stato scoperto un wormhole che porta a un’altra galassia: un gruppo di volontari vi è stato inviato anni prima per esplorare i pianeti di un sistema di quel settore. Cooper, un astronauta, viene messo a capo della missione per mettersi in contatto con loro e vedere quale di questi pianeti sia adatto all'umanità. Se uno risultasse abitabile, Cooper farebbe ritorno sulla Terra per guidare l'esodo dell'umanità a bordo di stazioni spaziali. Ma il sistema stellare in questione è vicino a un enorme buco nero, che genera una distorsione gravitazionale che rallenta lo scorrere del tempo: ogni ora trascorsa sulla superficie di uno di quei pianeti equivale infatti a sette anni sulla Terra.

Musica
La mia scelta musicale ricade su Joybringer della Manfred Mann’s Earth Band (1973), una riproposizione in chiave rock di Jupiter, The Bringer of Jollity, il quarto movimento della Suite dei Pianeti di Gustav Holst.


Che ve ne pare della Fisica? E le vostre associazioni con questa scienza quali sono?

13 commenti:

  1. Altra materia per me ostica. Non oso pensare quando tratterai la chimica, tra l'altro proprio oggi devo spiegarla a due ragazzi :o
    Non riesco a trovare alcuna connessione con nessuna opera...

    -zoM

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    1. Credo che resterai piacevolmente sorpreso da ciò che ho scelto per la Chimica... :)
      Non riesci a trovare nessuna connessione? Forse perché le più facili portano alla fantascienza, che a te non piace, però lo stesso mi deludi! Ma quanti supereroi sono dei fisici? Mr. Fantastic, Bruce Banner, Dottor Manhattan... :D

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  2. Materia senza dubbio affascinante ma che a scuola, almeno nel mio caso, è sempre stata compresa nell'ora di matematica e quindi trattata a tempo perso. Non mi sono mai dimenticato un'interrogazione sul moto rettilineo accelerato uniforme che cresce con il quadrato del tempo (più o meno).
    Venendo alle associazioni... Mica facile.
    - Per la letteratura mi ripeto e scelgo il racconto "Entropia" di Thomas Pynchon (con un titolo così...).
    - Per l'arte, sarò banale ma non posso fare a meno di pensare a Dalì.
    - Per la musica "Einstein on the Beach" di Philip Glass.
    - Per il cinema il bellissimo film russo "Mishen": nel 2020 un gruppo di persone è in viaggio verso un complesso astrofisico abbandonato dove si vocifera sia racchiuso il segreto dell'eterna giovinezza.

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    1. Entropia... e allora perché non "L'ultima domanda" di Asimov?
      Dalì... caspita questa sì che un'ottima pensata. Già solo La persistenza della memoria, penso sia perfetta!

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  3. Di fisica, so poco... ma, provo lo stesso a rispondere :-) :-D
    Letteratura: Pascoli, Il fanciullino - per la sua forma destrutturata
    Arte: Boccioni, La città che sale - per il dinamismo e il senso di disordine che accompagna la realtà. Oppure, i "tagli" di Lucio Fontana.
    Musica: il jazz, per lo scardinamento dei codici. Un solo artista? Difficile... Jaco Pastorius dei Weather Report.
    Cinema: Ritorno al futuro; oppure Matrix

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    1. A oarte il Cinema, ho qualche difficoltà a trovare le tue connessioni con la Fisica. Però in effetti questa volta era più difficile, a meno di lanciarsi nella fantascienza.

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  4. Se in matematica ero un disastro, in fisica era persino peggio. Ricordo ancora con terrore la prof delle medie che apriva a casaccio il libro e poi faceva la somma dei numeri delle pagine per interrogare lo studente corrispondente al numero nel registro. Per qualche strano motivo, poi, venivano fuori sempre gli stessi numeri! Però erano momento di puro terrore.

    Ci provo:
    - Letteratura: l'intramontabile Dick con la sua entropia di Ubik
    - Arte: i quadri cubisti di Picasso o Braque, dove le leggi della fisica sono completamente sovvertite
    - Musica: mi viene in mente solo Toccata e fuga di Bach, che è appunto quello che facevo io a scuola durante l'ora di fisica :-D
    - Cinema: La teoria del tutto di James Marsh.

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    1. Ma la tua prof era una sadica!
      Noto che alla Fisica tu associ una distorsione nella percezione della realtà.

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    2. No, è che sono io che sono distorta! :-D
      P.S. Oggi denuncerebbero la mia prof per mobbing scolastico...

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  5. Io non ci provo neanche a fare connessioni, mi bastano i tuoi suggerimenti 😉 per il resto, leggere di fisica, matematica e filosofia é sempre un piacere 😀

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    1. Questo secondo appuntamento forse era più impegnativo... :)

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  6. Se la matematica per me è il mistero dei misteri, pensa tutti i suoi derivati!
    Io ho fatto il liceo classico e la fisica godeva di un trattamento come puoi immaginare minoritario, però avevamo una brava insegnante e io comunque rimanevo affascinata dalle sue spiegazioni: ricordo quella dei miraggi nel deserto. Adesso ho mio figlio che da grande vuole fare il fisico (dice lui) che mi racconta gli esperimenti che fa a scuola (che poi, pure lui, va al classico!)

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    1. Secondo me bisogna assecondare le inclinazioni di ognuno. Anch'io avevo un bravo insegnante di mate e fisica al liceo e questo penso valga molto.
      E poi ti posso assicurare che ci sono certe riflessioni in fisica che non si discostano troppo dal ragionamento filosofico applicato.

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