martedì 23 aprile 2019

Viaggio Multimodale: The Journey

Terzo e ultimo post di questo speciale trittico di Viaggi Multimodali, basato sul ripercorrere lo show dei Pink Floyd The Man and The Journey. Dopo il viaggio all'interno della sua giornata, il nostro eroe parte per l'avventura.

The Beginning
Per l'inizio del viaggio ho scelto il romanzo umoristico di Jerome K. Jerome Tre uomini in barca (per non parlare del cane). Stressato dalla vita moderna che lo ha reso ipocondriaco, il protagonista decide di fare una gita risalendo in barca il Tamigi assieme a due amici e al suo cane. Il viaggio è costellato da una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita in barca, unite a una serie di divertenti divagazioni, il tutto condito dal miglior humour inglese.

Beset By Creatures of the Deep       
Il viaggio del nostro protagonista si rivela costellato di pericoli mortali, tanto che viene assalito da un gruppo di creature che vivono nel profondo degli abissi: per questa ragione ho scelto il film di John Carpenter Il Seme della Follia (1994). Trent è un investigatore assicurativo a cui viene dato l’incarico di ritrovare Sutter Cane, uno scrittore dell’orrore i cui libri stanno scatenando ondate di isteria collettiva. Trent scopre che Cane si trova a Hobb’s End, la cittadina in cui sono ambientate le sue storie, che si credeva fittizia. Giunto lì, si rende conto che lo scrittore, grazie al suo potere di immaginare, è divenuto padrone della realtà. Sarà lo stesso Trent, soggiogato dalla volontà di Cane, a consegnare all’editore il suo ultimo libro perché venga pubblicato: la lettura di quel testo diabolico, oltre a far impazzire le persone, le muta nelle creature demoniache che dominavano il mondo milioni di anni prima dell'Uomo, e che Cane, grazie ai suoi libri, è riuscito a riportare in vita per prendere il controllo del mondo intero.

The Narrow Way
Il percorso del nostro eroe è arduo e pericoloso, una via stretta come il Caminito del Rey, vicino a Malaga. Si tratta di un passaggio pedonale di 3 km con rampe larghe appena 1 metro, sospese fino a 100 metri di altezza sul fiume, su pareti praticamente verticali. Prima di venire messo a posto, si trovava in condizioni fatiscenti: quasi tutto il percorso era privo di balaustre e c'erano dei tratti crollati in cui restava solo la trave di supporto, cosa che è costata la vita a diversi escursionisti.

The Pink Jungle
Dopo essere sopravvissuto al percorso micidiale, il nostro eroe giunge in una giungla: ho scelto il film Apocalypse Now (1979), liberamente tratto dal romanzo di Joseph Conrad Cuore di Tenebra. Durante la guerra del Vietnam il capitano Willard viene mandato in missione dalla CIA per rintracciare il colonnello Kurtz, che sembra si sia auto-attribuito il comando di una legione di insubordinati nella foresta della Cambogia. Kurtz è impazzito per gli orrori della guerra, ma continua a conservare il suo carisma, tanto da essere visto dai suoi come una sorta di divinità, da assecondare in ogni suo ordine.

The Labyrinths of Auximines
Sfuggito agli orrori della giungla, il nostro eroe prosegue il suo viaggio. Con in sottofondo il brano Nightmare dei Caravan, iniziamo a comprendere che il labirinto in cui è entrato è in realtà quello della mente, regno misterioso e sconvolgente, e che quindi il viaggio non sta avvenendo verso l’esterno, bensì è diretto verso l’interno, per scoprire il mistero celato in ciascuno di noi.


Behold the Temple of Light
In un lontano futuro il sole si è quasi spento. La superficie della Terra è sepolta dai ghiacci e l’umanità è costretta a vivere nel sottosuolo, lottando per la propria sopravvivenza. Perciò viene approntata una missione disperata: un razzo contenente una testata atomica verrà guidato da una squadra di coraggiosi nel tentativo di riaccenderne le reazioni nucleari. Prima di partire, Rodis promette a Hilar, la sua ragazza, che sarebbe tornato a lei nella luce del sole. Il razzo viene lanciato, ma qualcosa va storto e l’equipaggio non riesce a sganciare la testata atomica: per garantire il successo della missione e salvare la razza umana, decidono di sacrificarsi lanciandosi verso il sole, che finalmente si riaccende. Sulla Terra i ghiacci iniziano a sciogliersi e a Hilar non resta che accettare con amarezza il fatto che Rodis abbia in effetti mantenuto la sua promessa: i suoi atomi, consumati e divenuti energia, tornavano a lei nella luce del sole. 
Se stavate pensando che questo fosse il film Sunshine di Danny Boyle (2007), vi state sbagliando: è il racconto La Fenice di Clark Ashton Smith (1954).

The End of the Beginning
E siamo così giunti alla fine del nostro viaggio e di questa miniserie di post, ma che altro non è che è un tornare all’inizio pronti a nuove avventure. Vi riporto l’incipit del mio romanzo Turn Back Time, che potete trovare cliccando qui.

“Ogni uomo ha una storia, e la storia è fatta di uomini. Ci sono uomini che fanno la storia e altri ancora che è la storia a fare uomini. Ma che cos'è poi un uomo? Un insieme di carne e ossa? Di cuore e spirito? O forse è qualcosa di più? È un viaggiatore, un'anima pellegrina, intento a cercare il suo posto nel mondo. Che percorre strade, attraversa fiumi, oltrepassa valichi montani e si spinge fino ai deserti sabbiosi. Che cerca, in questo suo cammino, di trovare la propria storia. Ma forse, alle volte, è la storia a trovare lui.”

7 commenti:

  1. Tra le citazioni prescelte conosco bene "Tre uomini in barca" e "Apocalypse now", di cui ho letto anche il romanzo che lo ha ispirato, "Cuore di tenebra" di Conrad.

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    1. L'ho letto anch'io, ce l'ho pure in casa, e devo confessare che non me n'è rimasto nulla, come se non l'avessi letto.

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  2. Ora voglio assolutamente fare il Caminito, che mi ricorda un percorso che si trova qui da me -ovviamente molto meno noto ma altrettanto suggestivo-.
    La Fenice non lo conoscevo, mentre mi sono goduto il brano musicale... e sinceramente non so dirti se l'avevo già sentito da qualche parte (prima del ritornello mi sembrava di sì...).

    Moz-

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    1. I Caravan sono poco conosciuti, se non tra gli appassionati del genere, ma sono un gruppo che amo molto. Inoltre notare che li ho scelti anche per il nome: Caravan, quindi un qualcosa che richiama sempre il viaggiare... 😛

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    2. Infatti, credo allora che mi sia confuso: il pezzo, fino al ritornello, assomiglia a qualcos'altro...

      Moz-

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  3. Credo che sia la prima volta in assoluto che ascolto un pezzo dei Caravan, che comunque conoscevo di nome. Direi che hanno musicalmente tratteggiato un incubo assai gentile... ;-)

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    1. Musicalmente i Caravan erano così. Molto delicati. Nella prima fase della loro esperienza musicale avevano invece un'impronta più jazz e ironica.

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