venerdì 19 aprile 2019

Viaggio Multimodale: The Man

Nel post precedente abbiamo esaminato The Man and The Journey, due suite che i Pink Floyd proponevano durante i concerti nel 1969, che descrivevano il viaggio nella giornata di un uomo e un avventuroso viaggio fa lui intrapreso. L'idea di questa miniserie di post è di reinterpretare le due suite attraverso i modi dei Viaggi Multimodali: ne verrà fuori un percorso diverso, anche se comunque ispirato da quel lavoro musicale. Oggi inizieremo con The Man, nel post successivo passeremo a The Journey.

Daybreak
Per raccontare l'inizio della giornata del nostro personaggio, ho deciso di non allontanarmi subito dai Pink Floyd: vi propongo infatti il curioso brano Alan’s Psychedelic Breakfast (1970), in cui la musica accompagna la colazione di un uomo, con tanto di effetti rumoristici registrati ad hoc.


Work
Dopo aver fatto colazione, il nostro personaggio si mette a lavorare: i Pink Floyd sul palco si mettevano a costruire un tavolo. Per rappresentare questo momento ho scelto il film The Nice Guys (2016), ambientato nella Los Angeles degli anni '70, assurda, confusionaria e psichedelica. Holland cerca di sbarcare il lunario come investigatore privato, mentre Jackson fa il picchiatore a pagamento: i due si alleano per risolvere il caso di una ragazza scomparsa e quello della morte di una pornostar, che apparentemente non sembano collegati, mentre invece conducono a un affare molto grosso e molto losco...

Teatime
Per il momento del tè delle cinque, i Pink Floyd interrompevano il concerto per bere una tazza di tè sul palco, mentre i microfoni rimandavano al pubblico i rumori di tazzine, cucchiaini e piattini. Vi propongo perciò Le Due Tazze; non si sa esattamente chi sia l’autore di questo breve componimento poetico, né quando sia stato scritto, se non che risale alla Dinastia cinese Tang (618-906).

“Qui alla frontiera cadono le foglie,
e benché i vicini siano tutti barbari e
tu, tu sia a mille miglia di distanza,
sul tavolo ci sono sempre due tazze.”

Afternoon
Siamo giunti al pomeriggio, che mi piace immaginare come un momento di tranquillo svago se non di quieto ozio: perciò ho scelto di raccontarlo attraverso il dipinto-manifesto della corrente pittorica puntinista, Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte (1885). L'opera del pittore Georges Seurat, grazie anche all'uso di tonalità pastello, riesce a raffigurare molto bene quella spensieratezza che caratterizzava il periodo della belle-epoque.

Doing It
Il nostro personaggio torna a casa e questo è il momento in cui si concede di fare l’amore. Come accompagnamento musicale vi propongo Impotence dei Wilde Flowers, che descrive molto bene nel suo testo l’attrazione, il desiderio e quella tensione sensuale che si instaura tra due persone che si piacciono, ma non sanno decidere chi deve fare la prima mossa e se venire al dunque. Nel dialetto cileno yaghan esiste una parola per descrivere tutto quel gioco di sguardi che si ha in una situazione di questo tipo: mamihlapinatapei.


Sleep
E dopo il sesso, giunge poi la sera e il momento di andare a dormire e sognare. Per questa ragione vi propongo il film Inception (2010). Cobb è un ladro molto particolare, il migliore al mondo nel suo campo: ciò che ruba non sono oggetti materiali, bensì riesce a entrare nei sogni delle persone per estrarre segreti dal loro subconscio, un’attività molto utile per lo spionaggio industriale. Cobb viene ingaggiato per cercare di realizzare qualcosa ritenuto impossibile: non estrarre un’idea dalla mente, bensì impiantarne una esterna…

Nightmare
Mentre dorme il nostro personaggio ha poi un incubo: perciò ho scelto il celebre dipinto del pittore Johann Heinrich Füssli L’Incubo (1781), di cui esistono numerose versioni. Vi è raffigurato un incubo, un demone maschile che di notte si mette sul petto dei dormienti per trasmettere brutti sogni oppure togliere loro il respiro; talvolta anche per avere rapporti sessuali con le donne.

Daybreak (part II)
Siamo giunti al momento del risveglio: il viaggio nella giornata dell’uomo è giunto al termine e ora dovrà intraprendere un avventuroso viaggio. Ho scelto per concludere una citazione tratta dal mio romanzo Turn Back Time (che potete trovare cliccando qui), il momento in cui il protagonista si risveglia dopo aver compiuto il suo viaggio indietro nel tempo.

“Un improvviso suono martellante destò bruscamente Richard. Frastornato, cercò la fonte di quel terribile rumore. Lottando col cuscino, si tolse di dosso la coperta ed emerse alla luce della stanza illuminata dal sole. Si guardò attorno. La sveglia, era la sveglia. Quel dannato affare faceva un rumore infernale. La spense con un gesto irritato e rimase seduto sul letto, ancora mezzo assonnato. Dopo un momento, tornò a osservarla, ora con più attenzione: era un vecchio modello, di quelli che non si usavano più da almeno una decina d’anni. Ma da dove l’aveva tirata fuori? E perché diavolo quella mattina non aveva usato come al solito la sua radiosveglia?”

8 commenti:

  1. Originale come idea e anche molto pinkfloydiana nel concetto di multimedialità. I loro concerti sono sempre degli spettacoli per tutti i sensi.

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  2. Bellissimo viaggio!
    Il quadro lo amo da sempre, mi ha invece colpito il componimento cinese: molto molto bello.
    Il pomeriggio da te scelto mi fa pensare a qualcosa di caldo e primaverile, ossia i pomeriggi che adoro :)

    Moz-

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    1. Il pomeriggio è spensierato, la notte è agitata... 😁

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  3. Wow! Davvero un bellissimo post, Marco. Mi ero mentalmente appuntato che una volta tornato ad affacciarmi nel web avrei proseguito questo viaggio, di cui avevo letto solo l'intro. Ora vado a leggere "the Journey".

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    1. Grazie! Questa volta ho cercato di ottenere un viaggio ancora più multimediale del solito. 😃

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