domenica 27 maggio 2018

Galleria di Chimici e Scrittori

"I chimici hanno un loro modo speciale, e complicato, di contare: invece di dire «uno, due, tre, quattro, cinque protoni» dicono: «idrogeno, elio, litio, berillio, boro»." (Richard Feynman)

C'è sempre stato un forte connubio tra la Chimica e la scrittura, e non solo quella scientifica e divulgativa, ma anche nel campo della narrativa e della poesia: molti chimici sono stati infatti degli scrittori più o meno famosi. Eccovi alcuni dei maggiori esempi.


Humphry Davy (1778-1829)
Sir Humphry Davy è stato uno dei più grandi chimici del XIX secolo, nonché il maestro di Micheal Faraday. Era anche un poeta, amico di Wordsworth, Coleridge e Byron. È stato lo scopritore del protossido di azoto, ovvero il gas esilarante, importante come anestetico; coraggiosamente (oggi diremmo incoscientemente) aveva provato su di sé gli effetti della sua scoperta e li aveva poi riportati in un breve componimento in versi.


Alfred Walter Stewart (1880-1947)
Stewart era professore universitario di Chimica (è stato anche l'introduttore del termine isobaro), ma sotto lo pseudonimo di J.J. Connington era uno stimato scrittore di romanzi gialli, che realizzava per riposarsi dalle fatiche derivanti dalla sua attività scientifica e di insegnante. Il suo personaggio più famoso rimane il detective sir Clinton Driffield, le cui avventure sono caratterizzate da intrecci complessi in cui le discipline scientifiche si prestano a molteplici espedienti, e che riscossero un grande successo.


Alberto Cavaliere (1897-1967)
Quand’era studente all’università di Roma, Cavaliere venne bocciato all’esame di Chimica Generale. Invece di scoraggiarsi, gli venne l’idea di rendere l’intero corso in versi; si ripresentò poi all’appello successivo rispondendo alle domande che gli venivano poste con le sue rime. Il professore, dapprima spiazzato e poi meravigliato dalla sua abilità poetica, questa volta lo promosse. In seguito Cavaliere pubblicò i suoi componimenti nel libro “Chimica in Versi - Rime Distillate”.


Elias Canetti (1905-1994)
Nonostante la laurea in Chimica e il dottorato, Canetti non esercitò mai la professione, dedicandosi invece alla narrativa e alla scrittura teatrale, e fu anche autore di un importante saggio di sociologia, Massa e Potere. Nel 1981 venne insignito del premio Nobel per la Letteratura "per le sue opere contraddistinte da una visione ampia, dalla ricchezza di idee e dalla potenza artistica".


Primo Levi (1919-1987)
Nato a Torino, Levi è stato partigiano e deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, di cui ha raccontato gli orrori in romanzi autobiografici come Se Questo É un Uomo. Levi è stato anche autore di un libro che combinava narrativa e divulgazione scientifica, intitolato Il Sistema Periodico, che nel 2006 la Royal Institution del Regno Unito ha scelto come "il miglior libro di scienza mai scritto".


Isaac Asimov (1920-1992)
Terminato il liceo, Asimov aveva tentato il test di ammissione a Medicina, ma venne respinto; si iscrisse allora a Chimica, che in effetti lo interessava di più. Per potervi rimanere, il consiglio universitario gli impose però di superare a pieni voti il corso di Chimica Fisica, che a liceo non aveva seguito: pensavano infatti che volesse “ciondolare” a Chimica in attesa di ritentare il test. All’esame ottenne poi 30, e quelle conoscenze di termodinamica furono fondamentali per L’Ultima Domanda, uno dei racconti più famosi della fantascienza, di cui è stato uno dei massimi autori.


Roald Hoffmann (1937- )
L’anno in cui Canetti vinceva il Nobel per la letteratura, quello per la Chimica fu vinto da Hoffmann. Oltre a proseguire i suoi studi sui meccanismi delle reazioni organiche, Hoffmann ha anche scritto alcuni drammi teatrali, come Se si può, si deve?, e il saggio Chimica allo specchio, che tratta del concetto di isomeria ed esplora le tematiche dell'identità e di ciò che è simile ma non uguale, sia dal punto di vista chimico, ma anche artistico e letterario.


Giovanni Di Gregorio (1973- )
Di Gregorio, laureato in Chimica a Palermo, dopo il dottorato ha abbandonato l'attività scientifica per lavorare nel mondo del fumetto. Nella Bonelli è entrato a far parte dello staff di Dylan Dog, Dampyr e Le Storie, ed è tra i creatori della serie Creepy Past; lavora inoltre come sceneggiatore per la Disney nelle serie Topolino e Monster Allergy, e anche per serie animate. L'albo Il Re delle Mosche (Dylan Dog #270) è ambientato nel dipartimento di chimica di un'università.


Marco Malvaldi (1974- )
Malvaldi, laureato in Chimica all’Università di Pisa, è autore di diversi romanzi gialli, tra cui la serie del BarLume, da cui è anche stata tratta una fiction televisiva. Di recente ha pubblicato il saggio L'architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico.


"La Chimica è un gioco di elettroni esterni." (Marco Lazzara)

26 commenti:

  1. Toccherà dunque al prossimo chimico-scrittore che continuerà la catena aggiungere alla lista dei chimici-scrittori anche Marco Lazzara...
    La citazione penso di averla capita, con i miei rudimenti di chimica: è così perché sono gli elettroni degli orbitali esterni a determinare il comportamento di un atomo, giusto?

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    1. Sì, è così, è una delle frasi che ripeto di continuo ai miei studenti.
      Non so se ci sarà un successivo chimico e scrittore che mi in futuro mi riterrà sufficientemente degno di nota da essere inserito in galleria... ma io ci provo, diciamo. :)

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  2. No ma sai che non sapevo che Malvaldi fosse un chimico?
    Splendido, allora sei in buona compagnia :-)
    Sulla tua frase mi trovo d'accordo con Ivano, se la memoria non tradisce gli elettroni in eccesso/difetto possono far variare il comportamento del nucleo atomico.
    Ma può anche essere una metafora per dire che spesso eventi a noi estranei ci portano su binari inaspettati.
    Speriamo di non aver preso una cantonata pazzeca.

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    1. No, è giusto. :)
      Mi piace anche la tua interpretazione. Anche cose apparentemente distanti da noi, ma che sono comunque una parte imprescindibile, possono avere un esito decisivo sul nostro modo di comportarci.

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  3. Conosco solo Malvaldi e i suoi romanzi gialli trasportati in televisione mi piacciono ;)

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    1. Beh, dai, non ci credo che non conoscevi Asimov! :D

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    2. No, infatti lo conosco abbastanza bene, in ogni film di fantascienza il suo eco si sente, come ovviamente Primo Levi ;)

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  4. Non sapevo che Canetti, Levi e Malvaldi avessero lauree scientifiche!

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    1. Eh sì. Se vuoi degli altri nomi, fuori della scrittura, che sono stati dei chimici ti posso dire: Margaret Thatcher, Angela Merkel, Gianni de Michelis. E Papa Francesco è perito chimico. :)

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  5. Interessante, sapevo soltanto di Levi.

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    1. Ce ne sarebbero anche altri oltre a quelli di questo post, ma questi sono quelli un po' più noti al grande pubblico.

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  6. Il tuo esergo è per addetti ai lavori… penso che abbia a che fare con la tavola periodica e, azzardo, forse anche con le teorie sulla struttura dell’universo, ma mi fermo qui per evitare di sparare troppe cretinate.
    Sei decisamente in bella compagnia. Sapevo di Asimov e Canetti, ignoravo invece che facessero parte della schiera dei chimici anche Levi e Malvaldi. :)

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    1. Strano, credevo che di Levi fosse stranoto...
      Comunque no, l'esergo è molto più semplice: Feynamn si riferisce al numero atomico (il numero di protoni), che identifica un elemento chimico. Idrogeno (1 protone), elio (2 protoni), litio (3 protoni)...

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  7. Levi lo adoro in quanto, oltre ad esser un chimico, era un diplomato al classico come me (e quindi aveva scelto un percorso accademico molto distante da quanto imparato durante il liceo). Per questo ho scelto una frase del Sistema Periodico come incipit della mia tesi :D :D
    Rispecchia a pieno il mio pensiero e il motivo della mia scelta accademica :)
    Dei chimici-scrittori più "moderni", ad esser sincera, non conosco nessuno tra i citati ma ho letto il libro di Gianni Fochi "La chimica fa bene" e devo dire che...beh, è scritto male. Almeno secondo il mio punto di vista chimico.
    Provvederò però a recuperare alcune delle opere dei "colleghi" qui citati :D

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    1. Io, essendo di Torino, all'università sono stato negli stessi luoghi frequentati da Primo Levi. Inoltre sono due anni che d'estate tengo dei corsi al Liceo Massimo d'Azeglio, quello frequentato da Levi in gioventù.
      Anch'io per la tesi magistrale ho usato una citazione da Il Sistema Periodico, essendo sull'analisi dell'arsenico.

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    2. Che bello aver visto i luoghi in cui è cresciuto e si è formato Levi...io tuttalpiù posso vantarmi per aver frequentato lo stesso liceo (e la stessa classe) di Franco Battiato, ma non so fino a che punto mi convenga metterlo nel curriculum stile Conte :D

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    3. Apprezzare o meno il modo di scrivere di qualcuno è legittimamente legato ai gusti. A Lei, signorina, non piace il modo mio: pazienza! Se però non Le piace dal "punto di vista chimico", vorrei sapere che cosa intende. Se ci ha trovato errori scientifici o affermazioni false (dal punto di vista chimico), La prego di segnalarmeli.
      Saluti cordiali e auguri per i Suoi studi.

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Signor Fochi mi dispiace che abbia travisato le mie parole ma se non erro il suo libro è stato scritto, con giuste e nobili intenzioni, per mostrare ai non "addetti al lavoro" quanto sia bella e utile la chimica (esorcizzando così la chemofobia creatasi negli ultimi anni).
      Purtuttavia, secondo il mio punto di vista, alcuni periodi e talune spiegazioni son troppo arzigogolate pure per me che queste cose le studio, figurarsi per chi non distingue un acido da una base. Mi è stato insegnato e consigliato di spiegar la chimica in modo consono alle persone con le quali relaziono, siano esse tabula rasa in materia o più che qualificate. E' questo il mio "punto di vista chimico"; non tanto su gli errori o le affermazioni false che, attualmente, non ricordo di aver trovato (a riprova del fatto che non ce ne siano), quanto sulla semplicità della spiegazione.
      Con ciò non sto certamente contestando la sua preparazione, ma solo esprimendo il mio punto di vista.
      Purtroppo tramite internet e tramite un commento che non appaia troppo prolisso è facile sbagliare approccio e/o termini.
      La ringrazio per gli auguri e le porgo i miei cordiali saluti.

      P.s. ho cancellato il precedente commento solo perchè ho notato dei refusi e degli errori, ma il testo era effettivamente questo qui riportato.

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    6. Le do ragione... in un certo senso. Nei trent'anni trascorsi da quando ho cominciato a divulgare la chimica, ho sempre seguito un criterio insolito nel giornalismo cosiddetto scientifico: non mi sono mai voluto limitare alla notizia; al contrario, ho cercato di comunicare concetti, senza fermarmi davanti alle difficoltà intellettuali e scientifiche intrinseche d'alcuni di essi. Mi sono sforzato d'usare un linguaggio adatto ai non addetti ai lavori. Secondo qualche lettore ci sono riuscito, ma altri, come Lei, la pensano diversamente. E può darsi che questi ultimi abbiano (abbiate) ragione. Spero tuttavia d'aver aumentato, qua e là, la cultura chimica nella gente comune, almeno un poco.

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  8. Asimov lo conoscevo solo come scrittore, ad esempio.
    Molto singolare la vicenda dell'italico Cavaliere... evidentemente i versi erano già la sua vita.
    Insomma, quando sembra che due materie siano inconciliabili, ecco che invece... :)

    Moz-

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    1. Prova a cercarlo, si trova anche in rete in formato pdf, è molto divertente! :D

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  9. Un plauso per averci inserito anche Giovanni Di Gregorio.

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    1. Beh, grazie del plauso. :)
      E in fondo, perché non avrebbe dovuto esserci? Il fumetto è un'arte e la sua scrittura si avvale di persone che fanno un grande mestiere.

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  10. Non sapevo nemmeno io che Marco Malvaldi fosse un chimico, peraltro ho letto tutti i suoi gialli... sono molto divertenti! Anche di Primo Levi ho letto quasi tutto.A costo di apparire fuori dal coro, invece ammetto di non amare molto Asimov, preferisco la fantascienza alla Philip K. Dick.

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    1. A me piacciono entrambi, ma se proprio dovessi scegliere uno dei due, direi anch'io Dick.

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